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                  ARCADIA...IL VIAGGICONTINUA!!!

ATTENZIONE: Questo sito non verrà più utilizzato per gli aggiornamenti ma svoglerà solo il ruolo di archivio!

                                       Per tutti gli aggiornamenti e i prossimi appuntamenti/iniziative sarà aperto il nuovo sito dell'     Arcadia a questo indirizzo http://arcadia.indivia.net/ (in costruzione) 

 

 

 

06/06/07:        Contro la guerra globale permanente di Bush e l'interventismo militare del governo Prodi

               

                  Sabato 9 Giugno tutti a Roma alla No War Parade ! Push Bush Out!

 

Il ritrovo per chi parte dall'alto vicentino � alla stazione fs di Schio alle ore 6.30 dove ci si divider� tra le macchine per raggiungere la stazione fs di Vicenza dove ci sar� il ritorvo alle 7.15.

Ricordiamo la puntualit� perch�, per essere in tempo a Vicenza, da Schio partiremo alle 6.45 e non oltre. Se � possibile, chi pu�, metta a disposizione la macchina.

 

Per ulteriori informazioni andare sul sito di Global Project o scrivere all' indirizzo s.o.a.arcadia@alice.it

 

 

Segue l'appello nazionale del Corteo del 9 Giugno 07:

 

Push BUSH out!


Sabato 9 giugno 07 No war | No Bush day
Contro Bush e contro la guerra multilaterale del governo Prodi!


Roma 9 giugno 07,
h.15.00 Piazza Esedra

 

"Avete paura, avete un mare di paura, avrete paura, morirete di paura!"

 

Un ascoltatore attento delle parole del criminale texano, meglio noto come georgdabbli� Bush, riesce a cogliere questo sottotesto, sempre silenzioso, sempre taciuto, ma sempre parlato nello stesso tempo. Lo psicopatico texano ha una serie di soci che parlano la stessa lingua. Sarko, ad esempio, non smette mai di ricordare ai francesi quanto c�� da aver paura, paura della banlieue, paura della racaille. Anche i �compagni� del Pd hanno imparato la lezione: �Siamo tutti spaventatissimi dagli zingari, dalle prostitute, dagli immigrati�, pare che ci sia un unico lamento degno di essere conosciuto. Alcuni addirittura, �pi� uguali degli altri�, hanno deciso di iniziarla a scuola la guerra, con i Nas.Chiudiamo le porte, chiudiamo le sbarre, chiudiamo le frontiere.

Guerra, faremo la guerra, abbiamo cos� paura che non smetteremo di fare paura! Questo � il destino che ci � stato consegnato, il destino della paura che cura la paura.

 

Il G8 di Heiligendamm (5-8 giugno) dovr� discutere di questo. Dovr� discutere di come la sovranit� non torna e di come la guerra � l�unica cosa che rende possibile la politica globale. Bisogner� parlare molto di come disarmare l�Iran senza bisogno di troppe parole, di come Cina e Russia devono smetterla di essere recalcitranti, di come Bush � perso in una crisi senza fondo � eviti un nuovo Vietnam in Iraq e le suoni senza piet� ad Ahmadinejad. Si parler� di scudi stellari e di Afghanistan, del debito che non finisce mai perch� non deve finire, di Kyoto che si pu� buttare nel cestino.

Ma il tema pi� delicato sar� un altro: cosa ne � della guerra dopo la guerra unilaterale?

E questa domanda rimbalzer� a Roma, il 9 giugno, quando il texano verr� a passeggiare per le strade della citt� eterna.

 

Heiligendamm. I movimenti saranno pieni di rabbia, non accetteranno divieti, non se ne staranno a casa, nonostante 26.000 uomini schierati. Gli uomini della guerra a bassa intensit�, di quella guerra di polizia che abbiamo conosciuto a Genova nel luglio del 2001. Le reti nord-europee hanno ripreso la parola, dopo Ungdomshuset, dopo gli arresti e le perquisizioni. La paura non ha prodotto paura.

Alla paura � seguita la rabbia, la voglia di lottare, la voglia di violare in migliaia le �zone rosse� e i divieti. Invece della paura, il desiderio e l�indignazione, la creativit� di chi continua a dire �voi 8 noi 6 miliardi�.

 

Roma 9 giugno. A poche ore dalle azioni dirette di Heilingendamm, Bush, la sorridente carogna texana, voler� con 200 dei suoi verso Prodi e il suo governo. D�Alema ha messo le mani avanti: �in Italia decide il parlamento�. Un salda risposta democratica: �Stai calmo texano, in Italia abbiamo la democrazia!�. La democrazia di cui parla D�Alema � quella che sostiene la guerra in Afghanistan, anzi invia altre truppe; quella che promuove o impone (ma � lo stesso, no?) la costruzione della nuova base Usa, il Dal Molin, a Vicenza; quella che sostiene lo scudo stellare; quella che taglia le spese sociali e aumenta le spese di guerra.

Una BEEELLISSSSSIMA democrazia di guerra!

Una guerra educata, peacekeeping ci hanno insegnato in questi ultimi anni. Una guerra umanitaria, una guerra che uccide a fin di bene. Incredibile, una straordinaria guerra etica! Per il bene dell�umanit� dobbiamo uccidere l�umanit� con garbo, con delicatezza. Meglio dobbiamo contenere il danno. Come in Kosovo, ricordate? Qualcuno ricorda il Kosovo? Ricordate quanto odiosa era per tutti quella guerra giusta! Oggi le cose sono cambiate. Molti dei pi� acerrimi nemici della guerra in Kosovo pensano che il problema di oggi sia solo Bush (W i Democratici, W Hillary Klinton, W Mao Tse Tung!), per il resto D�Alema � il miglior politico del mondo, un uomo di pace, perch� con sana democrazia riduce il danno.

Che sciocchi che siamo stati! Dovevamo capirlo che la guerra a volte � cattiva, a volte � buona!

 

Roma 9 giugno. Il movimento non ha paura, non pensa che ci siano guerre giuste, non pensa che la guerra globale finir� con Bush, non pensa che la guerra multilaterale sia meglio di quella unilaterale.

 

Il movimento no-War torna in piazza, per il centro della citt�, perch� la citt� non � di Bush. Il movimento no-War non ha paura e non accetter� divieti perch� vuole dare vita ad una grande manifestazione moltitudinaria.

 

E nel movimento, come parte in movimento, con il ritmo della collera, gli studenti e i precari, i Centri sociali, con Ungdomshuset negli occhi! Da nord a sud, da tutta Italia rivendicheremo il nostro diritto a manifestare, dalle stazioni fino al centro di Roma. In tanti e diversi, al fianco dei comitati che rivendicano diritto a decidere sui propri territori, contro la guerra e contro la devastazione ambientale.

 

Una moltitudine che sa da che parte stare, che odia la guerra perch� costruisce la vita, con amore e con indignazione. Nessuno di noi sar� solo, perch� saremo in molti. Ad essere soli saranno Bush e Prodi. Tutto attorno la nostra gioia e la nostra rabbia!

 

Roma 9 giugno 07,
h.15.00 Piazza Esedra

 

 

30/05/07: Ricordiamo ancora una volta che per chi fosse interessato la nostra riunione si svolge

 

                                       ogni mercoled� sera alle 21.00/21.30 presso il bar Due Mori a Schio (Via Pasubio)

 

                                                                                     Siete tutti invitati!!!!!!!!!

 

Ricordiamo che per informazioni � attiva la mail ss.o.a.arcadia@alice.it

 

4/05/07:   S.O.A.  ARCADIA                                                                     25 APRILE 2007 / 03 MAGGIO 2007

 

A tutti i cittadini, a tutte le associazioni, a tutte le cooperative sociali, a tutte le altre realt� che operano nel sociale,ed anche al Sindaco Dalla Via, agli Assessori e consiglieri che amministrano la nostra citt�.

Il 25 aprile il coordinamento LIBERAZONE ha liberato un posto abbandonato da anni, lo ha liberato dopo 2 anni e mezzo di incontri, iniziative, complimenti, promesse e silenzi.

Questo silenzio inquietante ha portato la nostra rabbia, la nostra delusione ad ARCADIA. Un luogo ameno idilliaco, lontano dalla realt�,la realt� che finge, che discrimina, che criminalizza, che non lascia esprimere il proprio io, che non lascia condividere saperi e via dicendo�

Abbiamo trovato un luogo lasciato al degrado, lasciato ai topi e agli scheletri di gatti morti che giacevano vicino ad un corriere della sera del �79!!

Lo abbiamo ripulito, colorato, abbellito, ed � stato attraversato di ora in ora, di minuto in minuto da una moltitudine di donne, uomini, ragazzi e bambini che assieme hanno contribuito a raggiungere quest� isola :la nostra ARCADIA .

Un� occupazione che ha visto entrare 60 persone all�inizio, e che dopo due ore erano pi� di 100 a sistemare pulire e riorganizzare lo spazio.

Lo spazio occupato autogestito ARCADIA ha organizzato diverse iniziative: il venerd� oltre 350 persone hanno assistito al concerto, nonostante l�orario ridotto per tentare di non creare disagi ai vicini, sabato si � ripetuto con la festa studentesca, domenica un via vai di gente il pomeriggio e il cineforum alla sera. Luned� altre 200 persone per il concerto reggae ed infine la festa di primo maggio, con famiglie italiane e migranti, signori anziani e giovani che giocavano a briscola, panini con soppressa e formaggio biologico. Alla sera il dibattito con Bettin e un animatore sociale , che collabora con i Comuni dell�Altovicentino nella gestione di vari progetti rivolti ai giovani.

Tutto questo com�� stato organizzato? Beh� con assemblee autogestite e giornaliere, fatte durante il giorno o alla sera. Ma non � ancora tutto�ogni tipo di persona in ogni momento della giornata passava di qui: i vicini ci portavano delle torte e delle bevande, gli studenti si portavano i libri per studiare e passavano il pomeriggio in gruppo, altri che passavano per caso venivano ad osservare quel posto che avevano visto sempre chiuso, abbandonato.

Proprio uno di quest�ultimi ha continuato a dirci: �QUESTA E� STORIA!�

In effetti ci abbiamo riflettuto parecchio� e pensiamo che abbia ragione: quando centinaia e centinaia di persone attraversano un posto dimenticato, lo fanno vivere, gli danno un�altra possibilit� per respirare quell�aria di tantissimi anni fa, dove si trovavano i bambini a giocare, dove c�era un uomo che aveva la passione per le piante e d�inverno le metteva nella serra, quella specie di caseggiato proprio vicino all�entrata.

Una signora molto anziana ci ha raccontato questo,con gli occhi lucidi ci ha detto:� Resistete ragazzi, avete fatto rivivere questo posto per poter vivere la vostra vita!�.

Ma i cuori, i sentimenti e le emozioni in questo caso dobbiamo metterle da parte. Con le lacrime agli occhi, abbiamo fatto una riflessione ed abbiamo deciso di lasciare il posto perch� privato, di dare l�ennesima possibilit� a quest�amministrazione.

Pensiamo di avervi fatto capire concretamente l�esigenza di un posto del genere, che abbiamo richiesto ancora nel 2004.

Il nostro Sindaco, quando abbiamo occupato il Municipio, ha dichiarato alla stampa che la situazione era in stallo perch� non sapeva cosa avremmo potuto fare all�interno. Ora lo sa certamente e non pu� far finta di niente!    Altrimenti un altro spazio � subito pronto per ricevere i  sogni, i bisogni e i desideri delle oltre 1200 anime che hanno attraversato ARCADIA in cos� pochi giorni!

Un ringraziamento a tutti quei soggetti che ci hanno aiutato in questi giorni e non conoscevamo, a tutti quelli che hanno capito il nostro gesto e che cammineranno domandando con noi verso ARCADIA! A partire da sabato con una MOBILITAZIONE PER GLI SPAZI SOCIALI: ci ritroveremo intorno alle 15 davanti allo spazio autogestito chiuso nuovamente per chiss� quanti altri anni ancora.

La nave spaziale ARCADIA riparte, riaccende i suoi motori! Lascia questo porto per trovarne un altro�per trovarne altri. Sicuramente non vagher� a vuoto nell�universo!Ha troppo da dare!

 

 

SPAZIO OCCUPATO AUTOGESTITO ARCADIA 

 

27/04/07: Ecco il comunicato che ci � arrivato dal C.S.O. Bruno di Trento e dal C.S.O. Buonarrotti

Trento, 26.04.2007

Oggi apprendiamo con gioia la notizia di un nuovo spazio liberato a noi vicino con lo spirito e separato solamente da una montagna dal centro sociale Bruno. Una bella giornata del 25 Aprile � stata preparata dalle sorelle e dai fratelli del Coordinamento Liberazone di Schio (Vi) che hanno liberato riaprendo alla citt� uno stabile abbandonato da anni, trasformandolo nello spazio autogestito Arcadia.

La situazione del Cs Bruno e quella che sta avvenendo nella cittadina di Schio hanno delle similitudini profonde: in entrambi i luoghi chi si batte per
l'apertura di spazi sociali autogestiti si trova di fronte il silenzio e le menzogne di amministrazioni comunali di centrosinistra incapaci di ascoltare la
voce dei cittadini e di comprendere la potenzialit� che un centro sociale sa offrire alla cittadinanza.

Ci auguriamo che Arcadia diventi quel luogo idilliaco indicato dal nome, ma anche che sappia salpare come l'omonima nave di Capitan Harlock verso numerose battaglie per i diritti.
Auspichiamo che il Sindaco di Schio Dalla Via sappia comprendere i bisogni di chi restituisce alla citt� spazi abbandonati da anni all'incuria per
trasformarli in laboratori di socialit�, musica e cultura.

Ci siamo incontrati nella grande manifestazione del 21 aprile per le strade di Trento e oggi ancora una volta vogliamo ribadire insieme che gli spazi sociali non si toccano!

Centro Sociale Bruno - Trento
cso Buonarroti angolo via Lampi dietro stazione FS
centrosocialebruno.blogspot.com

 

 

25/04/07:                      E' NATO LO SAPZIO AUTOGESTITO ARCADIA!!!

Questo pomeriggio verso le ore 14.00 un centinaio di attivisti/e ha occupato un vecchio stabile vicino alla stazione FS: nasce ARCADIA.
Gli attivisti hanno gi� cominciato i lavori di messa a nuovo dello stabile - abbandonato da molti anni - pulendo i locali ed il giardino antistante lo spazio.
ARCADIA � un luogo dove concentrare i sogni di ragazzi e ragazze della citt�, libero dallle logiche di business e mercato.
"ARCADIA � un luogo idiliaco, distante dalla realt�..."

Oggi  25 aprile 2007 nasce a Schio lo Spazio Autogestito ARCADIA !!!

Tre anni fa , come Coordinamento LiberaZone abbiamo presentato un corposo e serio progetto per la creazione di uno SPAZIO SOCIALE AUTOGESTITO all�amministrazione di Schio e dopo  una lunga attesa abbiamo  avuto degli incontri con alcuni rappresentanti della Giunta e con il Sindaco Dalla Via.

Come gi� nelle scorse settimane abbiamo  reso pubblico, i lunghi elogi al progetto e i tanti  buoni propositi non sono stati ancora tradotti in qualcosa di concreto!!!

Per tutto questo tempo siamo stati presenti e attivi in citt� , dando il nostro contributo per far vivere Schio con iniziative di piazza , feste ,dibattiti, ecc. Ci siamo sempre dimostrati disponibili al dialogo ma anche determinati nel voler trovare soluzione tangibile a questo  bisogno di spazi di socialit�, che � sempre pi� evidente nei nostri territori e nel nostro tempo!

Alla luce di tutto ci� abbiamo deciso di dare un segnale forte, prendendoci uno spazio in disuso dove iniziare a dare forma concreta al nostro progetto.

ARCADIA � un a parola che indica un luogo ameno, idilliaco distante dalla realt�. Abbiamo scelto questo nome perch� l'idea di questo spazio nasce dai sogni di ragazze e ragazzi che da anni stanno cercando  di creare nei nostri territori un luogo di aggregazione  lontano dal business o dalla ��dinamica del bar��. La nostra ARCADIA ,per�, non � completamente slegata dalla realt�: essa rappresenta un �piccolo� altro mondo possibile e vuole essere un luogo dove crescere, maturare e responsabilizzarsi. Dove i giovani (...e non solo)possano autodeterminarsi ,  prendere coscienza di s� stessi ed esprimersi  nei modi pi� svariati dalla musica , al teatro, all�arte,�. Uno spazio dove divenire e riconoscersi soggetti attivi, protagonisti delle proprie vite, ma anche del cambiamento sociale.  Un laboratorio di idee, che  non � solo �pareti� ma  luogo dentro il quale costruire  partecipazione politica, alternativa di vita, innovazione e dove si possano tessere autentiche relazioni sociali.

Abbiamo deciso di aprire uno spazio della citt� abbandonato  e inutilizzato, spalancando le sue porte a tutti!

La realt� dello Spazio Autogestito ARCADIA �  un bene comune, una possibilit� e una potenzialit� per tutti. In essa ogni singolo trova il suo spazio, lo spazio per la sua diversit�, che diventa ricchezza se espressa e condivisa con gli altri nell'incontro!ARCADIA nasce come spazio di libert� e di produzione sociale,culturale e politica,in quanto spazio di reale partecipazione!

Per noi l�apertura di questo spazio libero, autogestito e democratico rappresenta solo un inizio! Con il nostro gesto non vogliamo chiudere la porta ad ogni dialogo con l'Amministrazione :ci siamo sempre mostrati disponibili e ancora lo siamo, ma siamo anche convinti che sia arrivato il momento di dare una svolta ad un percorso che si stava trasformando in un' ''Odissea''.

Ci� che ci contraddistingue sono la determinazione e la voglia di agire, non ci vogliamo limitare a ��stare�� in questo posto, ma desideriamo da subito iniziare a viverlo e farlo vivere. Gi� da questa sera, infatti,ARCADIA  diventa scenario di una serie di iniziative ed eventi. Domani sera (26 Aprile 2007) alle ore 20.30 avr� luogo una presentazione pubblica dello spazio a cui invitiamo l'intera cittadinanza, Amministrazione compresa!!!

 

ABBIAMO TANTE IDEE ED ENERGIA PER REALIZZARLE!!! NON MOLLEREMO!!!

 

le ragazze e i ragazzi dello Spazio Autogestito ARCADIA

PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE AD ARCADIA

Giovedi� 26 APRILE
ore 21.00 ASSEMBLEA PUBBLICA DI PRESENTAZIONE E GESTIONE

Venerdi� 27 APRILE
ore 21.00 Concerto con ETEREA e a seguire dj set

Sabato 28 APRILE
ore 16.00 FESTA STUDENTESCA con musica, writers and more..
ore 21.00 Concerto con SPEEDJACKERS (rock �n roll), OKKUPATO (emo), KEY MOVEMENT (surf)

Domenica 29 APRILE
dal pomeriggio Sketc di video e produzioni
ore 21.00 Proiezione di "V per Vendetta"

Lunedi� 30 APRILE
ore 21.00 Concerto con ZIOVARTAKI (reggae) e a seguire Dancehall

SPAZIO AUTOGESTITO ARCADIA
Via Baccarini 2 SCIO (VI)
di fianco alla STAZIONE FS
 

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20/04/07:Chi pensava che ci fossimo piegati davanti al silenzio perenne dell'amministrazione, si sbagliava di grosso!
Questa notte alcuni attivisti "supportati" dall'idolo per eccellenza della citt�, IL BACO BAO, hanno dato modo ai diversi monumenti scledensi, i pi� caratteristici, di poter esprimere il proprio disagio davanti al NON OPERATO di questa giunta. Una giunta immobile sulla questione spazi sociali, immobile sul rapportarsi con chi � societ�, con chi tenta, giorno per giorno di far socialit� per poi praticare una politica slegata dalle logiche di business, d'interesse e via dicendo, che vada al concreto per soddisfare e realizzare sogni, bisogni e desideri..
Ovviamente, i monumenti  hanno espresso la loro, son d'accordo con la citt�, ma la citt� vera, quella che cresce, quella che condivide, quella che pensa che quell'altro mondo possibile non sia solamente uno spot, quella che pensa che la partecipazione non significa solamente porre una
crocetta sulla scheda elettorale.
Caro Dalla Via, perfino i nostri monumenti si son accorti come avete gestito questa situazione. Anche loro sono delusi e amareggiati,
arrabbiati e illusi perch� pensavano di poter contare su figure che promettevano fiducia.Ma, come molte volte � accaduto, ci si � sempre
limitati a parole, non si � mai  andato oltre. Questa � l'ennesima dimostrazione del dilagarsi della crisi di rappresentanza, ma anche l'ennesima dimostrazione che la gente normale, i cittadini, donne e uomini non lasceranno strada a chi svende i beni comuni e a chi, come questa giunta, non li prende in considerazione. Ricordiamoci che anche un gruppo di ragazzi e ragazze che si ritrovano quotidianamente, che agiscono quotidianamente per creare protagonismo, coscenze, maturit� sono un bene comune, un bene comune da difendere a tutti i costi.
Arrivati a questo punto, il silenzio, il non rispondere da parte di questa amministrazione ci legittima a valorizzare quello che siamo e quello che facciamo perch�, mai come questa volta,  

 

RIBELLARSI E' GIUSTO! ANZI NECESSARIO!!

RAGAZZI/RAGAZZE DEL COORDINAMENTO LIBERA ZONE

 

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11/04/07: OCCUPAZIONE ASSESSORATO DI OGGI 11 APRILE 2007

                    SIAMO STANCHI DI QUESTO �ASSORDANTE� SILENZIO!!

 

Oggi abbiamo occupato l�assessorato al sociale e gli uffici degli assessori del Comune di Schio per rompere il silenzio che da quasi un anno � l�unica risposta(se il silenzio si pu� considerare una risposta) che la giunta Dalla Via sa e vuole dare!

Sono ormai passati 3 anni da quando presentammo il progetto di Libera Zone per la creazione di uno spazio sociale a Schio a questa amministrazione, chiedendo degli incontri per poterne discutere.

Per due anni non arriv� risposta alcuna alle nostre richieste. Durante questo tempo, ovviamente, non siamo stati immobili ad aspettare; abbiamo presentato pubblicamente il nostro progetto, abbiamo organizzato iniziative, dibattiti, eventi, feste� Un percorso chiaro e consapevole,  che nasce dal coinvolgimento e dall�impegno di molti ragazzi e ragazze del territorio, espressione del bisogno di socialit� e cultura sganciate dai meccanismi commerciali cos� come dai circuiti tradizionali dell�associazionismo e delle sedi di partito .

Dopo varie sollecitazioni, a maggio 2006 ottenemmo il primo incontro con l'amministrazione. Durante tale incontro, a cui erano presenti, oltre ad una nostra delegazione, il sindaco Dalla Via, gli assessori Tommasi, Baiocchi e Laugelli, presentammo nel dettaglio il nostro progetto, supportati anche da varie proposte di legge nazionali, presentate dalle stesse forze politiche di centrosinistra i cui rappresentanti sono al governo della nostra citt�, nelle quali si riconosce chiaramente la necessit� di interazione tra le istituzioni e i giovani nella creazione di spazi di cultura, libera espressione, riconoscendo l�importanza e il valore delle aggregazioni informali. Ci demmo cos� appuntamento per un ulteriore incontro, dato che la nostra proposta era stata definita interessante e matura, oltre a vari altri apprezzamenti.

Cos�, il 7 Giugno 2006, ci siamo seduti nuovamente attorno ad un tavolo e i rappresentanti dell'amministrazione di Schio hanno ribadito l'interesse nella realizzazione del nostro progetto che, ci teniamo a sottolinearlo, si basa su una politica di responsabilizzazione diretta dei giovani attraverso forme innovative di autogestione (termine che, evidentemente, spaventa assai). Ci� che chiedevamo, alla fine, era uno spazio comunale dove poter realizzare queste iniziative, magnificate (a parole) dalla stessa amministrazione. Quella sera di giugno ci eravamo lasciati con l'impegno, preso da ambo le parti, di aggiornarci ad un tavolo di lavoro per l'individuazione di un luogo idoneo. L'amministrazione si era inoltre impegnata  a nominare un assessore di riferimento per la

trattativa.

Poi il silenzio!!!!

Siamo ad aprile e l'assessore non � stato ancora nominato, e dall'ultimo incontro non ci � pi� stato dato alcun  �segnale�...

Ci � stato chiesto di presentarci ai capigruppo di maggioranza, l'abbiamo fatto... ad inizio Novembre, e durante l'incontro � stata ribadita anche da loro la bont� del percorso deciso a giugno. Ma comunque il silenzio permane�  A Dicembre abbiamo anche sollecitato l'amministrazione con un lettera ... ma ancora il silenzio!!!

Da parte nostra abbiamo offerto tutta la nostra disponibilit�, ci siamo presi tutte le nostre responsabilit�... non ultima quella di fidarci di questa giunta che reputavamo capace, moralmente, eticamente e culturalmente, di rapportarsi a realt� come la nostra. Abbiamo voluto andare fino in fondo e fidarci. Ma abbiamo commesso un grosso errore, ci siamo illusi che questa amministrazione di centrosinistra, che si riempie la bocca del concetto di partecipazione volesse realmente realizzarlo.

Purtroppo si � invece rivelato il solito specchietto per le allodole, da utilizzare durante le elezioni. Ci hanno riconosciuto come soggetto politico reale nel territorio, hanno riconosciuto il valore che pu� avere uno spazio che vive di iniziative, di condivisione e di autogestione, che produce socialit� e affetti, cultura e sogni, ma si ostinano a nascondersi dietro ad un  imbarazzante silenzio.

Dobbiamo quindi prendere atto, visti gli atti concreti, che da parte di questa amministrazione non vi � volont� di rapportarsi, non vi � capacit� di interloquire e manca, cosa ancor pi� grave, l�assunzione di responsabilit�, non rispondendo a chi pone delle domande.

 

Oggi quindi, 40/50 attivisti  hanno compiuto questo blitz per denunciare concretamente, visibilmente il paradossale, assurdo, contraddittorio e vergognoso comportamento della giunta di CENTRO-SINISTRA guidata dal sindaco Dalla Via.

Siamo entrati negli uffici degli assessori in maniera festosa ma determinata, decisi ad avere un�incontro con l�assessore al sociale.

Dopo un confronto con l�assessore alla cultura, abbiamo ottenuto un incontro con il sindaco, a cui ha partecipato una nostra delegazione, munita del premio simbolico �IL BACO BAO D�ORO� (protagonista della satira che da mesi rivela le vicissitudini   della questione �spazi sociali� a Schio) .

Al momento della consegna  per� il sindaco ha rifiutato questo premio, accusandoci

di essere poco seri.   Utilizzando questa scusa ,voleva evitare il confronto. Dalla Via ha subito ritrattato  e ha invitato una delegazione di quattro di noi nel suo ufficio�senza giornalisti (forse era  questo il vero problema!!!!)  

Durante la discussione abbiamo ribadito la nostra delusione e la nostra rabbia per l� incapacit�  di interloquire e la non volont�  di assumersi la responsabilit� di una risposta da parte di questa amministrazione!!!

Il Sindaco non � arrivato a nulla di concreto , ma ha solamente riconosciuto questa mancanza e ha ammesso che esistono delle difficolt�  all�interno della maggioranza nel discutere  di questo tema.

In sostanza da dieci mesi a questa parte non � cambiato niente, e anche dopo l�iniziativa di oggi ci troviamo di fronte ad un�amministrazione immobile.

Al contrario noi siamo in costante movimento e di fronte a questo continuo silenzio non ci fermiamo ma anzi facciamo e faremo ancora pi� rumore.

Questo � solo l�inizio��.continueremo la battaglia che gi� da molti anni stiamo portando avanti, indipendentemente da quelle che saranno le decisioni del Comune. 

ANCORA  NESSUNO HA AVUTO IL CORAGGIO DI DARCI UNA RISPOSTA� VORRA� DIRE CHE CE  L�ANDREMO A PRENDERE�

 

 

RAGAZZI/RAGAZZE DEL COORDINAMENTO LIBERA ZONE

 

Galleria Fotografica

 

08/04/07: UN LUNGO PERCORSO CHE PORTA� AD UN ASSORDANTE SILENZIO

                 Ancora niente di concreto, ancora nessuna risposta, ancora silenzio!!!

 

Sono ormai passati tre anni da quando presentammo il progetto di LiberaZone per la creazione di uno spazio sociale a Schio alla giunta guidata da Luigi Dalla Via, chiedendo degli incontri per poterne discutere.

Per due anni non arriv� risposta alcuna alle nostre richieste. Durante questo tempo, ovviamente, non siamo stati immobili ad aspettare; abbiamo presentato pubblicamente il nostro progetto, abbiamo organizzato iniziative, dibattiti, eventi, feste� Un percorso chiaro e consapevole,  che nasce dal coinvolgimento e dall�impegno di molti ragazzi e ragazze del territorio, espressione del bisogno di socialit� e cultura sganciate dai meccanismi commerciali cos� come dai circuiti tradizionali dell�associazionismo e delle sedi di partito .

Dopo varie sollecitazioni, a maggio 2006 ottenemmo il primo incontro con l'amministrazione. Durante tale incontro, a cui erano presenti, oltre ad una nostra delegazione, il sindaco Dalla Via, gli assessori Tommasi, Baiocchi e Laugelli, presentammo nel dettaglio il nostro progetto, supportati anche da varie proposte di legge nazionali, presentate dalle stesse forze politiche di centrosinistra i cui rappresentanti sono al governo della nostra citt�, nelle quali si riconosce chiaramente la necessit� di interazione tra le istituzioni e i giovani nella creazione di spazi di cultura, libera espressione, riconoscendo l�importanza e il valore delle aggregazioni informali. Ci demmo cos� appuntamento per un ulteriore incontro, dato che la nostra proposta era stata definita interessante e matura, oltre a vari altri apprezzamenti.

Cos�, il 7 Giugno 2006, ci siamo seduti nuovamente attorno ad un tavolo e i rappresentanti dell'amministrazione di Schio hanno ribadito l'interesse nella realizzazione del nostro progetto che, ci teniamo a sottolinearlo, si basa su una politica di responsabilizzazione diretta dei giovani attraverso forme innovative di autogestione (termine che, evidentemente, spaventa assai). Ci� che chiedevamo, alla fine, era uno spazio comunale dove poter realizzare queste iniziative, magnificate (a parole) dalla stessa amministrazione. Quella sera di giugno ci eravamo lasciati con l'impegno, preso da ambo le parti, di aggiornarci ad un tavolo di lavoro per l'individuazione di un luogo idoneo. L'amministrazione si era inoltre impegnata  a nominare un assessore di riferimento per la trattativa.

Poi il silenzio!!!!

Siamo ad aprile e l'assessore non � stato ancora nominato, e dall'ultimo incontro non ci � pi� stato dato alcun  �segnale�...

Ci � stato chiesto di presentarci ai capigruppo di maggioranza, l'abbiamo fatto... ad inizio Novembre, e durante l'incontro � stata ribadita anche da loro la bont� del percorso deciso a giugno. Ma comunque il silenzio permane�  A Dicembre abbiamo anche sollecitato l'amministrazione con un lettera ... ma ancora il silenzio!!!

Da parte nostra abbiamo offerto tutta la nostra disponibilit�, ci siamo presi tutte le nostre responsabilit�... non ultima quella di fidarci di questa giunta che reputavamo capace, moralmente, eticamente e culturalmente, di rapportarsi a realt� come la nostra. Abbiamo voluto andare fino in fondo e fidarci. Ma abbiamo commesso un grosso errore, ci siamo illusi che questa amministrazione di centrosinistra, che si riempie la bocca del concetto di partecipazione volesse realmente realizzarlo.

Purtroppo si � invece rivelato il solito specchietto per le allodole, da utilizzare durante le elezioni. Ci hanno riconosciuto come soggetto politico reale nel territorio, hanno riconosciuto il valore che pu� avere uno spazio che vive di iniziative, di condivisione e di autogestione, che produce socialit� e affetti, cultura e sogni, ma si ostinano a nascondersi dietro ad un  imbarazzante silenzio.

Dobbiamo quindi prendere atto, visti gli atti concreti, che da parte di questa amministrazione non vi � volont� di rapportarsi, non vi � capacit� di interloquire e manca, cosa ancor pi� grave, l�assunzione di responsabilit�, non rispondendo a chi pone delle domande.

Scusate, ma a noi non piace farci prendere in giro! Abbiamo voluto fermarci per poter parlare e ascoltare. Ora siamo di nuovo in cammino... verso uno spazio di libert�.

                                                                           ragazze e ragazzi del Coordinamento LiberaZone

 

14/03/07: La scorsa settimana sono successi due fatti gravi in quei palazzi che dovrebbero essere le "case del cittadino", specie durante i consigli comunali: a Schio degli esponenti del comitato No Dal Molin sono stati denunciati per aver partecipato, a Vicenza invece � stato direttamente proibito loro di entrare. Sono stati attaccati i diritti fondamentali di ogni singolo cittadino, non possiamo restare inermi a queste pure follie repressive.

Scendiamo in piazza nuovamente, e questa volta anche a Schio, per ribadire che:

NE' DENUNCE NE' RUSPE CI FERMERANNO...RESISTEREMO UN MINUTO IN PIU' DI VOI!!!

 

FIACCOLATA VENERDI' 16 MARZO: ritrovo in stazione f.s. a Schio alle 20.00

 

Portate pentole, lumini, fischietti e quant' altro!!!!

 

DEMOCRAZIA?...NE SIAMO SICURI? 

E' doveroso fermarsi a riflettere sul diritto del cittadino di partecipare alla vita pubblica , diritto che � alla base dei sistemi democratici,ma che sembra venire costantemente calpestato.

Per avere degli esempi di ci� , purtroppo,non occorre guardare tanto lontano. La settimana scorsa , in due vergognosi episodi, il �popolo contro il Dal Molin� � stato vittima del sopruso di tale diritto.

A Vicenza, l' 8 Marzo, non � stato permesso alle rappresentanti del No al Dal Molin di accedere al Consiglio Comunale,a cui esse , come cittadine, avevano tutto il diritto di partecipare.

Alcuni giorni prima i rappresentanti del Comitato Scledense contro il Dal Molin sono stati ingiustamente denunciati per �manifestazione non autorizzata�. In realt� essi stavano semplicemente attendendo l'arrivo di tutti i componenti del comitato per salire in Consiglio Comunale , al quale hanno poi assistito facendo �presenza silenziosa�durante la discussione sulla mozione presentata da Forza Italia sul caso Dal Molin.

 Questi ultimi fatti non possono che essere riconosciuti come un palese e vergognoso tentativo di togliere voce ai cittadini e di intimidirli.

La tanto proclamata partecipazione della cittadinanza si vede cos� chiudere anche i pochi spazi in cui le � possibile agire.

Dietro all'ambigua maschera della rappresentanza il cittadino perde la sua voce, quella che desidera far sentire e quella che ha tradotto in voto. La questione della conversione dell'aeroporto Dal Molin in base militare americana ne � il pi� palese esempio.

�Democrazia� non vuol forse significare  �governo del popolo�?

Se  cos� �, allora bisogna proprio chiedersi se nei nostri territori essa viva ancora!

Si parla , addirittura,di blindare i Consigli Comunali... Noi un Consiglio blindato l'abbiamo gi� vissuto... il 26 Ottobre scorso, a Vicenza. In quell'occasione mentre in sala Bernarda la giunta vicentina esprimeva parere positivo sulla questione Dal Molin, una piazza i migliaia di persone denunciava l'illegittimit� di quel consiglio e creava un vero spazio di democrazia.

�L'italia � una Repubblica democratica , fondata sul lavoro. La sovranit� appartiene al popolo, che la esercita nelle forme  e nei limiti della Costituzione� (ART.1 Costituzione Italiana)

Questo � ci� che afferma la nostra Costituzione. Nella pratica per� ,il cittadini si trovano traditi dalle stesse figure che dovrebbero rappresentarli e privati degli spazi di partecipazione che di diritto  appartengono loro. Ancora non � tutto!Si assiste, infatti , ad una colpevolizzazione e , possiamo osare, una criminalizzazione dei tentativi dei cittadini di essere presenti nella vita pubblica e soprattutto di influire in quegli ambiti dove si prendono le decisioni che ricadranno poi sulle loro vite. A rendere il tutto ancora pi� grave ,� il fatto che questa repressione riguardi azioni e spazi che la legge stessa riconosce come diritto del cittadino.

Siamo indignati.

Gli ultimi fatti non tolgono alcuna energia alla lotta contro la costruzione di un'altra base di guerra a Vicenza. Al contrario ci sentiamo ancora pi� legittimati a portare avanti il nostra battaglia per un futuro migliore ,senza basi e senza guerre e  ,ora � pi� che mai necessario affermarlo, dove vi sia vera democrazia e reale partecipazione.

 

 

 

9/03/07: ATTENZIONE: NON SEDETEVI NELLE PANCHINE DAVANTI AL COMUNE DI SCHIO NE' ESERCITATE IL VOSTRO DIRITTO A PARTECIPARE AL CONSIGLIO COMUNALE: VERRETE DENUNCIATI!!!

Luned� 3 marzo in comune a Schio si � tenuto il consiglio Comunale: il punto sette nell'ordine del giorno era la discussione, e votazione, di una mozione presentata da Forza Italia. Tale mozione prevedeva il sostegno al Governo sulla trasformazione dell'areoporto civile dal Molin in una base militare americana. Il comitato No al Dal Molin di Schio si � ritrovato sotto al comune, aspettando di salire in Consiglio Comunale, per presenziare in maniera silenziosa alla votazione con cartelloni contrari alla mozione proposta. Mentre aspettavamo seduti chiaccherando tra di noi sono arrivate 5, dico 5 gazzelle dei carabinieri che, con il pretesto di normale routine hanno chiesto i documenti a tutti e ci hanno schedato. Normale routine... per cui mi raccomando: se vi sedete nelle panchine di Schio o siete fermi con un gruppo di persone � possibile che le nostre forze del DISordine vi schedino. Per fortuna che dovrebbero rappresentare la giustizia!!!

Dopo essere stati schedati tutti quanti siamo andati ad assistere al consiglio comunale in maniera silenziosa e assolutamente pacifica, tanto che la stessa Presidente del consiglio ha ritenuto che nn fosse necessario chiamare le forze dell'ordine per intervenire contro di noi.

Oggi sul Giornale di Vicenza esce un articolo: " Striscione contro la base. Denunciati i ragazzi. Non erano autorizzati". Al che ci domandiamo... autorizzati a fare che?? si si avete capito bene..siamo stati denunciati tutti con il pretesto di manifestazione non autorizzata.

Manifestazione?? perfetto...stare seduti in gruppo su una panchina non arrecando nessun disturbo da oggi � manifestazione non autorizzata!!!

Denunciati perch� nn autorizzati. Autorizzati a fare cosa? A stare seduti in compagnia? Sbaglio o partecipare al consiglio Comunale  � un diritto che ogni cittadino ha in quanto tale? Sbaglio o � proprio la giunta di Schio si vanta dei suoi percorsi di partecipazione e dialogo con la cittadinanza?

Forse � meglio che sindaco e assessori si riguardino sul vocabolario la definizione delle parole partecipazione e dialogo, perch� sinceramente di dialogo gran poco ne abbiamo visto e ora ci ritroviamo tutti con la notizia di una prossima denuncia tra le nostre mani.

Siamo indignati di fronte a questo comportamento repressivo nei nostro confronti, dato che non stavamo commettendo nessun reato. Ma nel "tollerante" comune di Schio che fine ha fatto la democrazia? Sar� stata calpestata assieme al diritto che ha ogni cittadino di contribuire alla vita pubblica.

 

Segue il comunicato del comitato del No al Dal Molin di Schio:

 

Siamo allibiti ed indignati di fronte alle denunce scattate a causa delle nostra legittima presenza al Consiglio Comunale di Schio , la sera di luned� 5 Marzo 2007.

Apprendiamo dal Giornale di Vicenza che l'assurda motivazione di tali denunce � �manifestazione non autorizzata�.Ci chiediamo , quindi, di quale manifestazione si tratti , dal momento che non ve n'� stata alcuna.

Nel tardo pomeriggio di luned�,come Comitato Scledense contro il Dal Molin , ci siamo dati appuntamento davanti a Palazzo Garbin per salire tutti insieme in Consiglio Comunale. Mentre attendevamo i vari membri del Comitato , sono giunte cinque pattuglie di carabinieri , che hanno identificato tutti i presenti, giustificando il fatto come un normale controllo di routine.

Altro non poteva essere , parole dei militari,dato che non stavamo commettendo alcun reato.

Gi� questo fatto di per s� ci ha fatti indignare!

Le istituzioni si fanno vanto di perseguire �percorsi di partecipazione e dialogo con la

cittadinanza� , parole dell'assessore Emilia Laugelli in un' intervista pubblicata sul Giornale di Vicenza il 4 febbraio scorso. La realt� dei fatti,per�, contraddice a pieno questi affermazioni.

Infatti, di fronte ad un gruppo di cittadini che desidera esercitare il diritto di partecipare ad un Consiglio Comunale per esprimere silenziosamente e pacificamente la propria opinione, si risponde con identificazioni e denunce.

Dal momento in cui non vi � stata alcuna manifestazione e la nostra presenza non ha portato alla sospensione del Consigli Comunale,poich� �non vi erano gli estremi per chiedere l'intervento dei polizia� (Antonietta Martino, presidente del consiglio comunale di Schio, giornale di Vicenza del 09/03/2007), non possiamo che concludere che questo � un palese , vergognoso e puramente folle tentativo di togliere voce ai cittadini e di intimidirli.

In considerazione anche di ci� che si � verificato ieri a Vicenza, dove non � stato permesso alle rappresentanti del No al Dal Molin di partecipare al consiglio comunale, � doveroso ed inevitabile fare una riflessione sul reale diritto del cittadino di dare il proprio contributo alla vita pubblica.

Diritto che sembra venire costantemente calpestato.

Siamo proprio sicuri che si possa ancora parlare di DEMOCRAZIA?

 

COMITATO SCLEDENSE CONTRO IL DAL MOLIN

 

4/03/07: Luned� 5 Marzo ore 18.15 tutti a Schio per fare presenza attiva in consiglio comunale dove si voter� una mozione proposta dal centro destra a favore del Dal Molin. La giunta probabilmente bloccher� la mozione proposta da Forza italia, ma non ne presenter� altre contro il progetto della nuova base militare; come ben sapete, il comune di Schio � di centro-sinistra: di conseguenza il sorvolare di sindaco e assessori sulla questione Dal molin risulta essere piuttosto vergognosa.

Luned� 5 Marzo ore 18.00/18.15 ritrovo in Piazza Statuto a Schio con cartelli e bandiere No Dal Molin.

 

9/02/07: il 15 Febbraio alle ore 20.30 presso il palazzo Toaldi Capra a Schio si terr� un ASSEMBLEA PUBBLICA INFORMATIVA sulla costruzione della nuova base militare americana presso l'aereoporto Dal Molin.

interverranno a spiegare le ragioni che da mesi ci portano a lottare contro il si del governo e contro la trasformazione del Dal Molin in base militare:

 

OLOL JACKSON ( Assemblea permanente contro il Dal Molin )

Ing. VIVIAN ( ha condotto degli studi riguardo all'impatto ambientale ed economico sulla costruzione della nuova base )

 

Ricordiamo inoltre i treni per la MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL DAL MOLIN DEL 17 FEBBRAIO A VICENZA

da Schio il treno partir� alle 12.00 da Thiene alle 12.10....

Per chi viene gi� con mezzi propri il ritrovo � alle 14.30 in stazione dei treni a Vicenza.

 

IL FUTURO E' NELLE NOSTRE MANI: DIFENDEREMO LA TERRA PER UN FUTURO SENZA BASI DI GUERRA!  NO DAL MOLIN!!!

 

16/01/07: Gli Stati Uniti sulla questione "Dal Molin" hanno dato un ultimatum al governo italiano, che scadr� venerd� 19gennaio. Entro quella data gli americani vogliono una risposta. E' ora necessario pi� che mai ribadire a gran voce quello che in questi mesi abbiamo detto attraverso lo sciopero del 23 settembre e la manifestazione del 2 dicembre: NON VOGLIAMO UN'ALTRA BASE MILITARE NE' AL DAL MOLIN NE' ALTROVE!
Non la vogliamo, perch� desideriamo difendere il nostro territorio dalla continua militarizzazione, non vogliamo essere un punto strategico della guerra. Inoltre la base al Dal Molin porterebbe gravi problemi ambientali, urbanistici e di viabilit�. Per non parlare poi degli enormi costi di gestione che l'intera citt� dovrebbe sostenere.
Sulla questione della chiusura della Ederle nel caso in cui non venisse fatto il Dal Molin e della conseguente perdita di lavoro dei dipendenti che lavorano dentro la caserma, intanto bisogna subito precisare due cose: la prima � che la chiusura della Ederle � prevista non prima di due anni, quindi ci sarebbe tutto il tempo per affrontare e risolvere il problema; la seconda � che esiste una legge che prevede la riassunzione nella pubblica
amministrazione dei dipendenti di basi americane chiuse. E' vero che con questa legge ne beneficerebbero solo
un terzo degli attuali dipendenti, ma si dovrebbe lottare per estendere a tutti i lavoratori questa legge. Senza dimenticare che riconvertire una base militare ad uso civile � un'enorme fonte di occupazione e lavoro.
Quindi basta con questo ricatto della perdita del lavoro, la questione � un'altra ed � necessario ribadirla scendendo nuovamente in piazza. Se vogliamo impedire la realizzazione della nuova base dobbiamo far capire ulteriormente a questo governo che questa citt� non vuole diventare una caserma!!! Fermare il Dal Molin si pu�, dipende da noi...

GIOVEDI' 18 GENNAIO MANIFESTAZIONE STUDENTESCA ORE 9.30 IN STAZIONE FS A VICENZA

 

Il treno per raggiungere il corteo partir� da Schio alle ore 8.49 e da Thiene alle ore 9.00

 

E' altamente consigliato l'uso di pentole, fischietti e tamburi!!!

 

14/12/06: Il Coordinamento Studentesco T.S.V. ( Thiene Schio Valdagno) lancia una MANIFESTAZIONE STUDENSCA CONTRO IL DAL MOLIN venerd� 22 Dicembre. Il corteo partir� alle ore 8.00/8.30 da piazzale Summano (davanti al liceo linguistico di Schio).

Segue il comunicato degli coordinamento studentesco che verr� consegnato a tutti i professori e i presidi di tutte lem scuole di Schio:

 

PER LA DIFESA DELLA NOSTRA TERRA, APRIAMO AMBITI DI DISCUSSIONE CONTRO LA GUERRA, PER LA PACE, PER I DIRITTI E LA DIGNITA' DI NOI TUTTI!! 

Al corpo docenti, ai presidi delle nostre scuole, ai singoli cittadini. 

Noi studenti sentiamo l'esigenza di emergere, di farci protagonisti della nostra vita, di dare pi� ampia visione a quello che ci accade attorno. Sabato 2 dicembre 30.000 persone si sono riversate in piazza per dire no alla guerra, per la difesa della nostra terra, per il nostro futuro e quello dei vostri figli. A noi e a loro spetta il futuro in questo paese! Su di noi e su di loro ricadranno le scelte fatte nel presente! Scelte che troppo spesso sono mosse esclusivamente dagli interessi dell' �oggi� e abbandonano la responsabilit� verso il �domani�!Vogliamo costruire ed amplificare i confronti, informare e informarci...Vogliamo porre e porci domande, vogliamo cercare risposte,...vogliamo pensare , riflettere ...vogliamo agire!Venerd� 22 dicembre sciopereremo proprio per questo: perch� vogliamo essere soggetti e non oggetti della vita pubblica, perch� non vogliamo che ci calino dall'alto progetti che offendono e devastano il territorio, perch� non vogliamo la guerra, ne qui con la costruzione di caserme, ne altrove con i morti civili, le agonie e le sofferenze di molti popoli  vittime di questa guerra globale per il �potere�.Manifesteremo lungo le vie di Schio proprio per questo, essendo attori sociali di diritto nello scenario futuro delle nostre citt�.Saremo grati che anche voi, come insegnanti, presidi, singoli padri e madri di una nuova generazione che ha voglia di crescere, veniste a marciare assieme a noi per un altro mondo possibile, anzi...necessario!Vorremmo inoltre che questi temi (guerra -pace , basi militari-territorio,...)fossero oggetto di discussione nelle nostre classi ... la scuola non deve limitarsi a preparare cittadini o lavoratori, ma deve porsi come obbiettivo il �creare�Uomini e Donne!

Coordinamento Studentesco T.S.V.

 

                                                                                              

4/11/06: Rassegna stampa riguardo la manifestazione contro l'aereoporto Dal Molin di sabato 2 Dicembre

da Il Gazzettino
Domenica, 3 Dicembre 2006

Ventimila �No� contro la super-base Usa Casarini (Centri sociali): �Se il governo va avanti, nasce una nuova Val di Susa�. Una patata bollente per Prodi

Passi per il primo candelotto giallo che viene lanciato oltre il filo spinato, fin sul prato verde del Dal Molin, davanti ai piedi dei carabinieri in tenuta antisommossa. Passi per un altro fumogeno di colore bianco, o per un paio di petardoni lanciati proprio mentre passano i ragazzi del Gramigna, il centro sociale padovano che si � segnalato a Roma per aver bruciato i fantocci dei soldati italiani e americani.
Passi per gli slogan che minacciano di morte i carabinieri, colpevoli di aver ucciso a Genova il compagno Carlo Giuliani. Il vero sfregio, in perfetto stile evangelico, � quella frase di Giovanni XXIII, che un'anonima mano ha appeso davanti al cancello dell'aeroporto che le truppe yankee vogliono utilizzare per raddoppiare la loro presenza a Vicenza. �Non c'� pace senza disarmo, non c'� disarmo se non tacciono i cannoni, se non si smontano oltre alle rampe dei missili anche gli spiriti degli uomini�.
Cos� scriveva il Papa Buono, e cos� ripetono con mille slogan diversi i manifestanti venuti nel Capoluogo Berico per opporsi al progetto di ampliamento della caserma Ederle, per accogliere, oltre ai militari gi� presenti, qualche migliaio di divise provenienti dalla Germania. Serpentone variopinto, rumoroso, ma ordinato. Una folla di circa 20mila persone, visto che quanto la testa del corteo � arrivata nel quartiere San Marco, passando sotto casa del sindaco Enrico Hullweck, la coda era ancora al cavalcasvia di viale della Pace. Ad occhio e croce tre chilometri e mezzo, met� del percorso occupato da ragazzi e famiglie, da no-global e politici, da movimenti antimperialisti e da cattolici, da compagni e da un pugno di skinheads. Tutti a far rumore, a cantare, a battere le mani, a suonare tamburi a sconquassare l'aria con le pentole, i mestoli e i coperchi.
La manifestazione pacifista si � svolta. Ha raccolto molta pi� gente di quanto non si prevedesse. � stata un successo per i numeri, ma anche per lo compostezza, l'autocontrollo, l'assenza di provocazioni o incidenti. Non ha raccolto politici di primo piano, che si sono tenuti alla larga da una rosa con molte spine per il governo di centrosinistra cui spetta la decisione finale sull'accoglimento della richiesta degli Usa. Ma ha raccolto moltissimi cittadini, un fiume composto delle pi� diverse coloriture e appartenenze.
Eppure di dubbi alla vigilia c'erano. Luca Casarini, leader dei centri sociali del Nordest, lo rimarca mentre cammina tranquillamente nel corteo. �Siamo in tanti, tantissimi, nonostante la campagna di criminalizzazione contro questo evento. Nessuno pensava che avremmo avuto questo successo. Deve far riflettere�. Qualcuno temeva violenze. �La gente del Veneto � venuta per dire che vuole decidere del suo futuro. E sta dicendo che la base non la vuole. Adesso � il governo Prodi che deve decidere. Noi gli stiamo facendo vedere, oggi, quanti siamo e chi siamo. A loro la scelta�. E se la base la raddoppiano lo stesso? �Allora viene il bello, perch� qui nasce una nuova Val di Susa, devono sapere questo se vogliono andare avanti ugualmente�.
Rapportato ai ragazzi del Gramigna, con i bastoni delle bandiere stretti in mano, i passamontagna pronti ad essere calati sul viso, Casarini sembra un pensionato. Le uniche scintille vengono da loro. Quando urlano: �America assassina/ violentano le donne/ uccidono i bambini/ i soldati americani sono as-sas-sini!�. E ancora: �Carabiniere non dimenticare/ abbiamo un compagno/ da vendicare�. E rinverdendo slogan da anni Settanta: �Per i compagni uccisi non basta il lutto/ pagherete caro/ pagherete tutto�. Stanno schierati gli uomini in divisa, oltre la recinzione del Dal Molin. Hanno lo scudo, il casco e il manganello.
Vedono lanciare un fumogeno, poi un altro. Esplodono i mortaretti mentre alcuni uomini del servizio d'ordine della Cgil e di Rifondazione Comunista si affrettano ad intervenire per placare gli animi. Uno spilungone si cala il passamontagna in viso e si aggrappa alla rete. Afferra un cartello giallo che indica il limite invalicabile di una base militare e fa per strapparlo. Ma � un attimo. Tutto rientra nel grande fiume della marcia. Mentre il Gramigna e gli anarchici inneggiano: �Camerata/casco nero/il tuo posto � al cimitero�. Una ragazza aizza il canto sincopato - �Noi vogliamo-bruciare-Dal Molin� - e ripetuto all'infinito.
Riflettono i leader del movimento. Pier Bernocchi, dei Cobas: �Quando c'� la forza del popolo, come oggi, si evitano errori di gesitone come � avenuto a Roma. Non si pu� coprire una manifestaizone limpida, trasparente, con altri obiettivi�. Si riferisce ai fantocci bruciati e alle dieci-cento-mille Nassiriya. �L'affinit� di Vicenza con la Val di Susa viene da s�, non si pu� contraddire la volont� della maggioranza popolare che oggi viene espressa�.
Beppe Caccia, gi� assessore comunale a Venezia, analista di fenomeni sociali. �Tutta questa gente, in gran parte vicentina, segna la rottura del rapporto fra la citt� e la presenza americana. � evidente che si manifesta la volont� di decidere sul destino del proprio territorio senza lasciare spazio alla guerra. � come in Val di Susa, una protesta che parte dal basso. E che rimanda al mittente l'appello del segretario dei Ds che aveva detto: "Non sfileremo mai con i delinquenti". Eccoli qui, i ventimila delinquenti�. Nessun timore di scontri. �Ma se i no-global hanno la leadership del movimento contro la base al Dal Molin. Quando il ministro Parisi ha ricevuto una delegazione di sei persone, oltre a tre borghesissimi signori di Vicenza, c'erano anche tre esponenti dei centri sociali, fra cui Olol Jackson, esponente dei Verdi in consiglio di quartiere, figlio di un soldato americano, che ora manifesta contro la base americana a Vicenza�.
 

DELUSIONE A SINISTRA
Nessun leader nazionale alla manifestazione Vicenza

NOSTRO INVIATO

Tanti parlamentari veneti, consiglieri regionali, esponenti dei partiti del centrosinistra (e non solo). Ma neppure un leader di calibro nazionale � venuto a Vicenza per partecipare alla manifestazione contro il raddoppio della base americana, nell'area dell'aeroporto Dal Molin. E questo la dice lunga su quanto l'affare scotti. Perch� l'accordo di massima raggiunto tra Silvio Berlusconi, all'epoca presidente del consiglio, e George Bush � piovuto come una fiondata sul tavolo del governo Prodi. Che per tutta l'estate ha traccheggiato, finch� il ministro Artuto Parisi ha chiesto il parere delle amministrazioni locali interessate prima di decidere su una questione di evidente interesse nazionale. Il Comune di Vicenza, a maggioranza di centrodestra, ha dato il via libera respingendo l'ipotesi di referendum popolare. Il Comune di Caldogno ha espresso invece il proprio diniego. E cos� la patata bollente sar� di pertinenza di Prodi e Parisi.

La marcia di Vicenza � targata centrosinistra. E questo � nelle cose. Ma con qualche importante distinguo che ha animato le polemiche della vigilia. La segretaria vicentina dei Democratici di Sinistra, ad esempio, aveva detto: �Non staremo mai assieme ai delinquenti�. Si riferiva a quelle frange di no-global responsabili di muscolosi confronti con le forze dell'ordine sulle strade e a coloro che hanno pesantemente dileggiato la presenza militare italiana in Iraq. Eppure una determinata Lalla Trupia, gi� segretario regionale del Pci ed ora parlamentare diessino, annuncia trionfante: �Certo che ci siamo, e con noi la Cgil. Possiamo dire che in tanti abbiamo disobbedito. Ma non facciamo polemiche, questo � un giorno di festa di popolo. Qui ci sono tutti i rappresentanti dell'Unione. Confidiamo che il ministro Parisi si opponga alla nuova base americana�.
Non � da meno Laura Fincato, deputato della Margherita. �A memoria, non si � mai vista una manifestazione cos� a Vicenza. Mi riferisco a quelle civili e non strettamente politiche. Non ricordo tanta gente quando scendemmo in piazza per il divorzio e l'aborto�. Achille Variati, consigliere regionale della Margherita: �Vicenza ha dimostrato che vuole essere una citt� normale e soprattutto che intende decidere il proprio futuro. Guardate questo spazio e pensate a come si pu� utilizzare in modo diverso, in nome di una maggiore qualit� della vita, senza doverlo circondare di filo spinato�. Non c'� il rischio che un partito di centro faccia una scelta antiamericana? �Siamo grati agli Usa che ci hanno riportato la libert�, per� credo
che abbiamo il diritto di progettare la nostra citt� come vogliamo�.
Sfilano i ragazzi dei centri sociali, con le foto delle donne e dei bambini uccisi dai bombardamenti in Iraq. �Chi sono i fantocci?� chiedono ostentando l'orrore della guerra, per rintuzzare le accuse di dissacrazione quando a Roma hanno bruciato i simulacri dei soldati italiani e americani. Paolo Cacciari, deputato di Rifondazione Comunista. �Mi pare di vedere una pluralit� di tante, piccole delegazioni. � la biodiversit� di chi si oppone alla guerra. E quando a muoversi � il popolo, non succede niente�. Lidia Menapace, senatrice, da sempre antimilitarista: �Una presenza bellissima, oltre
ogni aspettativa. Molti aeroporti militari sono un attentato alla sicurezza e su quelle servit� non abbiamo nessuna autorit� di controllo�. Luana Zanella, deputata dei Verdi: �La politica deve sostenere questo movimento e le preoccupazioni di possibili disordini da parte di black blok, dimostra quale sia il distacco tra certi leader di partito e la gente�.
Non c'� solo il centrosinistra. A sorpresa ecco Franco Rocchetta, uno dei padri della Liga Veneta, che ha messo assieme le bandiere dell'Europa, del Veneto e della Pace (�Ma si scrive pase�). E c'� Fabrizio Comencini, gi� segretario regionale della Lega Nord al massimo del suo potere in Veneto, venuto a testimoniare il diritto della gente che vive in una terra di decidere dei propri destini.
Il sindaco Il primo cittadino, rimasto in citt� (�Era mio dovere stare vicino ai miei concittadini�), ha celebrato regolarmente i matrimoni in municipio
�Speriamo che ora il Governo si decida� �Felice che sia andato tutto bene, grazie a organizzazione e forze dell'ordine. I commercianti? Volevano sicurezza��Sono contento che sia andato tutto bene�. � questa la prima reazione del sindaco Enrico Hllweck a conclusione della manifestazione contro la base Usa al Dal Molin. �Voglio fare i complimenti agli organizzatori e alle forze dell'ordine che hanno tutelato la citt�". Il sindaco, che ha dato forfait alla manifestazione romana contro "Il governo delle tasse" �per rimanere con la citt� in un giorno cos� importante� ora dice a gran voce: �Che il governo si esprima e lofaccia in fretta, chiudendo finalmente il dibattito che non pu� essere tirato ancora per le lunghe. Non capisco perch� si debba ancora attendere. Siamo in una condizione di incertezza alimentata dal silenzio dell'esecutivo. Il silenzio mette in crisi sia coloro che sono schierati per il "s�", sia quelli che sono per il "no"�.
E prosegue sulla stessa linea: �Il governo non pu� tenerci in questa situazione. E non pensi che un referendum migliorerebbe le cose. Io sono stato il primo a proporlo in maggio e tutti mi sono saltati addosso. Ora il referendum non sarebbe sereno come poteva esserlo allora. In questo momento il clima di contrapposizione � troppo esaltato. In pi�, il quesito referendario non verterebbe sul s� o sul no al Dal Molin, ma si tratterebbe di dire s� o no a quel sito. Ma se il problema � scegliere un altro sito allora voglio ricordare che al ministro Parisi ho consegnato un progetto, sul quale ha concordato anche la Provincia, che prevede un'alternativa. Non solo: al documento approvato in ottobre dal consiglio comunale ho aggiunto una richiesta di considerare un sito alternativo nel quale chiedevamo le stesse garanzie che sarebbero necessarie nel caso del Dal Molin�. E sulle polemiche innescate da qualche commerciante che si � lamentato dell'"eccessivo" allarmismo nato attorno alla manifestazione, il sindaco risponde: �Non diciamo idiozie, noi ci siamo battuti per creare un percorso sicuro, tanto � vero che quello definitivo era diverso da quello iniziale che prevedeva il passaggio in Corso Palladio. Non si venga a dire che sono le misure di prevenzione ad aver spaventato i negozianti�. Come ha trascorso, il primo cittadino, questa intensa giornata in cui Vicenza � stata il punto nevralgico di una protesta pacifista che ha varcato i confini locali? �Dopo le misure discusse avevo la serenit� che non sarebbe successo niente. Tanto � vero che ho celebrato regolarmente i matrimoni in municipio e poi ho seguito la sfilata dei manifestanti in Corso San Marco�.

Domenica, 3 Dicembre 2006

I SERVIZI Traffico regolare, mezzi pubblici con lievi ritardi. E Pronto soccorso quasi deserto. Lo conferma il direttore Vincenzo Riboni �Tutto sotto controllo. Come quando si giocano i mondiali�Alt. La citt� si ferma, si spegne tutto e si lascia passare il corteo contro la nascita della seconda base americana a Vicenza. Un serpentone decisamente lungo, con circa ventimila persone, secondo le stime pi� attendibili, animate dalla volont� di esprimere il proprio punto di vista, in modo democratico e rispettoso.
Vicenza si � fermata, come avviene quando si giocano i mondiali, le strade erano isolate fin dal mattino, cos� come i negozi, e il lavoro delle Forze dell'ordine � stato relativamente semplice. Cos� come l'attivit� della Polizia locale. �Abbiamo intensificato in modo considerevole la presenza degli agenti - osserva il comandante Cristiano Rosini - e la citt� non ha subito particolari disagi con il passaggio del corteo di manifestanti. C'erano 60 agenti del traffico dispiegati in lungo e in largo per la citt�, che hanno regolamentato il traffico e agevolato le operazioni di controllo delle Forze dell'ordine�.Naturalmente alcuni automobilisti hanno dovuto attendere il passaggio del corteo agli incroci, ma si tratta di una logica conseguenza, del tutto prevedibile e rispettosa persino degli orari ipotizzati dagli organizzatori. Lievi ritardi anche per i mezzi pubblici impiegati anche, con la scorta della Polizia locale, per l'accompagnamento dei manifestanti.
�I disagi sono stati assolutamente sostenibili - fanno sapere dal settore mobilit� di Aim - e i cittadini sono riusciti a raggiungere in sicurezza le destinazioni, pur con le deviazioni previste per aggirare il serpentone dei manifestanti�. Sotto controllo anche la situazione al Pronto soccorso: �Questa giornata - conclude il direttore Vincenzo Riboni - � stata decisamente tranquilla. Sembrava di rivivere la serata dei mondiali in cui l'Italia si giocava il titolo di campione del mondo. Per fortuna ha vinto il buon senso. I manifestanti hanno sfilato senza disordini e hanno consentito alla pace di trionfare�.
Fine corsa senza cibo ma il bar era chiuso.All'arrivo al parco giochi della Lobbia le scorte di cibo fornite dal corteo si sono rapidamente esaurite. Un vero peccato che i gestori dell'unico bar sulla piazza nonostante le intenzioni della vigilia abbiano rinunciato a servire qualche migliaio di potenziali clienti.

CORTEO ANTI DAL MOLIN

All'arrivo a Rettorgole la commozione dei leader della protesta Cinzia Bottene e Giancarlo Albera Il commento di Luca Casarini dei centri sociali �Adesso vorrei vedere la faccia di chi ha tentato di boicottare questo evento� �Caro Hllweck, il referendum c'� gi� stato� �Una giornata del genere a Vicenza non si � mai vista. La battaglia continua e ora possiamo pensare pi� che mai di farcela�

All'arrivo del corteo a Rettorgole negli occhi e nelle parole di Cinzia Bottene e di Giancarlo Albera si legge tutta la commozione e l'incredulit� per essere riusciti a coinvolgere cos� tanta gente nella lotta contro il progetto americano sul Dal Molin. Giustamente � toccato a questi due cittadini che fino a pochi mesi fa erano praticamente dei perfetti sconosciuti commentare per primi l'esito della manifestazione. Infatti la Bottene e Albera si sono nel tempo ritagliati il ruolo di leader di questa protesta antimilitarista che viaggia su pi� fronti: dai consigli comunali ai comitati dei cinque saggi, dall'Assemblea permanente alle richieste di referendum, in strada e su internet. A loro il merito di aver creduto nella manifestazione di ieri anche quando tante adesioni non sembravano poi cos� scontate e di aver tenuto duro nei lunghi giorni di attesa, quando da pi� parti si gridava "Al lupo, al lupo" quasi ad invocare disgrazie che potessero distrarre l'opinione pubblica dai veri contenuti del corteo. Sono le cinque, � gi� buio, e da via Sant'Antonino stanno giungendo al parco giochi della Lobia le ultime fila del corteo, un corteo lunghissimo, partito lentamente e in modo un po' sfilacciato. Cinzia Bottene e Giancarlo Albera, gi� da un po' oltre la soglia dei trent'anni, vengono invitati a salire sul camion pieno di ragazzi dell'Assemblea permanente per parlare alla folla spalmata sull'ampio spazio verde di Rettorgole. La prima a parlare � la Bottene: "Oggi ci siamo trovati in non meno di venticinquemila persone- attacca- E mi fa piacere poter dire che la maggior parte � formata da vicentini. Penso che una giornata del genere a Vicenza non si sia mai vista: un grande corteo formato da gente pacifica, alla faccia dei profeti di sventura. Da sottolineare il fatto che il serpentone che ha attraversato la citt� fosse formato da entit� anche molto diverse tra loro e ci� non fa altro che confermare l'importanza dell'obiettivo da raggiungere. La battaglia continua e adesso possiamo pensare pi� che mai di farcela. Da domani (oggi, ndr) possiamo dire a Hullweck che un referendum in citt� c'� gi� stato". "Abbiamo fatto un corteo lungo cinque chilometri: gli ultimi stanno arrivando adesso- ha
ricordato Albera- Ho visto tante bandiere "No al Dal Molin": adesso vi dico di metterle alle finestre affinch� tutta la citt� le veda". La parola passa quindi a Luca Casarini del centri sociali del NordEst: "In questo momento vorrei vedere la faccia di chi ha tentato di boicottare questo evento". Dopo di lui intervengono Oscar Mancini della Cgil, Germano Raniero del Rdb-Cub e altri rappresentanti dei gruppi che hanno partecipato alla manifestazione. Ma dopo un po' le parole lasciano il tempo che trovano, una parte di manifestanti va a prendere gli autobus che portano in stazione per tornare nelle localit� di origine. Al parco giochi della Lobia i discorsi lasciano spazio alla musica e al divertimento per una festa che col passare dei minuti diventa sempre pi� vicentina.

CENTRO STORICO
�Il vero danno? L'hanno creato certi mezzi di comunicazione che hanno allarmato la gente, facendo capire che era meglio starsene a casa�. Alessandro Zorzan del negozio di arredamenti Zorzan e Malfatti al momento del passaggio del corteo davanti al suo esercizio commerciale, poco dopo Ponte degli Angeli, non era presente: �Avevamo predisposto una persona di sorveglianza. Il negozio non era aperto al pubblico, ma c'era un nostro collaboratore a monitorare la situazione in caso di problemi. In questo punto del centro anche di sabato non c'� grande passaggio di solito, ma altrove si � sentito una presenza minore di persone e questo credo abbia un po' danneggiato qualcuno. Ci si aspettava chiss� cosa, ma alla fine fortunatamente non � successo niente�.
Pomeriggio di magra, dunque, per le vendite in centro storico, a detta di qualche commerciante. �Hanno esagerato quei mezzi di comunicazione che hanno fatto credere che ci sarebbero stati disordini anche a danno delle vetrine - dice Sara che gestisce il negozio di abbiagliamento Parocas in Corso Padova - noi abbiamo abbassato le tendine, ma tutto � andato bene. Anzi, c'erano tante famiglie con bambini. Ci sentiamo danneggiati per la pubblicit� negativa che � stata fatta nei confronti di questa manifestazione. La gente che forse aveva una mezza idea di venire in centro � stata a casa�. Anche Piera Bolzani, dell'omonima pasticceria � d'accordo: Abbiamo pi� problemi con la gente che beve e sta fuori fino a mattina. Queste persone, invece, si sono comportate in maniera esemplare. � stato fatto del terrorismo psicologico�. Sulla stessa lunghezza d'onda Roberta Massaro di Bottega Verde: �Un conto � prendere precauzioni, un altro mettere paura alla gente�.Pi� prevenuti alcuni negozianti di Corso Palladio, anche se in quel tratto il passaggio del corteo non era previsto: qualche esercizio ha messo in bella mostra il cartello "Chiuso per manifestazione". A met� strada tra coloro che hanno aperto l'attivit� subito dopo il passaggio del serpentone. �Ho ritirato dalla vetrina i cellulari esposti per evitare rischi - spiega Emanuele Marangoni del negozio "Tre" in Corso - Non mi sembra giusto che abbiano bloccato la citt� arrecando disagi al traffico. E a causa loro, qui in centro dalle tre e mezzo alla cinque non si � visto nessuno�. Ma c'� anche qualcuno che invece ha reagito con serenit�, fiducioso delle rassicurazioni delle forze dell'ordine: �Non c'era motivo di essere allarmati. Di qua non sono passati�.


Assalto alla birra nel supermarket
Manifestazione anti-Dal Molin e pro-birra.

Gli scaffali di alcolici del supermercato Billa, accanto al ritrovo di Villa Tacchi, sono stati presi d'assalto dai manifestanti pi� giovani. Esemplare il caso di due amici che hanno acquistato ventiquattro lattine.

CORTEO ANTI DAL MOLIN Da Viale della Pace al Dal Molin cronaca di una sfilata fatta di migliaia di persone di slogan striscioni e un accurato servizio d'ordine. Musica e palloncini cancellano le paure della vigilia. Le tre facce dei manifestanti: bimbi, famiglie e comitati; centri sociali; sigle sindacali e guppi politici. Nessun disordine. La bambina con i capelli biondi se ne sta accoccolata nel suo passeggino. Chiss� se quando sar� grande le ricorderanno che, alle ore 13 del 2 dicembre 2006, stava per aprire un corteo lungo tre chilometri, fatto di quindicimila persone, migliaia di watt di musica reggae e posse, bandiere, palloncini e slogan, facce, occhi e bocche che da quel momento, per quattro ore, avrebbero detto "no" all'ampliamento della base militare americana di Vicenza.
Le ruote del passeggino, comunque, si mettono in moto alle 13.57, spinte da un pap� che alza un cartello privo di colori politici: "Il futuro non � a destra, il futuro non � a sinistra, il futuro � nostro", un leggero filo a catturare un grappolo di palloncini colorati, e poi dietro il serpentone dei manifestanti, che ha mosso i primi metri lentamente, come un treno pesantissimo che parte piano piano, ma che poi chi lo ferma pi�.
Cos� ieri davanti a villa Tacchi ha preso vita il corteo pi� atteso e temuto. Atteso perch� sono mesi che Vicenza parla "del Dal Molin", o se preferite di Camp Ederle 2, insomma dell'ampliamento (raddoppio) della cittadella Usa che da oltre mezzo secolo convive con la citt�. Temuto, perch�, secondo il fronte del no, ricoprirebbe di cemento una zona ora coperta di verde (e dall'aeroporto Dal Molin), lastricherebbe di asfalto e incroci la stessa area; renderebbe Vicenza obiettivo sensibile di possibili attentati; "militarizzerebbe" ancora di pi� la citt�; farebbe da sigillo ad operazioni militari di guerra nei Paesi in cui gi� oggi la guerra c'� e viene da molti contestata.
C'era chi di tutto questo era pi� che mai convinto, ieri, a sfilare lungo i quasi otto chilometri di percorso che separano la zona di villa Tacchi (viale della Pace) dall'area su cui insiste il Dal Molin, ai confini con Caldogno.
Un corteo diviso in tre grandi tronconi: davanti bimbi, famiglie, comitati, personaggi politici; in mezzo i duri e puri dei centri sociali; dietro i vecchi comunisti, i verdi, le sigle sindacali.
Il primo grande striscione � quello dell'"Assemblea permanente contro la nuova base Usa" e ricorda che bisogna "difendere la terra per un futuro senza basi di guerra". Si procede piano, i passi scanditi da tanti commenti, mentre alle spalle dei primi del corteo continua ad arrivare gente: i treni, circa un'ora prima, avevano portato manifestanti da Milano, Bologna, Firenze, Venezia e tutte le principali citt� soprattutto del nord Italia.
Percorrere a ritroso il corteo che avanza � un po' come attraversare mondi differenti, anche se mossi da quello stesso "no". Lasciati all'inizio del corteo bambini, mamme, pap�, e volti noti della politica locale, ecco comparire le "donne in nero '88": �Veniamo da Torino - spiega una di loro - la sigla � nata da sette donne israeliane che protestavano contro i palestinesi. Ma per noi il nero � comunque genericamente il colore del lutto, adeguato ad un mondo che si sta imbarbarendo�.
Ancora pi� indietro, lo scenario cambia. Fischi, diti medi alzati e insulti accompagnano il passaggio basso di un elicottero della Polizia, che controlla dall'alto la situazione. Stesso coro di velenose proteste verr� riservato ad un elicottero dei carabinieri, qualche minuto dopo. � l'area pi� calda, preannunciata da bassi che escono da sub-woofer grandi come armadi, fissati su camioncini noleggiati per l'occasione. Campeggia lo striscione della "Rete Lilliput", tra fischietti e pentole battute ritmicamente, mentre gi� qualcuno addenta i panini venduti da un secondo camioncino, carico anche di lattine di birra e bottigliette di acqua da mezzo litro. Qualcuno il vino se lo deve essere portato da casa, perch� nella zona calda, girano diversi bicchieri (di carta) di rosso.
� il centro del corteo, quello dei centri sociali e delle sigle pi� note: giganteggia quello dell'"Associazione permanente NO MOSE", che ammonisce: "Difendiamo i beni comuni"; compare un "Comitato di Pordenone"; seguito da "Firenze citt� aperte".Il volume della musica aumenta, sale il tono della protesta, cambiano gli slogan (e meno male che i bambini sono lontani, l� davanti a tutti). Ecco i "Centro sociali del Nordest", che quasi nascondono il manifesto delle Cub, "contro le basi, le missioni e le spese militari", si vede la "Federazione anarchica italiana", compare l'inossidabile slogan "Yankee Go Home", scandito dai centri dell'"Officina 26 settembre".
Sembra incredibile, ma passati loro, torna il silenzio. � la terza parte, quella finale, del corteo chilometrico. A passi lenti sfilano i "Verdi", quelli del "Partito comunista dei lavoratori", i "Comunisti italiani" (con musiche alla Guccini e striscioni pi� tolleranti: "Americani: turisti a Vicenza, non militari"), procedono con discrezione i rappresentanti del "Coordinamento scuola Vicenza e provincia".
Ecco il momento pi� delicato. La lunghissima teoria di manifestanti tocca il centro storico: alle 15 � a Ponte degli Angeli, svolta per largo Goethe, sfila per contra' San Francesco quindi per contra' dei Forti di San Francesco. La sensazione � quella dell'elefante nella cristalleria: una mossa falsa e si rompe tutto. Invece non accade nulla (a parte un fumogeno dal centro del corteo a ponte degli Angeli). Il dirigente della Squadra Mobile Michele Marchese, che staziona proprio in questa parte della citt�, � tranquillo: �Finora tutto bene...�. Qui il corteo sfiora barriere di poliziotti e carabinieri in tenuta anti sommossa, ci scappa qualche sfott� dai centri sociali, qualche gestaccio e qualche epiteto irripetibile: le forze dell'ordine sono abituate a ben altro e non fanno una piega. Poi � un lento fluire lungo la periferia: via Paglierino, si taglia viale D'Alviano, si sfila lungo viale Lamarmora, ecco strada Sant'Antonino (e un provvidenziale prato: a decine corrono a fare pip�). Alle 16 compare l'aeroporto, presidiato a debita distanza dai carabinieri (volano verso di loro tre petardi), poi � solo musica dietro all'aeroporto, a ridosso di Caldogno. Sembra quasi di sentirla, fisicamente, Vicenza che tira un sospiro di sollievo.
Centri sociali, si mangia cos� Panino: 2 euro e 50; birra: 2 euro; acqua minerale (mezzo litro): cinquanta centesimi. � il fast food dei centro sociali, con bibite e cibarie caricate sui camioncini. E le bandiere? tra i 5 e i 7 euro, 10 euro le t-shirt. Ma a chi vanno i soldi? Un ragazzo risponde: �Rimborso spese�

LA VOCE DELLA PROTESTA Fra i manifestanti anche un universitario coreano che vive in citt�: �Discuter� della vicenda nell'appello di gestione politica�Oggetto di studio: il no diventa tesi d'esame.
Da Camp Ederle a Camp Darby: massiccia la rappresentanza toscana con il comitato "Fermiamo la guerra" Bambini e genitori in prima fila e "duri e puri" arrabbiati dei centri sociali verso il fondo. Il corteo che ha sfilato pacificamente per Vicenza ha presentato pi� facce. Quella pi� solare, gioiosa e colorata delle famiglie, quella allegra e musicale dei giovani e quella pi� militante, fatta soprattutto di cori e striscioni intrisi di ideologie, propria dei centri sociali.
La famiglia Benedetti si presenta davanti a Villa Tacchi alle 13 portando con s� un centinaio di palloncini colorati da distribuire ai pi� piccoli. Pap� Giorgio porta in passeggino la piccola Bianca, accompagnata da zia Vittoria e dal cugino Federico. �Appena ho saputo del progetto americano sul Dal Molin sono entrato in contatto con i comitati cittadini e mi sono ritagliato un ruolo di rappresentante dei genitori con bambini all'interno dell'Assemblea permanente� dice Giorgio. Tra i bambini a creare palloncini di varie forme c'� anche il consigliere comunale di Caldogno Luca Scalco. Nei pressi di villa Tacchi sono aperti solo il supermercato Billa, per orario continuato, il kebab all'incrocio con via Fabiani e, seppur con un'ambigua serranda lasciata a mezz'altezza, lo snack bar cinese. La parlamentare Ds Lalla Trupia � gi� tra i manifestanti e poco dopo appare anche Luca Casarini dei centri sociali del Nordest. Ma, come previsto, non c'� nessuno dei personaggi famosi che aveva dato la sua adesione alla manifestazione. Si fa notare invece per la nutrita presenza femminile e per l'inconfondibile accento il comitato "Fermiamo la Guerra" proveniente da Firenze. �Siamo venuti con tutti i mezzi e da mezza Toscana - spiega Patrizia Creati - con Vicenza c'� un legame dato dalla presenza sul nostro territorio della base di Camp Darby, che lavora in stretta relazione con la Ederle. Anche per questo non potevamo non portare ai vicentini il nostro supporto�.
I ragazzi del Capannone Sociale di Vicenza hanno preparato un migliaio di bandiere "No al Dal Molin": alla fine ne rimarranno invendute poche decine. Alla partenza del corteo, fermo sul marciapiede con la macchinetta fotografica in mano, c'� un ragazzo orientale. Non � il solito cinese in vacanza che fotografa tutto bens� uno studente universitario coreano di ventitre anni che vive a Vicenza: �Studio Urbanistica all'Universit� di Venezia - spiega Haryum Cheun - mi interessa la vicenda Dal Molin e ho deciso di farne una tesina per il mio prossimo esame di gestione politica�. Vera e propria spina dorsale del corteo con la loro energica musica tribale fatta solo di percussioni � stata la Appel, un gruppo di dodici pacifisti bresciani che hanno in "tamburi e suoni contro tutte le guerre" il loro slogan. Un apporto instancabile quello dato da questi ragazzi e fondamentale nel fare da trait d'union al lungo serpentone che ha attraversato Vicenza. In fondo al corteo, i Comunisti Italiani iniziano la loro marcia sulle note di "Born in the Usa" di Bruce Springsteen, mentre i rappresentanti dei centri sociali cantano slogan contro l'attuale governo, reo, dal loro punto di vista, di aver portato avanti un'Italia belligerante.

Il comitato del distributore
Ma quello striscione comparso ieri tra gli altri cosa centra con il Dal Molin? "Monteviale: non al distributore". �Siamo anche noi per una politica del territorio�, risponde una ragazza che regge la scritta: �Quel quel distributore � uno scempio... Come il Dal Molin americano�

L'AFFLUSSO L'arrivo del popolo pacifista � colorato ma composto sotto gli occhi vigili un centinaio di agenti. Il disagio di chi in stazione lavora. I tassisti: �Costretti a esserci�. Ma i ragazzi prendono il bus. L'arrivo del popolo del "No" � colorato ma composto. Le promesse di una protesta pacifica sembrano essere state mantenute. Ad accogliere le migliaia di persone che si sono riversate nel capoluogo berico dalla provincia, da tutto il Veneto e da fuori regione c'� una Vicenza blindata, pronta ad arginare eventuali disordini. Ma l'arrivo dei manifestanti per la maxi protesta contro la base Usa al Dal Molin non riserva sorprese. Anche se la tensione da parte di qualcuno, a poche ore dall'inizio della manifestazione, � tangibile: due tassisti vicentini che chiedono di restare nell'anonimato si dicono preoccupati degli sviluppi che possono derivare dal serpentone che dalla Ederle ariver� fino all'aeroporto Dal Molin. Anche se guardano con ansia ancora maggiore chi arriva dai binari: �In questi casi sarebbe meglio sospendere il servizio. Non possiamo permetterci di rimetterci le nostre auto. Basta che qualcuno colpisca la macchina con una bottiglietta o uno zainetto e noi abbiamo gi� perso dieci giorni di lavoro. Come servizio pubblico, tuttavia, siamo obbligati a stare fuori. Un altro problema � il ritorno a casa di queste persone. Ci pu� essere qualche testa calda un po' arrabbiata che cerca. Speriamo soltanto non ci siano problemi�.
Il piazzale della stazione � piantonato dalla polizia ferroviaria, dagli uomini della questura, da quelli della scientifica e dal secondo reparto della mobile di Padova, per un totale di un centinaio di unit� con cinque mezzi al seguito. Se non fosse per l'insolito spiegamento di forze, sembrerebbe una normale giornata di arrivi e partenze, e la stazione il solito luogo di passaggio e di appuntamenti. Antonino lavora nell'edicola accanto alla biglietteria, immerso tra riviste e quotidiani; dice la sua, mentre qualcuno gli chiede una mappa della citt� con l'intenzione, forse, di unirsi al corteo: �Se fossero rimasti a casa sarebbe stato meglio. Non trovo giusto bloccare un'intera citt�. Pi� fatalista e sereno Romano, che in stazione gestisce una tabaccheria: �Dicono arriveranno i black block, non so cosa aspettarmi. Speriamo vada tutto bene�. Intanto arrivano, uno dopo l'altro i treni della protesta, quelli carichi di manifestanti che provengono da fuori citt�. Come i giovani di Emergency e quelli del Centro Sociale autogestito "Bruno" di Trento. Una sessantina, un po' spaesati, (�Dove si prende l'autobus per la caserma Ederle?�) ma con le idee chiare: �Come abbiamo saputo della manifestazione? Perch� non si parla d'altro. Siamo qui per dare sostegno ai vicentini per un futuro di pace�. I tassisti nel frattempo li guardano con sospetto: �Dovrebbero essere terrorizzati dagli americani e comunque che stiano tranquilli, noi il taxi non lo prendiamo�, assicura uno di loro mentre
sale sull'autobus che porter� tutti quanti nel punto di ritrovo. �Quanto ad ordine pubblico�, dice Claudio Spinato, comandante della Polfer, �non � un evento pi� rischioso di altri con cui abbiamo avuto a che fare in passato. Ricordo la finale di coppa del Vicenza-Napoli, con l'arrivo di trecento napoletani agguerriti. Anche se comunque le cose si considerano alla fine�. Intanto sul piazzale si incontrano persone di Padova, Milano, Brescia, Bergamo, Verona, Monfalcone, Bologna, Mestre e Venezia.
Nel piazzale dietro allo stadio, alle 12.30, nel sabato vicentino pi� caldo dell'anno, fervono ancora i preparativi per lo spezzone del corteo targato Cgil. Si attendono circa duemila iscritti da ogni parte del Veneto, nell'ordine di tre o quattro pulmann per ogni provincia. I pi� numerosi, dopo il gruppo di Vicenza, sono i veneziani. La marcia pacifica verr� aperta da furgoni e camper bardati di bandiere della pace e palloncini rossi. Ci sono anche tante casacche colorate e striscioni, mentre qualcuno distribuisce la mappa del corteo che si snoda per la citt�. "Vogliamo guardare davanti e vedere l'orizzonte. No alla cementificazione selvaggia civile e militare" recita uno dei cartelloni appesi una dei tanti manifestanti sandwich. Il corteo si muove lentamente per raggiungere gli altri spezzoni e la protesta ha inizio.

E il generale Helmick (Setaf) resta al party di Natale a Vicenza

Tensione stemperata grazie al party di Natale. Mentre il corteo sfilava per le strade cittadine gridando no alla nuova base Usa, il generale Frank Helmick, comandate Setaf della caserma Ederle, riceveva in casa insieme a sua moglie Melissa gli ospiti per gli auguri prima delle feste. Ha voluto per� essere informato sull'andamento della situazione, fuori del perimetro Usa.
Si � detto contento che la protesta non sia degenerata, che nessun atto di violenza si sia verificato, insomma, che tutto si sia svolto senza eccessi nelle blindatissima Vicenza. E per questo soddisfatto, come pi� volte aveva ripetuto alla vigilia della manifestazione, delle forze dell'ordine italiane e
dell'efficienza dell'organizzazione contro possibili disordini.
Ma gli eccessi, per�, ci sono stati: nelle cifre, che hanno superato le previsioni. Quindicimila partecipanti almeno hanno protestato contro il possibile arrivo dei par� statunitensi all'aeroporto Dal Molin.Risposta diplomatica, quella del generale Helmick: la gente � libera di manifestare. Cos� in Italia, cos� negli Usa. Due paesi liberi e democratici. Si attende ancora la risposta del governo sulla nuova base. Ma il progetto con relativa gara d'appalto corre anche su Internet, sul sito della Marina militare. E gi� nel 2007, secondo i calcoli americani, potrebbero arrivare le ruspe.

da Il Giornale di Vicenza
n 15 mila sfilano pacificamente
Nessun incidente durante le tre ore di protesta in 8 chilometri

Otto chilometri per 15 mila persone. In tanti hanno sfilato ieri per le strade di Vicenza per dire no al progetto di costruire una nuova caserma americana al Dal Molin. La protesta � stata pacifica, nei gesti e nei toni: non ci sono state tensioni, n� incidenti. Iniziata in viale della Pace, davanti a villa Tacchi, con puntualit� quasi svizzera alle 14 e qualche minuto, la manifestazione si � conclusa alle 17 a Rettorgole con un concerto rock. Imponente il dispiegamento di forze dell'ordine, con centinaia di poliziotti e carabinieri che hanno presidiato la citt� e l'aeroporto sotto l'attenta regia del questore Dario Rotondi.Le misure. Come da copione, manifestazioni come quella di ieri devono sottoporsi al rituale delle misure. Secondo le stime della questura, calcolate dall'alto grazie all'elicottero che ha sorvegliato dal primo all'ultimo minuto il tragitto scelto dal "popolo delle pentole", in strada c'erano oltre 12 mila persone. Discordanti i numeri forniti dagli organizzatori: l'assemblea permanente contro il Dal Molin parla di 20 mila manifestanti, la Cgil di 30 mila, mentre i portavoce del coordinamento dei comitati ritengono attendibile che i partecipanti fossero fra i 14 e i 16 mila.Il serpentone si � dipanato su un percorso di 8,7 chilometri. Dalla testa alla coda era lungo circa 3 chilometri: quando il primo manifestante arrivava a ponte Pusterla, l'ultimo muoveva i primi passi in corso Padova. Il tempo impiegato per percorrere ogni punto del tragitto � stato di circa 50 minuti.La composizione. Il corteo � stato molto composito: si calcola che in rappresentanza dei comitati ci fossero oltre 5 mila manifestanti, a cui si sono aggiunti 2 mila esponenti dei centri sociali e altre migliaia di esponenti di gruppi, associazioni, partiti, sindacati. Oltre 300 i gruppi aderenti, tra i quali una decina di Emergency, molti Social Forum del nord e centro Italia, le Donne in nero, l'assemblea permanente No Mose, l'osservatorio contro le servit� militari, il Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani, gli Anarchici di Milano, i No Tav piemontesi. Dal fronte sindacale si sono viste sventolare le bandiere dei sindacati di base e della Cgil, che ha dato vita a un proprio corteo partito dallo stadio Menti. Dal fronte politico, invece, si sono distinti partiti di sinistra, come i Verdi, i Comunisti italiani e Rifondazione comunista. I Democratici di sinistra non erano presenti con le insegne di partito, ma lo erano con molti esponenti a titolo personale. Numerosi i parlamentari dell'Unione, fra cui Paolo Cacciari di Rifondazione comunista, fratello del sindaco di Venezia, e Haidi Giuliani, madre di Carlo Giuliani e oggi senatrice di Rifondazione comunista. E c'era anche Luca Casarini, leader dei centri sociali del Nordest.

I messaggi. Sono mancate invece le star che alla vigilia avevano dato la propria adesione: il premio Nobel Dario Fo, Franca Rame, Margherita Hack, Oliviero Diliberto. Quest'ultimo � stato fatto bersaglio di alcuni cori intonati dai centri sociali, come il Gramigna di Padova: �Diliberto servo dei padroni�. I disobbedienti hanno contestato anche il Governo Prodi, battezzato �governo di guerra�. Hanno manifestato anche pacifisti statunitensi, che hanno portato la loro solidariet� alla cittadinanza vicentina. Sul palco allestito a Rettorgole, al termine della manifestazione, � salito anche un rappresentante del gruppo di Indios Mapuche, in lotta contro Benetton, venuti dalla Patagonia per unirsi alla battaglia anti-Dal Molin. Molti gli striscioni indirizzati al sindaco Enrico H�llweck e alla sua maggioranza per aver votato un ordine del giorno possibilista sul nuovo insediamento. Ancora pi� numerosi gli appelli al referendum sul progetto e al ministro della Difesa Arturo Parisi perch� prenda una decisione dopo mesi di tiremmolla.

I comitati. Soddisfazione e obiettivi dei promotori
�� stata soltanto una festa E adesso il referendum�

�E adesso ci facciano fare il referendum�. Giancarlo Albera, uno dei portavoce dei comitati dei cittadini che si battono contro l'operazione del Dal Molin americanizzato, ha appena finito di completare gli 8 chilometri e 700 metri del percorso. Intorno al collo ha annodata la bandiera arcobaleno della pace; in mano stringe la bandiera bianca con la scritta "No al Dal Molin". �Ne abbiamo vendute centinaia�, dice prima di salire sul palco nel parco di Rettorgole, da dove lancia la proposta: �Tutti i vicentini che si dicono contrari al progetto di costruire un nuovo insediamento militare a Vicenza espongano questa bandiera bianca alle finestre di casa: non ha simboli di partito, non ha connotazioni ideologiche, � soltanto un segno di contrariet� al progetto�.�Credo che 15 mila partecipanti sia un numero attendibile - prosegue Albera -. � stata una festa pacifica, con moltissimi giovani e tante donne: una manifestazione cos� al femminile forse � il dato pi� sorprendente. La gente ha risposto, siamo riusciti ad allargare il consenso a questa battaglia per far capire che la vocazione di Vicenza non � militare. Da domani ci aspettiamo che anche le istituzioni comprendano�.�� stata una grande festa�, esulta Eugenio Vivian, l'ingegnere che passa le notti a calcolare l'impatto della nuova caserma e che ora
racconta la fatica di queste settimane, impiegate a organizzare e a governare le tante anime del corteo, comprese quelle dei centri sociali.
Raggianti appaiono Patrizia Balbo e Cinzia Bottene, del coordinamento dei comitati e dell?assemblea permanente, in prima fila con le altre madri, impegnate a sostenere il manifesto ufficiale dei comitati, quello che recitava: �No al Dal Molin: difendere la terra contro le basi di guerra�.�� stata una grande festa - commentano -. In testa al corteo c'erano soltanto bandiere bianche. Lungo il percorso ci sono stati momenti commoventi, con anziani che ci applaudivano con le lacrime agli occhi. Tutti si sono comportati in maniera civile, smentendo le cassandre della vigilia. La buona riuscita della manifestazione � il frutto del lavoro dei cittadini, che avevano indicato un obiettivo pi� importante di qualsiasi altro: dire no a questo progetto. E dobbiamo ringraziare l'equilibrio del questore, il cui atteggiamento � stato ben diverso da quello del sindaco e del vicesindaco che hanno cercato di boicottare questa iniziativa�.�� stato meraviglioso: oggi ha perso chi non � sceso in strada e ha vinto la citt�, dichiara un altro dei promotori, Olol Jackson, che calcola in 20 mila il numero dei manifestanti. Al di l� degli slogan gridati dalla pancia e dalla coda del corteo, dove erano stati collocati i centri sociali, i sindacati e i partiti, la maggior parte dei vicentini scesi in strada senza insegne invoca l'indizione del referendum sul Dal Molin, per il quale � stato depositato un nuovo quesito in municipio. Sullo sfondo restano le contraddizioni e le ambiguit� del Governo Prodi, che non � ancora riuscito a dire una parola chiara per sbrogliare la matassa. �Adesso la palla passa al Governo e alle autorit� locali - avverte Luca Casarini, portavoce dei centri sociali del Nordest, anch'egli fra gli organizzatori -. Di certo, dopo una manifestazione del genere bisogna
che chi si trova nella stanza dei bottoni ne tenga conto�.Il serpentone. La composizione del "convoglio" pacifista. In testa mamme e bambini In fondo partiti e sindacati. I ragazzi dei centri sociali sono stati collocati nella "pancia".Uno dei segreti della buona riuscita della marcia anti-Dal Molin
probabilmente � custodito nella composizione del convoglio che ha portato i circa 15 mila manifestanti da viale della Pace a strada S. Antonino. Colpiti ma non travolti dalle polemiche agitate da quanti prospettavano il rischio di incidenti per l'alto numero di partecipanti in arrivo da fuori citt� e per l?adesione di centri sociali e disobbedienti, i comitati dei cittadini hanno saputo prendere per i capelli l?organizzazione dell'evento e di indirizzarlo verso lo spirito pacifico che alla fine lo ha caratterizzato.Le riunioni si sono ripetute con cadenza quotidiana, quasi un dopo-lavoro. A centinaia i messaggi indirizzati a tutti i gruppi, associazioni e organismi di varia natura che nelle ultime settimane aveva dato l'adesione. In quei messaggi c'erano le regole d'ingaggio, come le chiamerebbero i militari: vale a dire il decalogo per partecipare a una manifestazione che si voleva colorata, rumorosa, ma soprattutto non violenta. Niente provocazioni, dunque, niente cori offensivi, niente roghi di pupazzi e bandiere. Strategica, poi, la scelta di strutturare il serpentone per comparti stagni, separati l'uno dall'altro da qualche vistoso vuoto. In prima fila c'erano i bambini, le mamme, le famiglie. Dietro, almeno 4 mila vicentini che ritengono un errore la costruzione della nuova caserma. Nella testa del corteo non sono entrati simboli di partito, slogan anti-americanisti, messaggi politici o sindacali. � questo il settore occupato dal popolo delle pentole, vale a dire dai comitati dei cittadini, armati soltanto di strumenti per produrre rumore e della bandiera bianca con il simbolo del No al Dal Molin americanizzato.In fondo al corteo si sono piazzati i partiti aderenti, fra cui i Verdi, i Comunisti italiani e Rifondazione comunista, oltre a una galassia di mini-sigle comuniste. Con loro anche i sindacati di base e la Cgil. Fra la testa e la coda, gli anarchici e i ragazzi dei centri sociali, che si sono limitati a esporre manifesti di contestazione contro il Governo Prodi, governo di guerra? e ad alzare cori contro i carabinieri e i poliziotti per i fatti del G8 ogni volta che passavano di fronte a reparti schierati in assetto anti-sommossa. Bloccati nella pancia del corteo, i temuti disobbedienti sono stati ?disinnescati?, se mai ce ne fosse stato bisogno. Tensioni non ce ne sono state. Sul campo, ripulito dai mezzi di Aim quasi in tempo reale, sono rimasti soltanto un paio di fumogeni, qualche lattina abbandonata e alcune scritte sull'asfalto e sul muro di cinta della caserma Chinotto.


otto le bandiere della Cgil sfilano mille "arcobaleni"
Oscar Mancini: �Tra noi e gli altri manifestanti nessuna differenza�

Una selva di bandiere rosse, tanti vessilli arcobaleno, striscioni delle rappresentanze venute da tutto il Veneto per manifestare contro la nuova base al Dal Molin. E ad accogliere i manifestanti un pulmino che diffonde le note di Bella Ciao. Questa la scena che si presentava ieri alle 13 al quartier generale della Cgil nel piazzale dello stadio. Il sindacato, infatti, ha deciso di avere un suo punto di ritrovo per, spiega il segretario regionale Emilio Diafora, �sottolineare la nostra presenza e ribadire le nostre parole d?ordine, che in parte coincidevano e in parte no con quelle degli organizzatori. Ovvero, mentre chi ha promosso la manifestazione pensa che il Governo non voglia ridiscutere il progetto, noi crediamo che ci siano i margini per farlo riconsiderare. Non c'� stata comunque una contrapposizione, anzi abbiamo marciato insieme e ho visto con piacere che c'erano anche bandiere della Cisl e della Uil�. Una versione che si discosta da quella del segretario proviciale Oscar Mancini, per il quale �la partenza differenziata era dettata solo da questioni logistiche, perch� dovevamo far arrivare i pullman. Del resto la distanza era minima e ci siamo congiunti subito�. Una versione che, per�, convince meno, proprio per la brevissima distanza tra i due punti di partenza. Nella composita folla cigiellina ci sono donne, uomini, anche non pi� giovanissimi, famiglie, attivisti. Un manifestante si � fatto cucire giacca e berrettino con la bandiera della pace e un pap� mostra con orgoglio la divisa del figlio �lui � del rugby� fa notare. E ci sono anche le onorevoli Laura Fincato e Lalla Trupia, oltre ad un gruppo di Ds, guidato da Giovanni Rolando e Mattia Pilan, con uno striscione che recita �Per il bene di Vicenza, no base Usa, s� referendum popolare subito�.
Alle 13.50 si parte. Davanti a tutti un grande �chi ama Vicenza dice no alla militarizzazione della citt� e il serpentone scorre lungo via Schio, viale Trissino e via Spalato, congiungendosi al corteo principale. A dare il ritmo � sempre il camioncino che ora ha in scaletta i brani di Luca Bassanese. A sfilare sono in pi� di un migliaio e altri si aggiungeranno strada facendo. Alla fine saranno circa 2 mila i manifestanti del sindacato. Al termine della manifestazione la soddisfazione � grande per un corteo �che ha smentito i profeti di sventura che parlavano di violenze e vandalismi - come sottolinea Mancini -. � stata una manifestazione colorata, pacifica e gioiosa, la pi� grande a Vicenza dal 1982, quando si sfil� contro i missili a Comiso. Parisi ha detto che terr� conto dell'espressione dei vicentini, che oggi si sono gi� pronunciati�. E sui disordini mancati lancia una provocazione. �Se fossi in Confcommercio e Confesercenti chiederei i danni al sindaco per provocato allarme, siccome molti hanno perso una giornata
di lavoro per nulla�. Nel corteo, per�, non mancavano, anzi, slogan contro il Governo e i rappresentanti della sinistra, come Bertinotti e Diliberto. �Erano solo una piccola parte dei manifestanti - taglia corto Diafora - la maggior parte, invece, chiedeva il referendum�.

H�llweck: �Contento per la citt�
�Nessun incidente ma l?allarme � stato corretto...�

- Sindaco, non � successo niente...
�Sia gli organizzatori della manifestazione sia le forze di polizia hanno operato perch� tutto andasse bene. Si � svolta correttamente. Sono contento per la citt�.Enrico H�llweck, interpellato nell?immediato dopo-corteo, constata che allarmi e allarmismi andati avanti per settimane - con molti echi
rilanciati dentro e fuori la sua amministrazione - non hanno avuto materia per concretizzarsi. Ma non rinnega l?opportunit� di aver tenuto alta la tensione.
- C?� chi ha fatto una battuta: e adesso i commercianti, convinti a chiudere le serrande in centro dal tanto parlare dell'assessore alla sicurezza Sorrentino, con i cittadini andati a far spese nei centri commerciali anzich� in centro storico, denuncino il Comune... per procurato allarme.�Rispondo che chi fa una battuta del genere � un idiota - risponde il sindaco -. Chiedere un diverso percorso della manifestazione e la presenza di adeguate forze di polizia � stato un dovere dell?Amministrazione comunale. In una manifestazione possono sempre infiltrarsi elementi che la rovinano. E faccio osservare che proprio su un ragionamento del genere si � spaccato il centrosinistra�.
- Veniamo agli effetti dei diecimila che hanno sfilato: che cosa succeder� sul caso-Dal Molin?
�Deve succedere solo che finisce il tormentone, al pi� presto. Il governo deve pronunciarsi: dopo otto mesi la materia la conosce. Se dice no, � tutto finito. Se dice s�, a Roma c?� il documento che ho portato, nel quale si parla di condizioni per la costruzione della base, di eventualit� di un sito alternativo e di condizioni che anche in questo caso la citt� pretende siano rispettate�.
- Insieme al ?no?, la parola pi� gridata da viale della Pace a Rettorgole � stata ?referendum?...
�Che secondo me anche nel nuovo testo del quesito presentato resta un?ipotesi confusa. Non ha senso dire 'no la base l� al Dal Molin', e spenderci centinaia di migliaia di euro per una consultazione, quando gi� nel documento del consiglio comunale si prospetta la possibilit� di un sito alternativo. Il referendum ha avuto un senso all'inizio della vicenda: io stesso ne avevo parlato e sono stato massacrato da chi voleva subito un proninciamento, compreso il governo. Oggi un refererendum non ha senso, non sarebbe n� sereno n� lucido. Oggi provocherebbe solo divisioni, diventerebbe materia per scontri e per campagne elettorali�.
- Restando sul tema: in Comune sar� pi� spedita, stavolta, la procedura di esame dell?ammissibilit� del referendum, per quanto di sua competenza? Nel primo tentativo ci sono volute settimane per far passare il quesito da una scrivania all?altra...
�Ho gi� dato disposizione che le carte siano trasmesse al Comitato degli Esperti�.


Rimbalzi politici
Arriva l'ora delle ipotesi di dimissioni �Sorrentino subito a casa...� E lui: �Allora se ne vadano pure i capi del centrosinistra�

Il tempo di arrivare a casa e togliersi il cappotto ed ecco che Antonio Dalla Pozza, diessino in sfilata favorevole alla non sfilata dei Ds - e chi non la capisce perdoni questa frase, che riassume le contorsioni di casa Quercia - batte al computer e spedisce un'interrogazione per il prossimo consiglio comunale. Dentro ci scrive la richiesta di dimissioni del sindaco e dell'�assessore all?in-sicurezza�: H�llweck e Sorrentino si scusino con i commercianti �ai quali hanno provocato un danno economico con affermazioni allarmistiche� e con l?intera citt� �alla quale hanno fatto credere che sarebbe stata invasa da vandali e devastatori�. Firme promesse, oltre alla sua, quelle del compagno di corrente Poletto, del verde Asproso, del rifondatore Franzina e della Zuin di Vicenza Capoluogo. C' � gi� una risposta a tamburo battente del vicesindaco aennista, che sull'allarme anti-vandalismi resta in trincea e ad andarsene dall'incarico non pensa proprio: �� ben triste - dice Sorrentino - che faccia notizia il fatto che i no-global si sono comportati correttamente. Il rispetto delle citt� dovrebbe essere la normalit� e non l'eccezione. Quanto alle dimissioni, se le chiedono a me, le
chiedano anche ai dirigenti dei Ds che sull?argomento si sono divisi�. Detto e fatto: senza sapere di interrogazioni del collega e di risposte vicesindacali, il consigliere diessino Giovanni Rolando, capofila della pi� piccola corrente sotto la Quercia, prende spunto dalla riuscita della manifestazione, dall?occasione di esserci persa dal suo partito e dall?assoluta tranquillit� dei marciatori lungo gli otto chilometri di sfilata per chiedere un regolamento dei conti in casa Ds: �Si riconsideri il ruolo e la responsabilit� del vertice provinciale�. Spiegato in chiaro: processiamo Daniela Sbrollini e chi la pensava come lei.
Zero scontri, zero incidenti Vince la linea del questore Rotondi: �Una manifestazione pacifica. Grazie agli operatori� Il numero uno di viale Mazzini si era assunto la responsabilit� di fronte ai politici L'ala pi� dura dei centri sociali � arrivata a Vicenza senza caschi �Siamo pacifisti�
Nessuno scontro, nessun atto di violenza, zero feriti. Tre fumogeni in tutto, nessuna bandiera incendiata, due o tre scritte sui muri della citt�, una soltanto, vergata da un anarchico, sulla grande parete sul retro della Gendarmeria europea, che anche i pi� ottimisti, alla vigilia, avevano definito una lavagna. Raramente in Italia una grande manifestazione popolare - 15 mila presenze - con una massiccia presenza dei giovani dei centri sociali era stata tanto tranquilla.Se la si guarda dal punto di vista dell'ordine pubblico e della sicurezza, la lunga marcia di ieri � stata la vittoria del questore Dario Rotondi. Il capo della polizia vicentina contro il quale il sindaco aveva battuto i pugni in prefettura, ma che fin dall'inizio aveva assicurato di essere �moderatamente ottimista�. Il tema dei possibili scontri per la presenza di tanti appartenenti alla sinistra disobbediente e antagonista era stato fra i pi� caldi alla vigilia. Casarini con quelli del Nordest, il Gramigna di Padova, e ancora l'Officina 26 settembre di Napoli, e Firenze, Bologna, Livorno, Gorizia: i nomi dei presenti, dati alla vigilia accanto a quelli di fantomatici black block, avevano spaventato non poco i commercianti che temevano per le loro vetrine. In tanti avevano prospettato una citt� messa a ferro e fuoco come Milano l'11 marzo scorso. L'amministrazione aveva chiesto in tutte le lingue di non far passare il corteo in centro, lungo gli 800 metri fra ponte degli Angeli e il cinema S. Marco.Rotondi aveva risposto con la costituzione e il codice in mano. L'itinerario va modificato in caso di comprovati motivi di ordine pubblico, che per ieri non c?erano. Ha autorizzato la manifestazione, ha chiesto rinforzi adeguati e - soprattutto - si � consumato in tante riunioni con i vari gruppi di manifestanti oltre che con tutti gli enti interessati per fare in modo che quello appena trascorso fosse un sabato di democrazia. Una giornata di protesta popolare, da ricordare per la partecipazione e non per le violenze. Ci aveva messo la faccia ed ha avuto ragione. �Una manifestazione pacifica e riuscita - si � limitato a dire Rotondi, che ha passato tutto il pomeriggio in sala operativa a controllare il servizio d?ordine -. � la prima puntata di una vicenda che potrebbe essere anche lunga. Aspettiamo ulteriori sviluppi�. Rotondi, alle 18.50, quando � stato dato lo sciogliete le righe per le forze dell'ordine, ha preso in mano la radio ed ha ringraziato personalmente tutto il personale. �Posso solo dire grazie a tutte le forze di polizia e agli autisti Aim che sono stati disponibili. Ognuno ha svolto il suo compito a partire dai manifestanti che non hanno creato alcun tipo di problema�.D'altronde, che quella di ieri fosse una manifestazione pacifica - il dato ufficiale della questura � di circa 12 mila persone, al quale va aggiunto qualche altro migliaio che si � aggiunto dopo - lo si poteva immaginare dal fatto che nessuno aveva interesse a invelenire il clima, semmai quello di convincere il ministro Parisi della bont� del loro No. Non certo i comitati vicentini, n� le rappresentanze dei partiti o dei sindacati, e nemmeno i centri sociali, che da anni combattono una battaglia ideologica contro le basi americane in Italia e che erano arrivati senza un casco. �Siamo qui per la pace - ragiona un ragazzo con i capelli rasta arrivato da Padova -. Le forze dell'ordine non ci hanno provocato in alcun modo. La provocazione � solo quella di chi vuole costruire una nuova base a pochi passi dal centro citt�. I pi� temuti, la trentina del Gramigna di Padova, intonano slogan dalle 14 fino alle 17. Una volta qualcuno si lascia scappare, in corso Padova, un vergognoso 'Dieci, cento, mille Nassiriya', ma poi gli
altri puntano sulla Palestina e sull'intifada. Altri gruppi cantano canzoni dei Modena City Ramblers, dei 99 Posse e dei Cccp inframmezzate ai ritornelli contro le guerre, l'imperialismo, i militari in genere. Nulla in confronto a quanto si temeva alla vigilia, nonostante in molti, soprattutto fra i pi� giovani, abbiano bevuto pi� di qualche birra. Ad ogni modo, gli oltre 700 fra poliziotti, carabinieri e finanzieri - dislocati nei punti chiave - uniti alla sessantina di vigili urbani per la viabilit� sarebbero stati pronti ad intervenire. Non erano concesse intemperanze di alcun genere, n� occupazioni. Doveva essere un corteo pacifico per dare prova che una larga fetta di vicentini, spalleggiati da tanti foresti, di dare il Dal Molin agli Usa non ne vuole sapere.


Il questore era stato chiaro: �Non permetteremo violenze�. Non ci sono state.
Il comandante provinciale dell'Arma ritrova un giornalista che aveva visto in Iraq
Zubani e i Cc tre anni dopo Nassiriya impassibili davanti ai provocatori

Nel giorno del commiato dei militari italiani da Nassiriya, il comandante provinciale dell?Arma Luciano Zubani, che il 6 aprile 2004 comand� in prima persona, mitra in pugno, i par� italiani alla riconquista dei ponti nella citt� irachena controllati dalle milizie di Al Sadr, vede sfilare gran parte del serpentone pacifista e pacifico di 15 mila persone a due passi da ponte Pusterla. Altra aria, altro clima, altro ponte, nessun incidente. L?ufficiale si
sistema davanti a una trentina di uomini del battaglione di Mestre, e non si scompone mai, nemmeno quando pochi, tra il migliaio di disobbedienti che sfilano con parole provocatorie, urlano uno squallido e inqualificabile 'assassini' indirizzato ai tutori dell'ordine. � l'unica nota stonata. Ci vuole ben altro per scalfire la tranquillit� di questo ufficiale bresciano dai nervi d?acciaio di 49 anni, che da Nassiriya al Medioriente fino all?estate scorsa, prima di arrivare a settembre alla guida dei carabinieri vicentini, ha maturato un?esperienza professionale a livello internazionale di prim?ordine.
Ieri erano quasi 400 i carabinieri che hanno contribuito, assieme a quasi altrettanti poliziotti, finanzieri e vigili urbani, ad assicurare un servizio d?ordine ineccepibile, merito anche della compostezza, al di l� di sigle, bandiere e slogan (anche quelli imbecilli contro i carabinieri che non mancano mai tra le frange estreme dei centri sociali) di chi ha manifestato contro il Dal Molin agli americani.Pensare che l?unico momento di tensione, in una giornata filata via liscia come l?olio, � stato quando il budello d?asfalto di contr� Pusterla che d� accesso a uno dei crocevia pi� suggestivi della citt�
disegnato dalle contr� Apolloni, Porti e San Biagio si � chiuso come una ganascia. � successo quando la radio dei militari ha gracchiato che a Villa Tacchi partiva il corteo e la trentina di militari del battaglione di Mestre posti a presidio dello snodo cruciale verso un'ipotetica occupazione del centro storico, hanno fatto avanzare come falangi i furgoni blindati che hanno chiusono l?accesso. Di qui non si passava. Nemmeno trenta secondi e, da San Marco, � arrivato l?autobus della linea 4 che in teoria avrebbe dovuto andare oltre. �Mi hanno detto che � tutto normale, che cosa sta succedendo invece?�, ha chiesto l'autista perplesso al maresciallo che comandava il presidio. �Ci hanno detto di chiudere�, ha risposto il sottufficiale, mentre le strade di accesso alla zona del tribunale erano deserte come ci fosse il coprifuoco. Trascorrono non pi� di cinque minuti e in rapida successione si sono bloccati tra le contr� Vittorio Veneto e Pusterla altri cinque autobus. C?� stata un po' di agitazione. A scioglierla, in quel frangente, � passato un signore in bici dalla vaga somiglianza di Lino Toffolo e in dialetto ha affermato ad alta voce: �Ci�, tusi, xe guera anc�, eh?�. Potere delle battute. Sorriso dei militari, la radio ha dato l?ordine di riaprire il vallo, gli autobus sono sciamati e per i carabinieri � cominciata un pomeriggio di tranquillo lavoro. Erano le 14.20 quando � arrivato in contr� Pusterla il col. Zubani. Ha salutato gli uomini e si � messo davanti a loro ad aspettare i pacifici manifestanti. �La nostra impressione, viste le premesse e le rassicurazioni fornite, � che sar� una giornata tranquilla�, preconizza l?alto ufficiale. S�, stavolta non c?� alcun ponte da prendere.In sottofondo una radio domestica annuncia il ritiro italiano da Nassiriya, mentre un signore con barba bianca e berretta di lana blu calata in testa, staccatosi dal corteo, si avvicina a Zubani che lo squadra. I due si fissano negli occhi. �Colonnello, sono Toni Fontana, inviato dell?Unit�, si ricorda?�, dice. Zubani annuisce e con un mezzo sorriso replica: �Certo, ci siamo visti a Nassiriya, quasi tre anni fa�. Dopo la battaglia dei ponti. Poi una vigorosa stretta di mano tra il giornalista e il colonnello. Altra aria, altro clima. Altro ponte. E soprattutto nessun incidente.

Un giovane del Gramigna subito stoppato
Lancio di fumogeni bloccato dai comitati

Sono le 16.20 e a met� del lungo serpentone si nota qualche movimento sospetto. Dal suo zainetto, un giovane del gruppo del centro popolare occupato 'Gramigna', un nome storico nel mondo della sinistra antagonista che durante il corteo ha intonato cori contro il Governo e Diliberto, tira fuori un fumogeno da stadio. Lo accende, aspetta un attimo, poi lo lancia dentro la recinzione del Dal Molin, davanti alle camionette dei carabinieri. Subito dopo un secondo, poi un terzo. Si ferma qui, viene subito stoppato. Un giovane vicentino, con sulle spalle la bandiera bianca del 'No al
Dal Molin agli Usa', gli si avvicina e gli dice di smetterla. Vola qualche parola pesante, si avvicinano anche altre persone. Poi i due restano a lungo a parlare, a chiarirsi. Il padovano, qualche decina di metri dopo, prende da terra una bottiglia di birra e la getta di l� dalla rete. Si ferma qui. � stato grazie anche al servizio d'ordine predisposto dagli organizzatori se ieri, dal punto di vista della sicurezza, non � successo nulla. Lungo alcuni tratti della recinzione, i ragazzi con la bandiera bianca hanno composto una sorta di cordone. Efficace.

Il presidente di Assindustria, Massimo Calearo �Un grazie alle forze dell'ordine per l'ottimo servizio garantito�

�Un grazie riconoscente alle forze dell'ordine per l'ottimo servizio di sicurezza garantito per una manifestazione che sulla carta non si presentava agevole�, spiega il presidente di Assindustria Massimo Calearo, che ha telefonato personalmente al questore Dario Rotondi e al prefetto Pietro Mattei per congratularsi per l?efficienza dimostrata dal formidabile apparato messo in campo. C'erano alcune incognite, legate soprattutto al comportamento dei disubbidienti dei centri sociali, che in altre citt� - come a Milano lo scorso marzo - avevano fatto sentire la loro dissennatezza mettendo a ferro e fuoco alcune vie. Ieri invece non � successo nulla. Tutto � filato liscio dal primo all'ultimo metro. Merito della gente, che ha manifestato pacificamente in gran numero, ma merito anche dell'imponente servizio che ha dissuaso qualsiasi eventuale progetto di fuga in avanti.
Non c?era lo spazio e nemmeno la voglia di chi era venuto a Vicenza per innescare la bagarre con le forze dell'ordine, impegnate a presidiare il territorio in ogni zona non solo del capoluogo per prevenire anche azioni isolate. �Chi ha predisposto il servizio - ha aggiunto Calearo - ha calibrato
bene risorse e strategia, cosicch� anche chi in teoria avesse cullato qualche velleit�, di fronte all'organizzazione messa in campo ha dovuto rifoderare qualsiasi progetto. Per questo motivo va il nostro grazie all'apparato di sicurezza composto da poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani che hanno assicurato alla citt� il regolare svolgimento della manifestazione�.

In centro niente shopping �Danno da un milione� I commercianti: �In questo modo si penalizza la nostra categoria�

I commercianti del centro storico prendono la parola nel primo pomeriggio mentre, man mano che passano le ore, lontano da l� sfila il corteo anti-Dal Molin, e prende forma un sabato da flop commerciale. Sono le 16 di sabato, ma sembrano pi� le otto di sera: poca gente in giro. E poca rester� fino all'ora dell'aperitivo. Alla fine per tanti vicentini hanno prevalso i timori legati agli ingorghi di traffico e alle eventuali incursioni nel cuore della citt� di (non pervenuti) black block. Eppure, malgrado il comune rammarico per le tante visibili defezioni dei vicentini che ieri hanno cambiato programma (o quantomeno zona), i negozianti non hanno espresso giudizi monolitici sulla giornata di ieri. � infatti un rammarico impastato di opinioni differenziate. Ad esempio c'� chi se la prende con i cortei che attraversano il centro storico (o, come ieri, parte di esso). Maurizio Ballarin, responsabile del negozio d'abbigliamento Fuso d'Oro, si sfoga: �Non abbiamo risentito di un calo drastico dei clienti, per� in giro c'� poca gente, basta guardare. Trovo che non sia giusto penalizzare la nostra categoria, che mantiene vivo il centro e gi� sconta problemi di parcheggi e zone a traffico limitato. I cortei andrebbero fatti altrove, e devo dire che dalla mia associazione di categoria, l'Ascom, mi attendevo una presa di posizione pi� netta. Al sabato si fa il 50% dell'incasso settimanale, andavamo pi� tutelati�. Ma c'� anche chi � di parere diametralmente opposto. Come Piero
Montagnino, gestore del Caff� Teatro in piazza Matteotti: �Perch� non si vietano mai le partite di calcio con annesse calate di squadroni di ultras, mentre si semina allarmismo su manifestazioni come queste che, lo si � visto in questi mesi, sono composte da cittadini di ogni et� e colore politico? Il centro non serve solo per lo shopping, ma anche per aggregare e consentire di manifestare opinioni. Io non ho avuto il minimo timore a tenere aperto il bar. Forse ad avere paura � stato il sindaco, tanto da polemizzare con il questore. Ho visto negozi con i cartoni sulle vetrine, e la cosa mi ha fatto un po? sorridere. Tutto questo allarmismo � servito solo a creare un danno economico a molti miei colleghi commercianti. Che ringrazino chi ha creato un clima di timore e non se la prendano con un corteo che era composto da tanti nostri pacifici concittadini�. Anche Erika Zorzan, della profumeria Palladio, non ha avuto alcuna paura di alzare la saracinesca oggi. Per� si lamenta del drastico calo di afflussi in centro, e del corteo : �non perch� non sia giusto manifestare, ma perch� � inutile. Credo che sia gi� tutto deciso, e allora a che serve questo polverone?�.
Una chiave di lettura ancora diversa la d� il noto fioraio Federico Feriani. Sono le 16 e il suo negozio di corso Palladio � insolitamente deserto: �Il corteo era giusto autorizzarlo, ma non si doveva arrivare a questo punto, cio� al punto di farlo. Il Comune avrebbe dovuto gi� da tempo dire no alla nuova base. Invece il ping pong ci ha regalato questo sabato di mancati incassi. Ma soprattutto ce lo ha regalato l'allarmismo creato dai mezzi di informazione. E i centri commerciali intanto ringraziano�. Altra sfumatura d'opinione la si rintraccia nella tagliente analisi fatta da Paolo Zanellato, contitolare di tre negozi di moda in centro: �Oggi abbiamo sub�to, tutti quanti, un danno economico che a occhio si aggira sul milione di euro. Mille negozi della citt� per mille euro d?incasso ed il flop � servito. Io il corteo l'avrei autorizzato, ma non di sabato. Capisco i vicentini che hanno girato al largo dal centro: i timori hanno prevalso. Anche se io non mi aspettavo, sinceramente, nessuna invasione di facinorosi ed ho aperto tranquillamente�. A non condividere i timori della vigilia c'era e c'� anche Valerio Prandin che dalla sua edicola di Porta Castello commenta: �Le manifestazioni, se pacifiche, vanno autorizzate e non caricate di paure. Pareva che dovessero arrivare gli Ufo, e invece...�. E invece � arrivato solo un flop commerciale. Come inizio della maratona dello shopping natalizio, tutti si auguravano qualcosa di meglio.
 

27/11/06: MARTED� 28 NOVEMBRE ASSEMBLEA PUBBLICA SULLA QUESTIONE DAL MOLIN ALLE SCUOLE MARCONI DI SCHIO ORE 20.30

In risposta alla richiesta del governo americano di cedere l�area dell�aereoporto civile Dal Molin al proprio esercito per trasformarlo in una delle pi� importanti basi militari statunitensi in Europa, in questi mesi a Vicenza si � sviluppata un�esperienza nuova. Si � creato un movimento di cittadini, autonomo, indipendente e popolare, che � riuscito a coniugare la necessit� della salvaguardia del territorio e dei beni comuni con il no alla guerra e alle servit� militari.
Per spiegare il progetto della nuova caserma, illustrare il percorso di lotta contro la base e presentare le prossime iniziative interverranno:

MARTINA VULTAGGIO: Assemblea Permanente Cittadina contro la nuova base militare

OLOL JACKSON: Verdi del Veneto

CRISTIAN MORESCO: Coordinamento Liberazone

 

Ricordiamo inoltre gli oraari del treno No War per andare alla manifestazione nazionale di Vicenza contro l'aereoporto Dal Molin del 2 Dicembre:

PARTENZA DA SCHIO: ore 13.30                    PARTENZA DA THIENE: ore 13.39

Il costo del treno � di 1 euro che comprende andata e ritorno. Per arrivare dalla stazione di Vicenza a viale della pace  (San Pio X) ci saranno gli autobus appositi.

BASTA BASI, BASTA GUERRA!!!

 

03/11/06: SCHIO,VIA LAGO DI MISURINA: NO ALLE TRINCEE DELLA DISCRIMINAZIONE!!!!! 

Fossati, emendamenti, denuncie, multe, divieti d'iscrizione all'anagrafe e via dicendo.

Sono queste le modalit� con cui molti comuni dell'alto-vicentino affrontano il problema della presenza dei nomadi nel nostro territorio.

Un'assurda opera di repressione verso uomini donne e bambini che hanno la sola colpa, se cos� si pu� chiamare, di avere come casa una roulotte, calpestando la loro dignit� a vivere in questo mondo e ovviamente di vivere anche nei nostri territori.

La trovata della giunta scledense evidenzia, come � accaduto in altre citt� (vedi Padova, via Anelli), l'inefficacia di soluzione ad alcune problematiche sociali che investono i nostri paesi. Senza tener conto di sensibilit� etiche, politiche e culturali, si instaurano modelli securitari che non risolvono il problema ma lo trasferiscono da un'altra parte, magari peggiorandolo.

Coscenti che il caso nomadi non riguarda solo Schio ma tutto l'alto-vicentino, rimaniamo assai stupiti, che la giunta comunale di centro sinistra fosse sempre stata contraria e critica a questi interventi adottati dal sindaco razzista della lega nord di Piovene Rocchette, Maurizio Maculan, per esempio, visto che oggi utilizza anch'essa queste modalit� repressive.

Perennemente, su qualsiasi cosa, si sceglie sempre quella via di emergenza, di contenimento, una scorciatoia sbagliata che non porta ad un nulla di fatto, scartando in anteprima quei modelli di integrazione e relazione sociale che dovrebbero fungere come cura alle problematiche che attraversano i nostri territori.

Si dovrebbe trovare un accordo fra i vari comuni alto-vicentini, fornendo strutture per poter

accogliere le varie famiglie sinti e rom, promuovendo un'integrazione scolastica di continuit� per i bambini, cosa che il comune di Schio ha gi� sperimentato e non vediamo il

motivo per la quale siano arrivati a scavare un fossato lungo 200 metri.

Riteniamo responsabile di tutto questo anche la prefettura che ha sempre sottovalutato il problema, dovendo fungere da mediatrice fra i vari comuni, cosa che non ha mai fatto.

Ci auguriamo che al pi� presto, anzi, immediatamente, si arrivi ad una soluzione:

 in primis la copertura di quella trincea discriminante, che non �supera� la legge �Bossi-Fini�, che evoca, contribuisce e rafforza le pulsioni razziste gi� fortemente presenti, purtroppo, nei nostri territori.

L'essere di sinistra, per noi, non vuol dire lottare contro il disagio sociale, ma bens� andare nel profondo della questione, vedere da dove si genera, chi lo genera e le cause che lo possono generare.

Ovviamente, se a breve, il fossato non sar� ricoperto, aderiremo all'invito dei Verdi per Schio: ci �armeremo� di pale e badili e ricopriremo noi, assieme ad associazioni, cooperative e singoli cittadini, quella trincea di discriminazione che divide e non unisce, che discrimina e non accoglie, che reprime e non aiuta!!!

                                                            ragazzi/e del COORDINAMENTO LIBERAZONE

 

23/10/06: ecco i prossimi appuntamenti per ribadire ancora una volta il no alla trasformazione dell'aereoporto Dal Molin in una vera e propria base di guerra, visto la presa di posizione del governo e del comune di Vicenza a favore di questo ampliamento.

MERCOLEDI' 25 OTTOBRE: ore 17.30 presidio davanti alla prefettura di Vicenza

GIOVEDI' 26 OTTOBRE: ore 17.00 PRESIDIO RUMOROSO sotto il CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO riguardo la questione Dal Molin in Piazza dei Signori.

per maggiori informazioni: www.bloggers.it/osservatoriosulleservitumilitari/

NO DAL MOLIN BASE DI GUERRA!!!

 

NO DAL MOLIN BASE DI GUERRA
VICENZA 23 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE STUDENTESCA

Importante iniziativa contro il progetto di trasformazione dell'aereoporto civile dal molin in base militare statunitense, organizzata dai cordinamenti studenteschi di vicenza, thiene schio, per la mattinata del 23 settembre.
Vicenza, ancora una volta, diventa zona di guerra: la caserma Ederle, le installazioni militari Usa dispiegate nella provincia vicentina e la Gendarmeria Europea, sono l'importazione, nei nostri terrtori, della guerra globale permanente. Analizzando i processi sui conflitti bellici, risalta la contraddizione forte tra le promesse della campagna elettorale del centro sinistra e la "real-politik" fatta dal rifinanziamento della missione in afghanistan, dall'invio delle truppe "di pace" in Libano e, come nel caso Vicentino, dalla cessione di vaste porzioni di territorio nelle mani dell'esercito americano. La cittadinanza Vicentina da mesi contesta un progetto costruito nell'ombra dalla giunta Hulweck, con la complicit� del governo berlusconi, per soddisfare l'interessi di pochi e su cui il governo Prodi non vuole espremersi creando un rimpallo di responsabilit� che si trascina ormai da molte settimane.
L'osservatorio contro le servit� militari organizza inoltre, una serata di approfondimenti con tutti i comitati che in questi anni hanno combattuto contro la militarrizzazione Usa in Italia: sabato 30/09 "Convegno sulle servit� militari", saranno ospiti: Mariella Cao del comitato sardo "gettiamo le basi", Walter Lorenzi del comitato contro camp darby,Consigliere comunale di pordenone, Andrea Licata dell'un. di Trieste e membro dell'universit� per la pace, Sandro Metz consigliere regionale dei verdi, Mauro Bulgarelli senatore dei verdi, Vilma Mazza dell'associazione ya basta.

 

APPELLO PER IL CORTEO STUDENTESCO DI SABATO 23 SETTEMBRE
RITROVO ORE 8:30 IN PIAZZALE DELLA STAZIONE
 
Ancora una volta, purtroppo, Vicenza diventa protagonista in negativo dello scenario di guerra globale.Ricordiamo tutti i treni in partenza da Grisignano nel 2003, carichi di mezzi militari diretti
alla guerra in Iraq, prima e durante la guerra migliaia di cittadini vicentini sono scesi in piazza, hanno circondato la Ederle, centinaia hanno occupato la stazione di Grisignano cercando di fermare i
convogli bellici, esprimendo il sentire comune di una citt� che ripudia la guerra. L'investimento del governo USA sull'aeroporto Dal Molin, che mira a far diventare Vicenza la base
logistica e operativa per i conflitti in atto e per le future operazioni belliche, non ha trovato terreno facile, da alcuni mesi, cittadini, movimenti, associazioni e partiti scendono in piazza, vanno in
massa a consigli comunali e di circoscrizione per protestare contro la militarizzazione del proprio territorio. Questo periodo di iniziative f� capire chiaramente che la citt� non vuole la trasformazione
del Dal Molin in  base di guerra, per contro, assistiamo ad un rimpallo di responsabilit� tra governo centrale di centro-sinistra e la giunta di centro-destra del comune di Vicenza: Hulweck e la sua
giunta hanno una responsabilit� ben precisa, hanno costruito con i militari americani e il governo Berlusconi il progetto e le sue premesse per attuarlo,
l'hanno fatto nascondendolo ai cittadini e sopratutto agli abitanti dei quartieri, cercando di trasformare la nostra citt� in una enorme guarnigione militare ma
anche con la possibilit� di cementificare un enorme porzione di territorio, su di un quartiere che gi� � oggetto di un'enorme speculazione immobiliare;dall'altra parte il governo di
centro-sinistra, che ha vinto le elezioni anche grazie ai voti di chi � stato contrario alla politica di guerra del governo Berlusconi, rifiuta di prendere una
posizione ben precisa contro il Dal Molin riversando la responsabilit� sulla giunta Hulweck che "rappresenta" la citt� di Vicenza. Proprio qui sta la contraddizione principale:
l'amministrazione comunale non rappresenta i cittadini di Vicenza, per la maggioranza contrari all'allargamento delle servit� militari, quindi a nostro avviso un pronunciamento del consiglio comunale
non pu� avere una valenza decisiva sulla questione e il governo deve assumenrsi la responsabilit� di accettare il responso che la citt� ha gi� dato. I dottori "Arzeccagarbugli" smettano di cercare formule
come "silenzio-dissenso" e di smistare una corrispondenza che ai cittadini non interessa. Come studenti delle scuole superiori vicentine non siamo disposti a guardare in silenzio quello che sta
succedendo, siamo parte attiva di questa citt� e come tali vogliamo che la nostra voce possa contare, e possa quindi sentirsi il nostro no alla guerra. Molti
di noi hanno percorso un cammino con chi si � mobilitato in questi mesi, abbiamo condiviso il sogno di chi vorrebbe l'area del Dal Molin trasformata in
verde pubblico come abbiamo vissuto la preoccupazione degli abitanti dei quartieri di abitare di fianco ad un'enorme strumento di morte; crediamo che il sogno
sia pi� forte della guerra e pensiamo che la battaglia sul Dal Molin possa essere vinta. Per questo sabato 23 scenderemo in piazza e le scuole che frequentiamo saranno in sciopero, l'abbiamo gi�
fatto quando � scoppiata la guerra in Iraq e quando ci � stata imposta la Gendarmeria Europea, invitiamo quindi tutti a partecipare: comitati, osservatorio,
cittadini per ribadire a gran voce che il no alla militarizzazione di Vicenza � gi� stato detto, sta solo a Governo e Comune prenderne atto.

Coordinamenti Studenteschi di Vicenza-Thiene-Schio

 

 

      3� FESTIVAL DELL'AUTOGESTIONE

 

COME OGNI ANNO TORNA IL FESTIVAL DELL'AUTOGESTIONE!!!!!!!

ANCHE QUEST'ANNO 4 GIORNI ALL'INSEGNA DEI DIRITTI, DEGLI SPAZI SOCIALI, DELL'AGGREGAZIONE E DI TUTTE LE LOTTE CHE ABBIAMO SEMPRE PORTATO AVANTI.

GIOVED� 14-09:   "SERVITU' MILITARI...UNA PROVINCIA DI GUERRA!"

                           ne parleranno: LUCA CASARINI movimento no war

                                                MARTINA VULTAGGIO osservatorio servit� militari

                                                OLOL JACKSON dirigente regionale dei verdi

VENERDI' 15-09:  STRANGE CORNER (h.c. Vi)

                          A BREACH ON HEAVEN (screamo-Vi)

                          BORDERLINE (metalcore-Vi)

                          + drum 'n' bass dj-set

SABATO 16-09:    nel pomeriggio torneo di calcio a 5 non competitivo

                           alla sera concerti con:

                           REAGGAE LIVE-SET con componenti e musicisti di vari gruppi

                           + trash night con DJ NESTOR + special guest

DOMENICA 17-09: nel pomeriggio finali del torneo di calcio non competitivo

                            alla sera concerti con

                            OSTERIA POPOLARE BERICA (folk Vi)

                            + dance hall dj-set + special guest

VI RICORDIAMO CHE COME L'ANNO SCORSO L'ENTRTA � GRATUITA  E, COME L'ANNO SCORSO, IL FESTIVAL SI SVOGLER� NELL'AREA VERDE CAMPAGLOLA DI SCHIO (VI).

I CONCERTI INIZIERANNO INTORNO ALLE ORE 20.30 MENTRE SABATO E DOMENICA GLI STAND SARANNO APERTI DALLE ORA 15.00 IN POI.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI SCRIVERE A liberazone@posta.indivia.net

per il volantino andare nella sezione Eventi                                               

 

 

20/07/06: E anche quest' anno tutti a Chiuppano per l' ISOLON FESTIVAL 2006

GIOVED� 27 LUGLIO

INDUSTRALIEN SUMMER FESTIVAL 2006 con:

ETEREA (post bong da Schio)

SNAKIOPLATZ (ensamble strumentale da Mestre)

ANIMALI SOCIALI (elettronica impura da Verona)

 

VENERD� 28 LUGLIO

EAST RODEO (psicadelie balcaniche da Padova)

nell'altro palco si esibiranno:

GUERRILLA RADIO (RATM tribute band da Vicenza)

BORDERLINE (metal core dall' alto vicentino)

a seguire dj set

 

SABATO 29 LUGLIO

SKA-J (ska-jazz da Venezia)

ATLETICO SPOLETO 27 (ska da Bassano)

nell'altro palco si esibiranno:

ANGER ( hc da Vicenza)

ROTHOSONIC (indie rock dall' alto vicentino)

a seguire dj set

 

DOMENICA 30 LUGLIO

ore 16.00: jam Session hip hop, break dance, writing

ore 20.00: spazio teatro "Anagramma via Artom" di Gianni Stoppelli

a seguire I MELT (rock da Vicenza)

WATER BOMBS

 

campeggio libero, stand gastronomici, 2 palchi, dj set, proiezioni, infopoints

la manifestazione si terr� con qualsiasi condizione climatica

Uscita autostrada Valdastico Piovene Rocchette e seguire indicazioni per Chiuppano

 

18/07/06: Il meeting antirazzista di domenica 9 Luglio ha raggiunto un grande risultato. Per la prima volta la parata ai neofascisti � stata vietata in parte: limitata a un piccolo corteo fino al sacrario militare (non era autorizzato e perch� avvenisse � stato forzato un blocco della polizia�cio� gli sbirri hanno chiuso 2 occhi), dove si � svolta la messa, seguito dalla deposizione di una corona alla biblioteca di Schio da parte di una loro delegazione.
Senza dubbio era importante la presenza di ognuno di noi in una giornata all�insegna dei diritti dell�antirazzismo e della multiculturalit�, tutte parole che non rientrano nel vocabolario dei neofascisti che ogni anno si ritrovano a Schio con il pretesto di commemorare l�eccidio.
In verit� sappiamo benissimo che questa non � altro che una scusa per organizzare una vera marcia, condita con saluti romani, fasci littori e via dicendo, in una citt� come Schio, insignita della medaglia d�argento alla Resistenza, che non riconosce e ripudia questi loschi individui.
Banchetti, musica, intereventi e striscioni per ricordare alle persone che una parata con le croci celtiche � solo una delle sfaccettature che ha il neofascismo; questo nel corso degli anni si � evoluto acquistando diversi soprannomi: antiproibizionismo, cpt (i nuovi lager), guerra permanente ecc. ecc.
La giornata di domenica 9 Luglio � servita a ricordarci tutti questi nomi che rinviano alla stessa radice costellata di razzismo, intolleranza, anacronismo e soprattutto ignoranza.
Una mattina per mettere in luce quello che avveniva dalla parte opposta alla nostra: in un luogo pubblico si stava manifestando quello che il diritto italiano chiama apologia di fascismo, ci� che la nostra Costituzione riconosce come un reato, come si legge nella XII disposizione transitoria e finale.
Tutti noi presenti al Duomo di Schio quel giorno incarnavamo uno dei principi fondamentali su cui si fonda la nostra Costituzione, principio che molti calpestano, ma per cui noi lottiamo da molti anni: l�antifascismo

MAI PIU' PARATE NE' NEOFASCISTI A SCHIO!!!

COORDINAMENTO LIBERAZONE

2/07/06: Dal Gazzettino del 1 Luglio '06 in merito alla festa antifascista di domenica 9 Luglio:

SCHIO- La maggioranza di centrosinistra che amministra la citt� si � divisa sulla manifestazione del 9 luglio in piazza Rossi (dalle 9,30 alle 12,30 circa), promossa da Anpi, sindacati, collettivi studenteschi e partiti della sinistra, per contestare la possibile quinta sfilata dei reduci e simpatizzanti della Rsi, in memoria delle 54 vittime del'Eccidio partigiano del 7 luglio '45. Il movimento dei Verdi manifester� in piazza, non cos� Margherita e Ds. Contro una sfilata al momento ipotetica, perch� Continuit� Ideale non ha chiesto alla Questura la necessaria autorizzazione. Il dato politico evidenzia che la sinistra radicale, anticipando i tempi sull'estrema destra, ha organizzato sotto il duomo di San Pietro una colorata e chiassosa manifestazione, definita "festa", con un termine esecrato da Ugo Retis. Dal coordinatore della Margherita che con Vasco Bicego dei Ds e Pier Giulio Canova della Lista Civica per Schio, ha steso un documento comune. "Premesso che non pu� esserci festa per la citt� nel ricordare il 7 luglio, ci sentiamo -spiega Ugo Retis- portavoci dei tantissimi cittadini che non vogliono manifestazioni di sorta a Schio, di destra come di sinistra. Per non cadere in strumentalizzazioni e facili provocazioni. Fedeli ai fondamenti antifascisti della nostra Costituzione ci siamo attivati in ogni sede competente per impedire, con i mezzi legali che costituiscono la forza della democrazia, la sfilata degli ex repubblichini. Quindi non aderiremo alla manifestazione di piazza Rossi". Ad invitare i cittadini sotto il duomo � il gruppo Libera Zone. "Riconoscendo lo sforzo fatto da parlamentari e amministratori locali, anche sotto il nostro imput, per impedire l'autorizzazione al corteo fascista, invitiamo i cittadini -si legge in un comunicato- a dire assieme a noi: mai pi� parate fasciste e no al razzismo di ieri, di oggi e di domani!".

Vittorino Bernardi

 

30/06/06: NO AL RAZZISMO DI IERI, DI OGGI E DI DOMANI!!


Noi ragazzi del coordinamento LIBERA ZONE assieme a partiti, associazioni,sindacati e societ� civile, scenderemo in piazza il 09 luglio dalle ore
10.00 per �festeggiare� l'obbiettivo in parte raggiunto.Grazie all'impegno profuso negli anni da parte del movimento, sfociato
nella grandissima manifestazione dello scorso anno, alla quale vi parteciparono pi� di mille persone, pare che la triste parata neofascista
venga vietata.Riconosciamo lo sforzo da parte di parlamentari e amministrazione che
hanno lavorato anche sotto il nostro input, affinch� le autorit� preposte non autorizzassero il corteo fascista.
Non riconosciamo per� la testardaggine della maggior parte dell'amministrazione comunale, che opta come ogni anno, per il
fallimentare �vuoto pneumatico�; i dati lo dimostrano, ogni anno i neofascisti sono aumentati ed � l'unico ed inconfutabile dato a
disposizione.Questi lugubri personaggi non vengono a Schio per fare proselitismo, percercare consensi. Il loro obbiettivo � quello di �occupare� il territorio,di radicare simbolicamente la loro presenza, al di l� della presenza della
cittadinanza scledense o meno.Lo faranno anche quest'anno, anche se in forma ridotta, e dovr� essere il
prossimo ostacolo da abbattere per fare in modo che Schio non diventi mai pi� ed in nessun modo vetrina di ideologie razziste e xenofobe. Nonostante ci�, gi� solo l'esistenza di queste,ci porta al problema che il razzismo semina nei nostri territori ai giorni nostri; purtroppo in Italia sono legali certi centri che non hanno alcun distinguo dai lager nazisti esono i C.P.T., lo sfruttamento dei migranti sul lavoro, sugli affitti, la
privazione dei diritti, la repressione attuata nei loro confronti, le ronde picchiatrici di giovani.
Questo � il fascismo di oggi, questo � quello che non vogliamo!!


Domenica 9 luglio, piazza Rossi diverr� l'esempio di quell'altro mondo
possibile a cui tutti noi aspiriamo, un mondo di diritti, di dignit� e di
solidariet� tra le persone, diventato oramai, estremamente necessario.

MAI PIU' PARATE FASCISTE, MAI PIU' LAGER!!!!!!!

COORDINAMENTO LIBERA ZONE, COLLETTIVO STUDENTESCO THIENE-SCHIO, ASS. YA
BASTA VI, COORDINAMENTO STUDENTESCO VI, CAPANNONE SOCIALE VI.

 

Per il volantino consultare la sezione EVENTI

 

25/06/06: GIOVED� 29 GIUGNO ALLE ORE 21.00 PRESSO IL CIRCOLO OPERAIO "IL BRUCO" (SALA SUPERIORE) DI MAGRE' SCHIO SI TERRA' UN INCONTRO SULLE DROGHE E LA NUOVA LEGGE FINI GIOVANARDI DOVE PARTECIPERANNO:

L. MORI docente di sociologia generale e sociologia della salute presso l'universit� di Verona e membro del gruppo di lavoro permanente sulle tossicodipendenze della regione Emilia Romagna

F. CORLEONE presidente nazionale del forum droghe ex sottosegretario alla giustizia

G. CACCIA dirigente regionale dei verdi ex assessore ai servizi sociali del comune di Venezia

per il volantino guardare la sezione EVENTI


RIMANDATA CAUSA CATTIVO TEMPO A DOMENICA 26 MARZO LA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA CONTRO IL DDL FINI!
TUTTI IN PIAZZA FALCONE BORSELLINO DALLE 16!

Perch� siamo contro la legge Fini sulle droghe

La legge sulle droghe che la maggioranza ha approvato � solo un�ultima gravissima tappa di una serie di indegne leggi varate da questo governo nell�ultimo scorcio di legislatura. Non sar� certo una legge in punta di manganello che risolver� i problemi di quanti fanno uso di droghe pesanti, n� potr� cambiare le libere scelte di chi ha deciso di utilizzare quelle leggere.
Essa, nonostante il parere contrario della quasi totalit� degli operatori del settore, abolisce ogni distinzione tra spaccio e consumo di sostanze stupefacenti e - riscrivendo le tabelle - abolisce ogni differenza - pure scientificamente dimostrata - tra le cosiddette droghe leggere (haschish e marijuana) e quelle pesanti (eroina, cocaina, ecc.), con la conseguenza di criminalizzare centinaia di migliaia di giovani consumatori, condannandoli a pene spropositate (fino a 20 anni di carcere). Sicuramente la criminalit� organizzata lucrer� guadagni immensi, come � sempre avvenuto e sempre avverr� nella societ� scioccamente proibizioniste. A guadagnarci saranno anche le comunit�-carceri private, da San Patrignano a quelle di Don Pierino Gelmini, da sempre al centro dell�affettuoso interesse di molti ministri della Repubblica, da Castelli a Moratti. Ed intanto lo Stato guadagna miliardi con i monopoli su alcool e sigarette, le due droghe legali che mietono in assoluto pi� vittime e sono pi� diffuse.
Ci lascia inoltre perplessi il modo e la fretta con cui questa legge viene approvata.

Innanzitutto, il fatto che la nuova legge demanda a una autorit� amministrativa, il Ministero della Salute, il compito di fissare il quantitativo di droga penalmente rilevante, cio� la soglia al di sopra della quale il consumatore viene sanzionato penalmente.
In secondo luogo, come sottolinea il comitato scientifico libert� e droga la Costituzione prevede il diritto e non il dovere alla salute: anche gli atti di autolesionismo non sono punibili penalmente.
Terzo punto, le nuove norme sarebbero in contrasto con il referendum del 1993 che ha abrogato la punibilit� dell�uso personale.
Quarto punto, la disomogeneit� che deriverebbe dal fatto che le nuove norme sulla droga sono state inserite in un emendamento al decreto sulle Olimpiadi invernali.
Infine, la mancanza dei requisiti di necessit� e urgenza, richiamata - sottolinea il Comitato - dal deputato Giuliano Pisapia nella presentazione delle pregiudiziali di costituzionalit� in aula il primo febbraio scorso.
La cannabis, che nelle nuove norme viene equiparata alle droghe cosiddette pesanti, � usata - rende noto il Comitato - a scopo terapeutico in Israele, Gran Bretagna, Canada, Spagna e in molti stati Usa.

Grazie a tutto ci�, migliaia di famiglie italiane rischieranno di avere i loro figli rinchiusi in carcere, o affidati a comunit� �chiuse�, semplicemente perch� hanno fumato uno spinello, o hanno scambiato qualche grammo di �fumo� con un amico.
Il carcere in questi casi lo riteniamo inadeguato e nocivo: chi usa droghe non � un criminale ma lo diventa nel momento in cui vige una legge che lo etichetta come tale.
Questa per noi non � la soluzione!!!!

.....- CONCERTI - INFO POINT - MOSTRE -..... PER INFORMARSI , INFORMARE ED AGIRE CONTRO CHI VUOLE LA ZERO TOLLERANZA ED UNA CRIMINALIZZAZIONE DELLE NOSTRE VITE

vedi volantino nella sezione EVENTI!


20/03/06: SCHIO Presentato quasi dieci mesi fa in una pubblica assemblea dal gruppo della sinistra radicale con l'avallo dall'amministrazione Dalla Via, si trova ora in una fase di stallo
Spazio sociale di Libera Zone, piano "congelato"
�Pi� volte abbiamo invitato gli amministratori ai nostri incontri aperti a tutti, per dialogare assieme, per� non si sono fatti vivi�

Schio
Centro sociale s�, centro sociale no. Il progetto di uno spazio sociale autogestito in citt�, presentato quasi dieci mesi fa (il 25 maggio) in una pubblica assemblea a palazzo Toaldi Capra, dal gruppo della sinistra radicale Libera Zone, con il significativo avvallo dall'amministrazione Luigi Dalla Via, � in una fase di stallo. Sul progetto sembra calato il silenzio degli amministratori, con un certo disappunto di Libera Zone. Elga Balestro, Enrica Magoni e Cristina Sassaro, come portavoci di Libera Zone, non nascondono la delusione per una apparente disaffezione degli amministratori. "Prima della presentazione pubblica dello scorso 25 maggio, abbiamo portato il progetto organico all'attenzione dell'amministrazione comunale, non certo per imporlo, ma -spiegano- per iniziare un comune dialogo, una collaborazione per dare vita ad uno spazio autogestito, cos� da fornire un aiuto sociale, sopratutto alle fasce pi� deboli e per riqualificare la vita delle persone pi� disagiate. Per dare un concreto aiuto umano". In sostanza cosa avete chiesto all'amministrazione? "Di avviare una trattativa per ricevere uno stabile in comodato gratuito. Con gli amministratori abbiamo parlato anche della discolazione della possibile sede, tra gli stabili in disuso di propriet� comunale. Le spese di gestione sarebbero coperte con nostri finanziamenti, da lavoretti, iniziative e proposte. Il Comune non solo ha dimostrato interesse nel nostro progetto, ma ci ha incoraggiato a proporlo alla cittadinanza". Parole lusinghiere, che vi hanno entusiasmato. "Per come abbiamo discusso il Comune avrebbe dovuto valutare vari stabili, per darci una risposta in merito, positiva o negativa. Siamo ancora in attesa di un seguito alle belle parole. Pi� volte abbiamo invitato gli amministratori ai nostri incontri aperti a tutti, per dialogare assieme, per� non si sono fatti vivi". Non vi � sorto il dubbio che l'interesse dell'amministrazione un anno fa, in tempo di elezioni Regionali, sia stato forse dettato dalla possibilit� di garantirsi i vostri voti, mentre ora � in silenzio, nell'attesa che passi il 9 aprile? "Non crediamo che la situazione sia questa, anche se qualche dubbio pu� pure esserci, considerato il silenzio. Il Comune sa che siamo nell'attesa di una risposta, per sederci attorno ad un tavolo. Non attendiamo subito un s�, ma la disponibilit� ad un dialogo costruttivo a favore della cittadinanza". Al momento cosa fate? "Proponiamo continuamente incontri pubblici, momenti musicali, di spettacolo e dibattito. Il prossimo � in calendario nel pomeriggio di domenica 26 marzo in piazza Falcone e Borsellino. Per un momento di festa per dire il nostro no alla Legge Fini sulle droghe. Quel giorno attenderemo gli amministratori cittadini, per proseguire nel dialogo". L'amministrazione comunale ha avviato con Libera Zone una trattativa che deve trovare una soluzione, possibilmente prima delle elezioni Provinciali della primavera 2007.
Vittorino Bernardi
 


28/02/06: DOMENICA 5 MARZO TUTTI IN PIAZZA FALCONE BORSELLINO A SCHIO PER DIRE NO AD UNA LEGGE INGIUSTA E ANACRONISTICA COME IL DDL FINI!

.....- CONCERTI - INFO POINT - MOSTRE -..... PER INFORMARSI , INFORMARE ED AGIRE CONTRO CHI VUOLE LA ZERO TOLLERANZA ED UNA CRIMINALIZZAZIONE DELLE NOSTRE VITE

vedi volantino nella sezione EVENTI!


13/02/06: Parte la rassegna cinematografica del progetto "Nuovo CinemaAutogestito" con proiezioni ogni giovedì presso il circolo operaio "il Bruco" a Magrè di Schio. Per maggiori informazioni visita la sezione EVENTI!
Pubblicato il nuovo capitolo della storia del bao scledense, precipitati a leggerla nella sezione interamente dedicata al BacoBao!


23/01/06: Eravamo più di mille Giovedì a sfilare in corteo per esprimere tutto il nostro dissenso all'apertura della Gendarmeria Europea ,che doveva avvenire in questa data ,ma che è stata rinviata a lunedì 23! L' apertura della Gendarmeria ,che soliti hanno tentato di far passare "in sordina" e hanno prontamente riinviato perchè coincidente con la Fiera dell'oro(...?....) trova la nostra più convinta opposizione in quanto essa rappresenta , prima di tutto, l'ennesima tappa della guerra globale e permanente:la guerra delle guerre umanitarie , della guerra preventiva ,... Noi abbiamo da sempre posizione ferma rispetto alla guerra:NO CATEGORICO AD OGNI GUERRA!
Non possiamo quindi accettare la creazione di questa forza militare internazionale europea che falsamente parla di "peace keeping"(portare pace)!
La Gendarmeria si inserisce, inoltre ,in un processo di militarizzazione del territorio di Vicenza.
Il che vuol dire anche maggiore controllo .... e qui si apre la parentesi del controllo sociale che già si è insinuato nelle nostre vite(vedi videosorveglianza) e che ,probabilmente, nei piani di qualcuno ci vedrà in un futuro, più o meno prossimo tutti schedati ,inseriti in banche dati internazionali...solo per il semplice fatto di esistere!

Dietro allo striscione d'apertura "K2:Spazi liberati contro la guerra", il furgone con il sound sistem,da cui si alternavano musica ed interventi! Poi il corteo! Preceduto dagli scudi con immagini di Genova e della realtà dei cpt ,un fiume di gente:molti studenti medi di Vicenza e dall'alto vicentino, compagni di Venezia, Padova,Verona,Trento,ecc. ha attraversato il centro della città , dritto verso la Caserma Chinotto! Davanti allo stabile decine di camionette e polizia e carabinieri in assetto antisommossa. Il corteo è passato tutt'attorno alla caserma e un fitto lancio di uova l'ha colorata di rosso...rosso come il sangue che qui si addestrerà a spargere,mentre il fitto fumo dei fumogeni l'avvolgeva.Qualche fuoco d'artificio è stato fatto scoppiare sopra allo stabile...come per segnalare il luogo della vergogna...una vergogna che non possiamo far passare nel silenzio! Il corteo passa lento ,costeggia i muri della caserma e su di essi lascia la propria traccia :"stop golbal war" viene scritto con la bomboletta e così anche molti altri messaggi!

La manifestazione si è conclusa al K2 , uno spazio occupato (e vivo) da giorni! Spazio libero dalla guerra....
libero dalle logiche della guerra come il mondo che vogliamo e per cui lottiamo!

Andate a vedere le FOTO della manifestazione!

06/01/06: Il 19 gennaio Vicenza sarà protagonista dell'ennesima tappa dello sviluppo della guerra
globale permanente e della progressiva militarizzazione del territorio berico.


Il Treno NO WAR per Vicenza partirà da Schio alle 8:48, e da Thiene alle 9:00.

Sarà il giorno dell'inaugurazione del comando centrale della Gendarmeria Europea  (Eurogendfor), nuova forza intranazionale istituita dall'Unione Europea allo scopo di condurre "missioni di polizia in operazioni di crisi".
Questa nuova forza militare Europea avrà quindi il preciso compito di agire nei contesti sanguinosi delle cosidette "guerre umanitarie" e sarà il nuovo strumento per esportare
la "democrazia occidentale" e la "libertà duratura" nelle varie regioni del globo.
Questa Gendarmeria sarà composta solamente dalle forze di polizia militarizzata di alcuni paesi Europei, quindi non le semplici forze di polizia ma i reparti militari con compiti e
addestramenti di guerra.
A coinvolgere le proprie forze nella Gendarmeria Europea sin dalle prime fasi sono poi solamente 5 Paesi (Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Olanda) e a farne parte sono
alcuni tra i reparti di polizia militarizzata più noti per la loro brutalità: dalla Gendarmeriè Francese protagonista recentemente della repressione delle proteste nelle banlieus, alla Guardia Cìvil Spagnola, fino ai Carabinieri nostrani, quelli di Genova, della Val di Susa, che hanno ucciso Carlo Giuliani e "annichilito" iracheni.
Costruire una forza Europea di polizia militarizzata fa parte della volontà dei governi europei di essere sempre più presenti sui vari scenari della guerra globale e del business per il controllo delle risorse e della ricostruzione.
Per realizzare questo progetto il governo italiano e in particolar modo il ministro Martino hanno messo a disposizione la ex-scuola di addestramento per carabinieri "Chinotto" e personale qualificato.
Vicenza diverrà acora di più una vera e propria città militarizzata, ottima per l'addestramento alla guerra globale permanente. Si troveranno così a fianco a fianco Camp
Ederle, la terza base Usa più grande d'Italia, gran parte dell'aereoporto civile concesso alle forze americane, 2 villaggi militari, depositi di armi e di missili a Lerino e nei colli Berici ed infine anche la gendarmeria Europea. A Vicenza si incroceranno quindi diverse forze militari a più livelli coinvolte nelle guerre e nelle missioni di polizia internazionale a base di bombe al fosforo e torture agghiaccianti.

A tutto questo noi vogliamo urlare il nostro più totale dissenso e la volontà e determinazione di opporci alla trasformazione della nostra città in un centro strategico per
l'esportazione dell'orrore della guerra globale. Resisteremo a chi ci vorrebbe "embedded", silenziosi e conniventi con chi organizza nuovi miliziani per proseguire le aggressioni e le speculazioni nelle varie parti del mondo.
Noi siamo quelli che, quando transitavano treni carichi di carriarmati e armi, abbiamo usato i nostri corpi per cercare di impedire di trasformare la nostra terra, le nostre strade e
ferrovie nelle servili retrovie di una forza guerrafondaia.
Siamo quelli che non vogliono più vedere il filo spinato e le reti a nascondere i missili e le bombe Usa a Camp Ederle; non vogliamo che dagli aeroporti decollino bombardieri per ammazzare persone che cercano dignità e non vogliono truppe d'occupazione (marines o
carabinieri che siano).
Siamo quelli che a causa della nostra opposizione alla guerra e alla militarizzazione del territorio siamo continuamente sotto processo in Tribunale.
Siamo quelli che da sempre chiediamo il ritiro immediato di tutti i soldati dall'Iraq perchè non vogliamo abituarci all'orrore della guerra globale.
Noi siamo quelli che non vogliamo delle milizie europee pronte ad esportare violenza e
repressione spacciandola per pace e democrazia.
Noi siamo quelli che vorrebbero Vicenza una città aperta, solidale dove al primo posto ci
siano diritti e dignità e non guerra e denaro.

NUOVO CAPANNONE SOCIALE,
ASSOCIAZIONE YA BASTA! Vicenza,
COORDINAMENTO STUDENTESCO VICENZA,
COORDINAMENTO LIBERAZONE Altovicentino
COLLETTIVO STUDENTESCO Thiene-Schio


Andate nella sezione  EVENTI per il volantino


16/12/05: Ravenna Occupazione della CMC

Oggi ci siamo ritrovati in 200 con un preciso obbiettivo: entrare e non permettere l�ingresso alla CMC, ossia la Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna.
Vi starete domandano: �Cosa c�è di male in una cooperativa il quale statuto riporta nell�oggetto sociale l�obbiettivo dello �sviluppo della sicurezza dell�ambiente fisico e sociale�, nonchè la determinazione a dimostrare che la �responsabilità dei costruttori che hanno a cuore l�ambiente la sicurezza dell�ambiente fisico e sociale� ?�. Di male invece ce nè, e tanto.
La dirigenza della Cmc ha infatti deciso di partecipare ad un appalto pubblico, che prevede la costruzione del tunnel esplorativo nel cantiere di Venaus! Avete capito bene�un appalto che riguarda la costruzione delle linee dei Treni ad Alta Velocità!
Gli abitanti e le comunità dei territori sui quali impatterà il progetto sono convinti che questo non porterà alcun beneficio anzi, devasterà il territorio e metterà a repentaglio la loro stessa salute.
Oggi in 200 siamo entrati dal cancello della cooperativa, lo abbiamo chiuso e legato, impossibilitandone l�entrata, e abbiamo appeso uno striscione esterno: STOP TAV. Poi ne abbiamo appeso altri sullo stabile che ospita gli uffici, mentre muri, cartelli, finestre e quant� altro appartenesse alla cooperativa venivano �decorati� con frasi come �No TAV�, �CMC complice�, �libera circolazione delle persone e non delle merci� e molte altre (guardate la sezione foto).
La TAV nasconde una vocazione sviluppista del progresso e in nome di questo sacrificherebbe i diritti delle persone nonchè l�ambiente.
Perchè non potenziare semplicemente la linea ferroviaria già esistente, risparmiando soldi pubblici, la quale è ben noto che è sotto utilizzata? (lo testimoniano gli abitanti della valle che vedono passare sotto i loro occhi ogni giorno treni, destinati al trasporto dei TIR, quasi vuoti).
Tutto questo è stato riferito, da una nostra delegazione, al presidente della cooperativa, Matteucci, il quale ha detto che valuterà una possibilità di incontro con soci e CDA, nonchè di incontrare una delegazione di �No TAV� della Val Di Susa per portare avanti un confronto.
Siamo stati soddisfatti di questo anche se sappiamo, come le persone che hanno lottato e che ogni giorno combattono contro quest� atrocità, che non è finita.
Ma sappiamo anche (come c�è scritto nella raccomandata consegnata a mano oggi) che la dignità, la salute, l�ambiente e i diritti delle persone sono faccende troppo serie per essere delegate ad altri, vanno assunte fino in fondo personalmente: ognuno ne è responsabile, come soci di una cooperativa più grande chiamata Mondo.
Chiediamo alla CMC di abbandonare il progetto e di ritirarsi da questa guerra, che si compie in Val di Susa, svolta in nome di interessi economici, e nulla più!
RESISTERE PER ESISTERE!!
�PERCHè, A VOLTE, RITIRARSI NON SIGNIFICA TORNARE INDIETRO MA RICOMINCIARE!�

Andate a vedere le FOTO!


03/11/05: Da "IL GIORNALE DI VICENZA"

di martedì 01 novembre 2005 provincia pag. 20


Amministratori cauti per non ripetere l�errore del centro sociale


�Dov�è lo spazio autogestito?�


Un gruppo di esponenti di �Libera zone in comune

 

di Angela Salviato



Irrompono in municipio per chiedere spazi sociali autogestiti. E trovano gli assessori disponibili al dialogo. Una ventina di ragazzi appartenenti al coordinamento �Libera Zone� si sono dati appuntamento in Comune: �Siamo qui a pretendere risposte chiare in merito ad una trattativa iniziata mesi fa - spiega Cristian Moresco, portavoce del gruppo -. Abbiamo presentato pubblicamente al Toaldi Capra un progetto di spazio sociale autogestito, invitando anche le autorità ma non abbiamo ancora capito la posizione ufficiale del sindaco e della giunta sulla possibilità o meno di poterlo realizzare�.
Davanti al Comune, tra i pochi presenti durante la lettura del comunicato, l'assessore alle politiche culturali, Flavio Bonato, ha espresso la necessità di discuterne assieme per trovare una soluzione, dicendo però che non vuole commettere gli errori del passato.
�Il tema degli spazi sociali ha animato spesso il dibattito nella vita della città, negli ultimi decenni - ha sostenuto l'assessore -. Va considerato che i vari tentativi di creare un centro sociale, in passato, hanno dato esiti non sempre positivi. Servono strumenti per coinvolgere più persone e non per creare dei ghetti�.
In attesa che arrivi una risposta definitiva dall'Amministrazione, anche Lorena Tagliapietra, consigliere dei Verdi, presente durante la manifestazione, ha esposto la sua posizione: �Noi abbiamo sempre tenuto in considerazione il problema degli spazi sociali, che fa anche parte del nostro programma elettorale. Il progetto di �Libera Zone� merita attenzione e quindi abbiamo intenzione di appoggiarlo, cercando una collaborazione per escogitare una formula diversa dal �centro sociale� che evoca brutti ricordi negli scledensi�. Il riferimento è all�esperienza degli anni �90 nel capannone di via Martiri della Libertà, naufragata per mancanza di stimoli e di partecipazione.


24/10/05: Sabato 15:
Striscione pronto. Il messaggio è diretto :
VICENZA NON VUOLE I FASCISTI
Dallo stadio partiamo per raggiungere le altre realtà radunate in piazza Matteotti!!!
...Ultimi preparativi ....cominciano gli interventi...si comincia a volantinare...manifesti con scritto "Fiore ci sono cose che non vanno in prescrizione" vengono attaccati da tre senzavolto come tanti.....il corteo inizia!!!
Camminiamo per le vie di questa città che oggi si sporca , si macchia ....una di quelle macchie che sono proprio brutte....che si devono assolutamente togliere...perchè sono quelle macchie che intaccano tutto...come una malattia:si inaugura oggi la nuova sede di forza Nuova!!!! Dal nostro megafono escono varie voci :studenti , cub, capannone sociale, libera zone, ecc SIAMO TUTTI CONVINTI/E CHE NON VOGLIAMO IN CITTA' SPAZI DI PURO RAZZISMO, INTOLLERANZA!!!COME SI PUO' PERMETTERE CHE QUESTA FECCIA (perchè questo e non altro possono essere i fasci)CHE VUOLE E AGISCE PER UNA SOCIETA' CHIUSA E CONTRO OGNI FORMA DI LIBERA INDIVIDUALITA' APRA UNA SEDE????
Sul loro volantino di inaugurazione ,infatti, si legge che loro vogliono allargare il loro giro,vogliono praticamente "ripulire" la città dal degrado(....immigrati ovunque,droga,omossessuali,ecc...)in nome dei valori della tradizione (??????) e scrivono pure che la siocietà multiraziale è solo un'utopia e che multirazziale = multiconflittuale!!!!
INSOMMA UN LUOGO DI MERA IGNORANZA NELLA NOSTRA CITTA'!!!! "Persone" legate ad un passato che tanti di loro non hanno neanche vissuto...."persone" che sfilano in zona centro con bandiere che in realtà non servivano che a mascerare bastoni di ferro(guardate le foto su mediablitz)...caschi sui gomiti (tipico abbigliamento per l'inaugurazione di una sede).
Durante tutto il corteo le nostre 250-300 voci si sono unite in mille cori!!!
...nessun momento di tensione...
Dopo una lunga attesa sotto la basilica... ecco il via....pochi passi e siamo in piazza delle poste! I manifesti di alternativa sociale staccati durante il corteo dai muri della nostra città bruciano e il fumo rosso dei fumogeni colora la piazza!!!!
qui poco fà c'erano una cinquantina di fasci e il sindaco (anche questo è veramente inacettabile e vergognoso)....MA ORA CI SIAMO NOI!!!!ABBIAMO RIPRESO LA PIAZZA!!!!VICENZA NON SARA' MAI FASCISTA COME NON LO E' STATA IN PASSATO!!!!
VICENZA GUARDA AL FUTURO NON AL PASSATO!!! E NON SARA' CERTO UN FUTURO FASCISTA!!!! LA NOSTRA EUROPA NON HA CONFINI...E NEMMENO VICENZA LI AVRA'!!!


18/10/05: Mercoledì 19 ottobre - Boicotta Marzotto!

Giornata di iniziativa nel Veneto contro la precarietà imposta dalla Marzotto con 125 licenziamenti a Schio e il licenziamento per rappresaglia antisindacale a Valdagno (VI) di un delegato RSU della CUB, Daniele. In questi giorni la CUB assieme agli Sportelli degli Invisibili ha dato vita a scioperi "a sorpresa", riuscitissimi, negli stabilimenti della Marzotto per ottenere il ritiro dei licenziamenti e la riassunzione di Daniele. Mercoledì 19, giornata nazionale contro la precarietà e in preparazione dello sciopero generale della CUB e del sindacalismo di base del 21 ottobre, ci saranno in molte città del Veneto presidi informativi presso i punti vendita dei prodotti Marzotto: Valentino, Marlboro, Uomolebole, Borgofiori, Tessuti Marlane, Lanerossi, Gabello Tessuti, Folco lane, Tessuti Sondrio.
Saranno invitati tutti gli acquirenti di questi negozi ad astenersi dagli acquisti ed ad inviare e-mail di protesta contro la politica aziendale della Marzotto e per la riassunzione di Daniele a: marzotto@marzotto.it

La presentazione dell'iniziativa insieme a Celesta Giacon, ADL invisibili Padova.


13/10/05: SABATO 15 OTTOBRE 2005
Ritrovo ore 17 PIAZZA MATTEOTTI


Mobilitazione antifascista contro l'apertura della sede di Forza Nuova a Vicenza

Ci risiamo.
Speravamo che fossero finiti gli anni in cui i fascisti ed i nazisti potevano imperversare per le vie della nostra città; pensavamo che il lugubre corteo del Veneto Fronte Skinhead, l'occupazione della Rocchetta da parte di Forza Nuova, assieme al tristemente ampio corollario di minacce, intimidazioni e aggressioni, che avevano reso intere zone del centro storico intransitabili, fossero scampoli di memoria destinati a non fare ritorno.
Insomma speravamo che la spazzatura fosse stata smaltita, mentre invece dobbiamo prendere atto che si è riciclata per tornare ad insudiciare le nostre strade.
Tutto questo ci disturba, perch� sappiamo fin troppo bene di che pasta sono fatti i personaggi che stanno dietro l'apertura di questa joint- venture tra Forza Nuova e Azione Sociale: una schiera di vigliacchi e prepotenti, che in una città più che mai bisognosa di integrazione e dialogo, non porteranno altro che odio e paura.
Non li vogliamo: a Vicenza non ci deve essere, e non ci sarà nessuna agibilità per questi rifiuti del passato.
Vogliamo continuare a fare quello che abbiamo fatto negli ultimi anni, e cioè fare del nostro meglio per rendere Vicenza una città più aperta, più civile, più libera, e non abbiamo neanche un minuto da perdere per le bieche provocazioni di questi individui.
Per questo Sabato, in occasione dell'apertura della nuova sede di Forza Nuova e Azione Sociale, attraverseremo, senza accettare alcun divieto alla nostra libertà di movimento da parte delle forze dell'ordine, il centro di Vicenza, per spiegare alla città chi siano veramente questi nuovi coinquilini. Ma anche per dir loro che non li vogliamo, e che nelle nostre strade per loro non ci sarà nessuno spazio.
Vicenza non vi vuole.

ANTIFASCISTI/E IN MOVIMENTO

ricordiamo che venerdì 14 ottobre alle 20.30 nella sede della Rdb-Cub a Vicenza (sotto lo stadio) si svolgerà un'assemblea in preparazione all'iniziativa.


29/09/05: Come tutti vi aspettavate (almeno per quelli di voi che si sono persi questo festone)....vi raccontiamo come è andata la festa dell'autogestione!!!!

Apertura alla grande con don gallo , bettin e cristian...la serata di mercoledì è stata una scarica di energia che ha affrontato il tema dell'autogestione sotto vari aspetti!!!
AUTOGESTIONE: L'importanza di una alternativa per i giovani come proposta che parte da essi stessi , come modalità di gestione di luoghi , di attività, di progetti,...di persone!!autogestione anche come responsabilizzazione!!! Non si è mancato di sottolineare che "molte"(è un eufemismo) volte, l'autogestione di uno spazio è una proposta che si cerca di non ascoltare, di evitare nella speranza che cada nel dimenticatoio...
Non si è potuto non riconoscere ,inoltre, che ad una serata così importante non fosse presente nessun assessore e nemmeno il sindaco...infatti dell'amministrazione era presente solo un rappresentanza dei verdi!!!
La tematica degli spazi autogestiti, filo conduttore di tutta la festa, ci ha portati al giovedì con la proiezione del video di Mediablitz e di quello che descrive il percorso di liberazone negli ultimi anni!!!!
come da programma venerdì e sabato le note ska reggae di skavesà, atletico spoleto, skamaleonti e local motion hanno dato un tocco di "festa sulla spiaggia" al festival....clima di festa , di relax e divertimento...che cocktail!!!!! a variare i ritmi ci hanno pensato i due dj post concerto...che con break beat e d'n'bass ci hanno fatto ballare e "sballare"!!!
non dimentichiamo (e anzi come tutti gli altri gruppi ringraziamo ) border line , haightball e unbreath...che con i loro pezzi hanno fatto vivere la festa sabato pomeriggio!!!!
serata di cultura e informazione domenica con THE CORPORATION....i commenti sarebbero troppi o forse sempre troppo pochi sul funzionamento di questo skifose multinazionali...unica cosa da fare INFORMARSI,INFORMARE E BOICCOTTARE!!!

Questo è un po' il sunto della festa che però vi assicuro non è come averla vissuta!!!!è stata per tutti noi una soddisfazione....MA NO CI SI DEVE ACCONTENTARE!!!!
PENSATE CHE QUELLO CHE SONO STATI QUESTI CINQUE GIORNI DI DIVERTIMENTO, DI LIBERA ESPRESSIONE, DI INFORMAZIONE, DI DIBATTITO, DI CULTURA, DI RAPPORTI,...POTREBBE ESSERE OGNI GIORNO!!!!
....CONTINUIAMO A LOTTARE PER UNO SPAZIO AUTOGESTITO!!!!


15/09/05: ELEZIONI PRIMARIE........ anche noi, abbiamo il nostro candidato alle primarie!
Finalmente abbiamo un leader che ci porterà verso un mondo migliore!
Sapete chi è??????
...Siamo tutti noi! perchè la persona che andrà a sfidare Prodi e compagnia bellatrà un mese è allo stesso tempo uomo e donna, lavoratore precario e disoccupato, immigrato regolare e clandestino, eterosessuale ed omosessuale, detenuto, tossicodipendente, prostituta, studente precario e .......ribelle! Questo leader avrà un passamontagna arcobaleno perchè è matematicamente impossibile mostrare il volto di milioni e milioni di persone che da Seattle in avanti, stanno tentando di costruire un nuovo mondo. Un solo viso non può rappresentare quella moltitudine che disobbedisce alla guerra globale, che lotta per il diritto alla casa, il diritto al lavoro, per i diritti di cittadinanza; appunto per questo sarà un CANDIDATO SENZA VOLTO, non rappresenterà nessuno, rappresenterà tutti noi, uno ad uno, con i propri problemi, con i propri sogni, con i propri bisogni e con i propri desideri. I principali saranno i 5 punti fondamentali del programma del "senza volto", 5 punti irrinunciabili per rilanciare quella speranza democratica che il governo destroide ha portato al largo: 1.amnistia e depenalizzazione dei reati sociali e minori; 2.chiusura immediata dei C.P.T. e diritti di cittadinanza per i migranti; 3.diritto al reddito, alla casa e alla formazione; 4.ritiro immediato delle truppe e rifiuto della guerra; 5.antiproibizionismo e rifiuto del DDL Fini.
CANDIDATO "SENZA VOLTO" PERCHE' IL PROTAGONISMO POLITICO NON PARLA DI FATTI CONCRETI!

Guarda il video "Un passamontagna arcobaleno tutto da scoprire"

Per maggiori info andate al sito: www.globalproject.info


13/09/05: Anche quest'anno ci sarà la festa promossa ed organizzata da tutte le realtà ribelli vicentine. L'anno scorso era stata il punto fermo della lotta che da anni stiamo portando avanti sui nostri territori, e cioè quella legata agli spazi sociali. Quest'anno, ovviamente, lo sarà ancor di più! Diventerà il luogo fisico di confronto, di discussione, che conterrà al proprio interno tutti i nostri sogni, tutti i nostri bisogni e tutti i nostri desideri...il sogno di un'altro mondo...il bisogno di reddito, di diritti e dignità per tutti....il desiderio di libertà! Rappresenterà in piccolo, l'esempio concreto di uno spazio autogestito a tutti gli effetti; rappresenterà in grande l'esempio "cosmico" dell'altor mondo possibile che tutti noi vogliamo. Sarà il vascello "PIRATA" che ci porterà "ALL'ARREMBAGGIO DELLA LIBERTA'!"

08/09/05: E' disponibile il volantino con il programma dettagliato del FESTIVAL DELL'AUTOGESTIONE. Vai nella sezione EVENTI!


03/09/05: IMPORTANTE: Il FESTIVAL DELL'AUTOGESTIONE è stato spostato alla settimana sucessiva a quella prevista.
Vi aspettiamo dunque a SCHIO (VI), Zona Compagnola, dal 21 al 25 SETTEMBRE!
Per il programmma del Festival tenete d'occhio la sezione EVENTI!


30/08/05: È in fase di progettazione e realizzazione il FESTIVAL DELL'AUTOGESTIONE che avverrà presso l'area verde, ZONA CAMPAGNOLA, davanti alle piscine, SCHIO (VI) dal 14 al 18 SETTEMBRE.
Per la bozza non ancora definitiva del programma visita la sezione EVENTI


21/08/05: 27 agosto - 10 settembre 005: GlobalBeach 005 - La spiaggia dei pirati contro la guerra
info @ http://www.globalbeach.org/,volantino nella sezione EVENTI!

 

28/07/05: Visitate subito la sezione EVENTI per il manifesto dell'ISOLON!!!


21/07/05: Ieri, a 4 anni dalla morte di CARLO GIUGLIANI, si è svolto il presidio davanti alla prefettura di Venezia per l'interrogatorio dei 4 compagni che giorni fa sono stati svegliati dalla polizia postale verso le 7 di mattina e portati in questura, accusati di terrorismo secondo l'articolo 280 bis(atti di terrorismo perpetrati dall'uso di ordigni micidiali emateriali esplodenti!). Dopo aver percuisito le loro case, hanno sequestrato i loro computer e rilasciati verso l'una dandogli appuntamento a ieri per l'interrogatorio. Molte persone provenienti da varie realtà del territorio si sono raggruppati davanti alla questura per sostenere ed accompagnare i compagni, ma anche per gridare VERGOGNA a questo scempio di abuso per cercare di criminalizzare tutte quelle persone che vogliono esprimere il proprio dissenso alla guerra. I veri terroristi sono quelli che continuano ad alimentare la guerra globale permanente, da una parte bombardando, dall'altra restringendo la libertà e colpevolizzando il movimento cercondo di crearsi alibi addossando le colpe a chi cerca la vera pace, la vera libertà e la vera giustizia.
NO ALLE LEGGI SPECIALI!
NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEI MOVIMENTI!
AMNISTIA, INDULTO E DEPENALIZZAZIONE PER LE LOTTE SOCIALI!
E OVVIAMENTE....STOP GLOBAL WAR!!!!!!!


13/07/05: Domenica 10 Luglio: Sono le 9:25 quando accogliamo a Schio il treno dei/delle compagni/e di Vicenza e del Nord-Est.Dopo pochi minuti di saluti e organizzazione partiamo in direzione di piazza Rossi, intonando cori antifascisti e anti-fortezza europa....LA NOSTRA EUROPA NON HA CONFINI SIAMO TUTTI CLANDESTINI!!!! Gli altri manifestanti ci accolgono con un applauso.!!!...sembra quasi impossibile che così tante e diverse realtà siano insieme per la stessa causa...ma davanti ad una questione di così grande importanza come la parata neofascista si mettono da parte i "vecchi rancori" e si "affronta il nemico" insieme! Punto nero (proprio nero) nell'attesa che il corteo inizi è il "passaggio" chiaramente non casuale di un fascio....che poi si scoprirà essere il segretario di alternativa sociale di Bari! Palesemente con l'intento di provocare (in nessun altro modo si può spiegare il fatto che sia passato tra i manifestanti con una celtica d'oro al collo invece di cambiare strada o almeno passare dal lato opposto della piazza) questo individuo ha attraversato il nostro concentramento e alle richieste di allontanarsi ha risposto con insulti e atteggiamenti di sfida...la nostra è stata una ovvia risposta ad una provocazione neo fascista. Questo episodio non ha comunque cambiato il clima della piazza...anzi ha incentivato la voglia di manifestare delle 1000 persone che erano in piazza !!! Dietro allo striscione SCHIO UNITA CONTRO IL NEOFASCISMO , il furgone con sound sistem antifascista seguito dallo spezzone di movimento , cittadini, associazioni e poi da quello dei partiti ,è partito il corteo. I vari interventi che si sono susseguiti durante e dopo il corteo hanno messo in evidenza i motivi e gli obbiettivi del nostro 10 Luglio. Essere in piazza domenica non voleva solo dire NO alla parata! Eravamo tutti lì contro chi porta avanti ideali di razzismo, xenofobia, di odio ,di egemonia ,ideali nazionalisti,di violenza...... Essere lì è stato solo l'inizio di un percorso che al neofascismo e al neonazismo vuole chiudere ogni spazio e soffocarne la voce!!!Essi sono una malattia , un'ostacolo alla creazione di quell' altro mondo possibile per il quale lottiamo da molto tempo!Un mondo equo,multirazziale, nato dalla globalizzazione....la globalizzazione dei diritti , del reddito, dei saperi!!!! Eravamo in piazza e per le vie di Schio per riportare la questione al presente ,per richiamare l'attenzione sui nuovi lager : I CPT ,al cui proposito c'è stata una discussione nazionale in Puglia questo week end!!! E sono stati attaccati sui muri della città le immagini di questi luoghi di negazione dei diritti!!!!! Eravamo a Schio domenica anche per ribadire che il vuoto pneumatico attuato in questi anni ( e che l'amministrazione e il sindaco volevano fosse riproposto) non è servito a niente se non per dare ancora più spazio ai neo fascisti,che ogni anno arrivano in numero sempre maggiore e strumentalizzano un evento passato per sventolare le loro bandiere. Durante gli interventi è stata anche duramente criticata la posizione del questore,che non si fa problemi quando si tratta di sgomberare centri sociali, ma chiama legale la parata neofascista. Passati davanti alla stazione siamo poi risaliti verso la piazza , passando davanti al pub che il giorno prima aveva ospitato la conferenza della Mussolini ...dopo essere stato ripulito dal letame che qualche ignoto aveva generosamente lasciato in dono!
Ritornati i piazza Rossi ,dopo altri interventi,e venti minuti di cori intonati contro i fasci che a poche centinaia di metri davanti alla biblioteca gridavano il loro "presente",è cominciato ill concerto dei c.s.c.h.!!!! Verso le 1500 pienamente soddisfatti della giornata abbiamo lasciato tutti insieme la piazza e scesi in stazione abbiamo salutato i compagni che risalivano sul treno!!!
Non sarebbe neanche da commentare ciò scritto dalla stampa locale e ciò detto dai telegiornali! Come al solito hanno puntato l'attenzione sugli episodi che "fanno più notizia", facendo passare quella al barese per una immotivata agressione e sottovalutanto l'agressione dei fasci ad un ragazzo "colpevole" di indossare la maglietta di emergensy,tralasciando completamente una descrizione della manifestazione e soprattutto delle molte questioni che abbiamo voluto portare in piazza.Hanno evitato tutte queste fondamentali informazioni puntando l'attenzione esclusivamente sul numero di agenti in città, sul numero dei manifestanti rossi e su quello dei neri (parole usate dal giornale di vicenza),ecc
. In conclusione ci riteniamo realmente e orgogliosamente soddisfatti di tutto ciò che siamo riusciti a muovere...e soprattutto delle realtà e singole persone ( anche molti cittadini + o - giovani di Schio) che "si sono coinvolte" e abbiamo coinvolto.....solo nel Veneto!!!

RICORDIAMOCI PERO' CHE IL NEO FASCISMO NON C'E' SOLO IL 10 LUGLIO , MA C'E' SEMPRE....E CHE QUINDI ANTIFASCISTI SI E' OGNI GIORNO!!!!!!!!!!!

Andate a vedere le FOTO del corteo!


04/07/2005: Sabato pomeriggio, come accordato, ci siamo trovati sotto la prefettura di Vicenza.
Circa un centinaio di persone si son radunate davanti, per imporre dal basso il divieto assoluto della parata neofascista prevista per il 10 luglio a Schio.
La parata va vietata:
-perchè è sempre stata illegittima e oggi ancor di più visto il patto di riappacificazione che rende ancor più visibile la strumentalizzazione dell'eccidio.
-perchè chi la organizza è simile di attitudine,di ideologia a quei soggetti che amazzarono DAX, a quei soggetti che hanno accoltellato vari militanti dei centri sociali, a quei soggetti che hanno incendiato, piazzato bombe e devastato diversi centri sociali in tutta italia
-perchè stà per diventare una vetrina nazionale d'indottrinamento che porta avanti politiche opressive e di repressione e che hanno come principi il razzismo, l'intolleranza e la xenofobia
-perchè è anticostituzionale ed illegale. Appunto per questo, visto il "pallino" del prefetto di ristabilire la legalità quando si tratta di sgomberare i centri sociali, oggi è ancor più necessario ristabilirla questa legalità....vietando il corteo neofascista.
Questi i punti chiave di ieri pomeriggio, scanditi al megafono, durante l'affissione degli striscioni sulle finestre e sul portone della prefettura. Terminato il presidio, abbiamo raggiunto i fratelli e le sorelle migranti che manifestavano per i diritti di cittadinanza e il diritto d'asilo raggiungendo la questura, altra responsabile di autorizzare la parata neofascista. Ci siamo uniti a loro perchè non ci fermiamo sulla sola nemicità ai fascisti, ma vogliamo portare avanti quel conflitto, quelle lotte che portino le nostre città a parlare di reddito, di diritti, di accoglienza, di solidarietà e dignità per tutti, usando questo percorso, come "arma" per bloccare il neofascismo alle radici. In caso la parata fosse autorizzata, invitiamo tutti a scendere in piazza duomo a Schio, domenica 10 luglio verso le 9 per costruire assieme una giornata avversa al neofascismo, una giornata di festa con le comunità migranti per "snobbare" gli obbiettivi dei loschi individui in camicia nera che quel giorno, strumentalizzeranno per l'ennesima volta, l'eccidio di Schio.
coordinamento LIBERA ZONE


28/06/2005: SABATO TUTTI SOTTO ALLA PREFETTURA...
Siamo prossimi oramai, al fatidico giorno del 10 luglio 2005, dove purtroppo, è prevista anche quest'anno la parata strumentale dei neofascisti a Schio. Siamo al culminare del percorso che ci ha visti protagonisti nelle piazze scledensi, dove abbiamo incontrato soggettività diverse che desiderano, sognano, vogliono e pretendono dal questore e dal prefetto di Vicenza, il divieto di un corteo buio che porta avanti ideologie e schemi che non ci appartengono: dall'intolleranza alla xenofobia, dalle politiche di repressione al razzismo. Per questo, sabato 2 luglio 2005 verso le 17, a 8 giorni dalla parata, dovremmo esserci tutti, davanti alla prefettura per "vietare dal basso!", questi fenomeni che non fanno altro che danneggiare e regredire la nostra società , già di per se, molto malata. Chiederemo a gran voce al Prefetto di vietare l'illegittima commemorazione neofascista, ancor più illegittima quest'anno dopo il patto di riappacificazione stipulato dal sindaco di Schio, A.n.p.i., A.v.l. e famigliari delle vittime dell'eccidio.

Il treno antifascista partirà da Schio alle ore 15:30

Per una città tollerante ma ancor di più accogliente, per una città di diritti e di solidarietà...
Per il MANIFESTO andate alla sezione EVENTI

...Ragazzi/e del COORDINAMENTO LIBERA ZONE


22/06/2005: SCHIO, 21 GIUGNO 2005
Siamo qui oggi, davanti al municipio di Schio, luogo istituzionale simbolo della città e dei cittadini, perchè riteniamo necessario che la questione della parata neofascista del 10 luglio riguardi, oltre l'amministrazione, le istituzioni ed i partiti politici, anche le associazioni, i movimenti e singoli cittadini.
Noi, come movimento che parte dal basso, non vogliamo fermarci a questa data, ne tanto meno porci come testimonianza o autorappresentazione, bensì vogliamo dare vita ad un percorso che parla alla città, che non chiude la discussione in assemblee interdette alla società civile, alla cittadinanza. E' per questo che domani sera alle ore 21 faremo un'assemblea pubblica allargata proprio qui davanti, dove chiunque possa esprimere le proprie idee, i propri pensieri per dare un contributo forte al divieto della parata neofascista. Un percorso capace di attraversare i luoghi fisici della città di Schio, comunicando, contaminandosi con altri, costruendo un luogo politico capace di leggere giorno per giorno le evoluzioni di ciò che abbiamo fatto, a partire da oggi, e che abbiamo definito "Il conto alla rovescia". Siamo ben consapevoli e prendiamo atto che esistono due importanti dati rispetto agli anni scorsi:
1-il patto di riappacificazione firmato da famigliari delle vittime, ANPI, AVL e Sindaco
2-le prese di posizione del centrosinistra, con la conseguente raccolta di firme, e del centrodestra, che chiedono a questore e prefetto di vietare la parata dei neonazisti. Un dato, questo, che non va sottovalutato, e che rivela la contraddizione aperta negli ultimi mesi, che ha cambiato lo spettro di ragionamento in città, che vedeva nel vuoto pneumatico l'unica forma di avversità del centrosinistra di Schio contro la presenza dei neonazisti. Dentro questa situazione, quindi, il "conto alla rovescia" si inserisce per essere il motore che "fa agitazione" ed "allarga", per dare un contributo che si slega dalla sola ed unica questione del 10 luglio, portando all'attenzione anche le altre problematiche che investono il paese, e cioè la tolleranza, l'accoglienza, la riappropriazione dei diritti troppo spesso negati, il rispetto delle differenze e delle esigenze del singolo.
Attraverseremo le piazze e le strade della città per sensibilizzare e parlare ai cittadini sul cosa rappresentano i loschi individui che pretendono di sfilare a Schio, che provengono dallo stesso brodo di cultura di quelli dell'attentato al laboratorio sociale Astra di Roma, dell'omicidio di Milano, degli accoltellamenti di Torino e Roma; fatti che disegnano negli ultimi mesi un riprendere delle attività violenta dell'estrema destra.

MER 22 Assemblea allargata
ore2100 Piazza Statuto
SAB 25 Video-inchiesta e volantinaggio informativo

Andate sulla sezione EVENTI per il manifesto!


21/06/2005: Giovedì sera si è svolta la serata dedicata alla situazione argentina al bruco con una breve introduzione dell'associazione Ya Basta e la successiva proiezione del film The Take di Naomi Klein. Il film ha coinvolto e stupito la sessantina di persone presenti in sala, portando sul tavolo le questioni molto toccanti di persone e persone, che causa la crisi, hanno deciso di occupare le fabbriche da dove erano state licenziate, portando con se il desiderio di una vita più degna che si era spenta per colpa del sistema economico basato sul capitalismo e interessi che purtroppo conosciamo anche noi nella nostra società. Al grido "Que se nè vayan todos!" si è creata la possibilità per molte persone di tornare a sognare. Questo documentario mette in risalto come l'autogestione, l'autorganizzazione e le riappropriazione dal basso, siano le uniche possibilità per rimettere in piedi un paese, ovvio, con tutte le difficoltà del caso. In Argentina succede proprio questo, è la dimostrazione mondiale di come solo il popolo e non imprenditori, governatori o giudici riescano a ricucire un paese devastato dalla crisi ,dove una volta si dedicavano a se stessi, andavano in ferie, si divertivano e che ora invece sono senza un tetto, e senza cibo..... Invitiamo tutti ad andarvelo a vedere perchè in un futuro non tanto prossimo, guardando il nostro mondo-lavoro, ci potrà essere molto utile perchè forse toccherà anche a noi gridare e portare per le strade le tre parole che stanno contraddistinguendo l'insorgenza dal basso del popolo argentino: OCCUPA,RESISTI E PRODUCI!!!!!!!!!!!!


26/05/2005: Da "Il Giornale di Vicenza" di Venerdì 27 Maggio 2005

 In palazzo Toaldi Capra
�?Libera Zone�? illustra il progetto del centro sociale
Lo spazio autogestito conterrà la sala concerti la biblioteca e altri ambienti per l�?aggregazione «La Giunta dimostra sensibilità alla proposta»

di Anna Lirusso

Il coordinamento Libera Zone ha presentato a palazzo Toaldi Capra il progetto per la creazione di uno spazio sociale autogestito a Schio, incassando il consenso da una parte della maggioranza. Verdi e Ds, con l�?aggiunta di Rifondazione Comunista, hanno elogiato l�?ambizioso progetto, facendosi carico di sostenerlo in sede amministrativa.
Libera Zone ha esposto, in una sala gremita, quello che è stato definito «un�?alternativa al disagio dei nostri giorni». Il centro sociale prevede uno spazio di aggregazione, discussione e informazione, una sala prove per i gruppi musicali, una sala concerti, una biblioteca e un cineforum, uno sportello di consulenza per soggetti senza diritti, e un laboratorio artistico e multimediale per dare sfogo a forme di cultura diverse. L�?idea è di sviluppare attraverso un lavoro in progress una serie di attività culturali autofinanziate e autogestite che non siano in contrasto con le strutture già esistenti sul territorio e siano slegate dall�?attivismo politico.
«Il progetto è stato consegnato e protocollato in comune - ha spiegato Cristian Moresco, portavoce del collettivo e moderatore del dibattito -. Dagli incontri con il sindaco Luigi Dalla Via e con gli assessori Emilia Laugelli e Flavio Bonato è emersa una certa sensibilità alla nostra proposta ma non abbiamo ancora parlato di siti precisi».
Se e dove sorgerà questo spazio sociale autogestito è quindi ancora da definire e il percorso da affrontare rimane lungo. In città sono ancora scottati dall�?esperienza fallimentare di qualche anno fa nel capannone di via Martiri della Libertà.


26/05/2005: Ieri sera presso il Palazzo Toaldi Capra di Schio (VI) si è tenuta l'assemblea di Libera Zone per la presentazione del Progetto Spazi. All'assemblea hanno assistito una sessantina di persone che, dopo la visione di un Video Documentario tematiche lotta e di conflitto di centinaia di ragazzi dell'Alto Vicentino dal 2001 in avanti, hanno potuto ascoltare sei compagni del coordinamento che hanno illustrato in dettaglio i vari punti su cui fa leva il progetto SPAZIO SOCIALE AUTOGESTITO. L'incontro ha suscitato un forte interesse fra i presenti, tra i quali c'erano persone attive politicamente e nel sociale e alcuni consiglieri comunali, che al termine dell'esposizione hanno dato vita a un dibattito per chiedere chiarimenti, esporre dubbi ma anche per complimentarsi con i ragazzi. Purtroppo è da sottolinearsi la mancanza di rappresentanti delle cariche più alte dell'Amministrazione Comunale, che, pur essendo le persone maggiormente interessate agli sviluppi del progetto, e nonostante l'invito diretto da parte di LiberaZone, non si sono presentate all'appuntamento... Noi comunque continuiamo a portare avanti questo sogno, siamo una realtà sempre più presente sul territorio e non potranno ignorarci per sempre!


22/05/2005: Ieri a Bologna si è svolta la manifestazione per la scarcerazione dei tre compagni arrestati giorni fa per dei fatti accaduti prima della MAY DAY dove gli attivisti avevano occupato simbolicamente un posto e dove avevano distribuito fotocopie gratis cd e dvd per rivendicare la possibilità di rivendicare il diritto ai saperi e quindi la loro circolazione libera senza ostacoli come il copyright. Le accuse sono riassunte nelle considerazioni di essere eversivi!
Da anni stiamo vedendo dinamiche repressive contro chi attraversa i territori portando avanti la rinascita dal basso di cultura e politica che permetta un reale cambiamento verso la democrazia e la giustizia sociale.
In questi giorni lo abbiamo visto a Bologna , ma lo abbiamo visto a Genova, a Roma, a Londra.
La risposta è stata forte visto anche l'aflusso di 7/8000 persone che sono arrivati in piazza Maggiore grindando ad alta voce la liberazione immediata di Vittorio, Carmine e Fabiano.
Le pratiche sociali di lotta alla precarietà, di richiesta di reddito, di difesa all'ambiente, le iniziative a favore della libertà ai saperi, di messa in discussione del copyright ed in fine gli spazi sociali autogestiti ci sebrano una ricchezza ed un'opportunità per progettare dal basso, il vivere nelle nostre città.
Eravamo in piazza per ribadire che cittadinanza non significa sudditanza, che partecipazione non è plebiscitarismo.
Vogliamo che il protagonismo sociale non venga represso con iniziative giudiziarie, il cui esito sfocia nella meessa alla sbarra degli attivisti dei movimenti.
Vogliamo che le nostre città aprissero tutti gli infiniti spazi di progettazione, sperimentazione, liberazione di cui sentiamo sempre più bisogno e che ci sebrano sempre più distanti.....e lo vorremo anche qui....a Schio!!!!!!!!!
Andate a vedervi le foto del corteo!
 

14/05/2005: Questa mattina quasi 200 studenti di Thiene e Schio hanno sfilato lungo le strade di Thiene al grido " VOGLIAMO SPAZI DI LIBERTA'".

la manifestazione è stata la risposta degli studenti al comportamento di sindaco e giunta! Questi signori hanno bocciato la proposta per la festa della creatività agrappandosi a motivazioni che , come si legge nel comunicato degli studenti, suonano molto come scuse! allo stesso modo hanno negato la possibilità di fare il ballo di fine anno!Questo perchè nel luogo in cui doveva essere organizzato mancavano le indicazioni delle uscite di sicurezza e le planimetrie dello stabile....inadempienze del comune che potevano essere facilmente e velocemente risolte!!!
oltre a tutto questo la protesta di ragazzi e ragazze  è stata anche motivata dall'articolo pubblicato sul giornale di vicenza.
In questo infatti si dice che ci sarà tolleranza zero con i giovani perchè questi pensano solo ad ubriacarsi........
e indovinate chi diceva questo????....sindaco e giunta di thiene...le stesse persone che hanno soffocato le due proposte degli studenti!!!
molti interventi a questo proposito si sono alternati durante la manifestazione, seguiti dagli applausi di tutti i manifestanti !!!
I ragazzi hanno anche "consegnato la pagella al comune" !!!
INCOERENZA  voto 10
SPAZI PER I GIOVANI  voto 3
DISPONIBILITA' voto 3
INTERESSE ALLE INIZIATIVE PROPOSTE voto 2
TROVARE SCUSANTI voto 9
DISINTERESSAMENTO  voto 10
AUTOGIUSTIFICAZIONE  voto 9
INADEMPIENZA voto 9
FALSITA' voto 10
TOLLERANZA voto 0
il corteo si è concluso al parco del donatore sulle note di : the smarcies - okkupato - astea in un clima di serena festa....quello che ci sarebbe stato alla festa della creatività....
 
LA LOTTA PER GLI SPAZI CONTINUA!!!!!


03/05/2005: Domenica 1 maggio migliaia di persone hanno sfilato per le vie di Milano in una sfilata da "Carnevale precario", anche noi assieme a tutta la rete del nordest abbiamo partecipato occupando il treno. Oltre che al calore della giornata ci ha accompagnato San Precario a cui gli abbiamo chiesto un miracolo, anzi 3: più reddito, più diritti e più dignità per tutti!!!!! Ci siamo accodati al camion del cantiere che all'inizio ha subito un tentato blocco da parte dei cobas e di altre realtà sindacali, poi la situazione si è stabilizzata ma alla fine quando noi ci siamo allontanati dalla piazza per tornare a casa un gruppo di compagni, e ripeto compagni...ha assaltato il camion del cantiere con spranghe e altri oggetti contundenti facendo contusi e 6000 euro di danni. Lascio a voi riflettere... anche se per me se si lotta per un comune obbiettivo bisognerebbe lasciar perdere le scaramucce per poterci arrivare a quel comune obbiettivo...di sicuro queste cose fanno male...male per noi, male per tutti in ogni senso. nella sezione foto troverete alcune immagini di certo più belle per fortuna di quelle che non abbiamo raccolto anche perchè alla fine eravamo in 100.000 a chiedere una vita più degna!


26/04/2005: Da martedì scorso è iniziato il countdown verso l'EURO MAYDAY 2005, le mobilitazioni stanno attraversando tutte le città in movimento verso la parade milanese e stamattina un centinaio di manifestanti facenti gruppo alla rete del precariato sociale del nordest ha fatto un'azione alla serenissima ristorazione (attaccato striscioni e manifesti con le gigantografie dei veri e propri lager di deportazione; e successivamente hanno bloccato l'entrata del ristorante con del filo spinato) che forniva i pasti al Centro di Permanenza Temporanea di via Mattei a Bologna. Da ora, anche grazie a noi, non lo farà più . Infatti hanno rilasciato un comunicato nel quale dichiaravano che dal 31 marzo 2005 non hanno più l'appalto per il C.P.T. e non forniranno più nessun C.P.T. in futuro! Guardatevi le foto e venite All'Euromayday2005 a Milano, treno ad 1 EURO alle 11 e 15 da Vicenza!!!!!!!!!!!!

Oggi pomeriggio abbiamo bloccato lo sfratto di una famiglia egiziana. Grazie alla nostra manifestazione e presenza l'ufficiale giudiziario ha prorogato lo sfratto al 21 giugno.
Per il comunicato visita la nuova pagina di resoconto sullo Sportello Casa linkata nella sezione S.O.S. Diritti


25/04/2005: Oggi come ogni anno si festeggia l'anniversario della vittoriosa guerra di liberazione. A Schio, sotto un diluvio universale, abbiamo partecipato al corteo ufficiale organizzato dall'amministrazione comunale. Armati di striscione e di volantini da distribuire (che assieme ad altri abbiamo firmato e riguardano il problema dell'arrivo a luglio dei neofascisti a Schio),siamo arrivati al cimitero militare, dove ad accoglierci c'erano carabinieri e municipale che c'hanno impedito di attaccare uno striscione senza però poi...riuscirci totalmente. A Vicenza la cosa è stata molto ben più grave, visto che a fare il tradizionale discorso è stato Sante Sarracco di AN, ex militante dei repubblichini e sostenitore delle cene pro-marcia su Roma. I compagni del Capannone assieme a tutte le forze democratiche di sinistra lo hanno fischiato dall'inizio alla fine e se ne è dovuto andar via mogio mogio. Per più info andate sul sito www.inventati.org/mediablitz Per le foto andate sulla sezione FOTO


24/04/2005: Venerdì 22 al Circolo Operaio "Il Bruco" a Schio si è svolta l'iniziativa dedicata alla Palestina. Non sono bastate le prenotazioni per la cena, perchè in serata oltre all'ottantina di persone che avevano dato l'adesione, se ne sono aggiunte molte altre !!!!!!!!!!!! Questo ci ha reso molto felici perchè è dimostrazione che i conflitti che fanno altre persone in altri territori sono importanti. Importanti in primo luogo, per l'obbiettivo comune che unisce le pratiche di lotta e di conflitto che si hanno in tutto il mondo e che, ovviamente, come coordinamento, cerchiamo di raggiungere anche noi, e cioè quello della libertà vera e propria per tutti e senza distinzioni. In secondo luogo per arricchire il proprio bagaglio culturale, capendo le modalità, i metodi, le pratiche che usano altri per contrastare i modelli repressivi presenti nei propri paesi.


26/03/2005: altri 2 nuovi appuntamenti a Schio per Aprile! Andate sulla sezione EVENTI per saperne di più, a breve ci saranno anche i manifesti!


15/03/2005: Sabato 12 marzo si è tenuta a Vicenza una manifestazione studentesca contro le antenne:
400 studenti sono scesi in piazza per protestare contro le installazioni di antenne per cellulari nei pressi di scuole e luoghi densamente popolati. Gli studenti hanno segnalato coreograficamente un'antenna con lancio di fuochi d'artificio colorati e hanno consegnato ai presidi degli istituti con antenna nei paraggi una lettera, invitandoli a prendere posizione pubblicamente. Lungo il corteo e alla fine gravissimo atteggiamento intimidatorio delle forze dell'ordine, che hanno continuato a filmare, fotografare, tentare di identificare. Inoltre si segnalano pedinamenti ed inseguimenti per le vie del centro anche un'ora dopo la fine della manifestazione!!! Per un resoconto più dettagliato e per le foto vai su http://www.inventati.org/mediablitz/


06/03/05: ieri si è svolta comunque l'iniziativa nelle piazze a Schio, nonostante la neve già a terra e quella che aveva iniziato a venir giù. La rassegna di skate è saltata perchè " piazza Falcone, Borsellino" era colma di neve, ma gli ANGER prima, e gli ETEREA dopo hanno riscaldato l'atmosfera con le loro esibizioni live.
Forte è stata l'affluenza (al contrario di quello che dicono sul giornale di vi) nonostante le condizioni atmosferiche avverse (sarà per l'ottimo brulè che presidieva il concerto!).
In piazza Garibaldi invece è andata tutto come previsto: numerose opere artistiche esposte, accompagnate da una rappresentazione teatrale "Il margine incerto, voci in guerra")dove si è visto la creazione di un mini-laboratorio artistico che ha visto impegnati ragazzi e passanti, soprattutto i bambini affascinati dai lavori con la cera! Sulla sezione foto, troverete alcuni momenti salienti della giornata.
L'unica cosa che ha dato fastidio durante l'iniziativa è stata la presenza dei fascistelli di azione giovani, che nel tardo pomeriggio, hanno tentato di provocare gli artisti e i giocolieri che stavano facendo delle esibizioni col fuoco.
Con la "collaborazione passiva" di polizia e carabinieri, questi 4 sfigatelli che fanno parte dell'area giovanile di allenza nazionale si sono messi davanti e hanno iniziato a scattare foto a qualsiasi persona che si trovava nel presidio, questo senza nessun ostacolo da parte delle forze dell'ordine !!!!!!!!!!
Dopo l'agguato fascista a due compagni nel veneziano che sono stati attaccati da tre militanti di forza nuova e 5 CARABINIERI IN BORGHESE! ci tocca vedere anche qua a Schio robe del genere, e addirittura in piazza!!!!!!!!!!!!!
I fasci che ci provocano a 2 metri e gli sbirri stanno a guardare, immagino la situazione al contrario come sarebbe andata....meditate gente....meditate su sti fatti...
 


05/03/05: Sono disponibili le felpe del coordinamento!!!!!!!!!! chiunque
fosse interessato può venire mercoledì 09 marzo al circolo operaio "Il Bruco"
a Schio verso le 21:00 oppure contattarci  tramite mail :
liberazone@posta.indivia.it.

 

28/02/05: SUPER APPUNTAMENTO nelle Piazze di Schio Sabato prossimo ore 15:30 tra Artisti, Musicisti, Attori, Giocolieri e Skaters!!!!!!!!! Andate nella sezione E20 per il Manifesto.


27/02/05: 27/02/05: Ieri si è svolta la manifestazione a Gradisca d'Isonzo dove circa 1200 persone hanno sfilato pacificamente per le vie del paese. A rovinare tutto han pensato le forze dell'ordine caricando il corteo e dividendolo in due spezzoni.
La sezione carabinieri che era davanti all'ingesso del C.P.T.. ancor prima che i compagni finissero l'azione simbolica che era addirittura stata concordata giorni prima (dovevano colorare il muro del C.P.T. e tirare il filo spinato per simboleggiare la somiglianza ad un lager) è partita senza alcun ordine dal responsabile di piazza pestando qualsiasi persona si trovasse davanti. INCREDIBILE!


13/02/2005: ieri si è svolta la manifestazione a Vicenza per rompere il silenzio che regna sulla questione dell'arrivo di 2500 militari  U.S.A., la costruzione di nuove basi, di nuovi villaggi ecc. Circa 250 persone (200 per gli sbirri!) hanno attraversato le vie del centro fermandosi prima davanti alla prefettura, attaccando la badiera della pace e uno striscione "via le basi!" sulle inferiate dello stabile, e poi davanti al comune, recintandolo simbolicamente con filo spinato, facendolo diventare come realmente è, una zona armata! Noi del coordinamento abbiamo okkupato il treno per giungere alla manifestazione da Schio a Vicenza, riprendendoci il diritto alla mibilità,il diritto a manifestare e sopratutto per contestare treniitalia che considera la linea ferroviaria "Schio-Vicenza" come una tratta "fantasma"!
 

10/02/2005: Il governo a trovato la soluzione per ridurre l'inquinamento!!!! ALZARE IL LIMITE MASSIMO CONSENTITO PER LE NOSTRE CITTA'! e visto che Vicenza è la "maglia nera" chissa che bello vivere quando questa soluzione verrà applicata!


05/02/2005: dopo una lunga attesa il sindaco di Schio ci riceve! mercoledì prossimo alle 18 e 30 avremo l'incontro assieme all' assesore Laugelli.

-Sabato 12 febbraio manifestazione a Vicenza per chidere che sia resa pubblica in dettaglio la questione del probablie arrivo di altri 2500 militari U.S.A. Per più info andate nella sezione eventi!


04/02/2005: Ieri sera si è svolta l'assemblea pubblica di presentazione del NUOVO CAPANNONE SOCIALE a Vicenza! oltre 90 persone, tra sindacati,partiti,associazioni e singoli cittadini, hanno partecipato! È stato proiettato un video con alcuni skac del lavoro, dell'allestimento, degli eventi e delle iniziative di questi primi tre mesi di apertura del capannone.La discussione è stata molto animata, visti anche i freschi attacchi dei fascisti di AN!


03/02/2005: assemblea pubblica in Capannone!
In seguito alle provocazione fasciste, il Nuovo Capannone Sociale organizza un'assemblea pubblica di presentazione del progetto delle attività musicali,culturali e delle campagne politiche, perchè non c'è niente da nascondere,anzi...
GIOVEDI' 3 FEBBRAIO ore 21 al Nuovo Capannone Sociale in Via dell'Edilizia 128.
Leggi l'appello "la cultura fa paura" in sostegno al Capannone.


02/02/2005: Manifestazione al cantiere del teatro!
il 20 gennaio 9 operai del cantiere del teatro sono stati licenziati perchè hanno scioperato. Chiedevano semplicemente di ricevere lo stipendio puntualmente, visto che non lo vedevano da mesi. E' stato presentato un ricorso al giudice del lavoro e gli operai licenziati hanno bloccato il cantiere ad oltranza, interrompendo i lavori fino a quando si trova una soluzione. E' stata lanciata una manifestazione per le 9.00 di fronte al cantiere in via btg. Framarin e un corteo studentesco che partirà da Piazza Esedra dalle 8.45.
Leggi la rassegna stampa sulla vicenda nella sezione "rassegna stampa"
Leggi il comunicato di solidarietà agli operai del Nuovo Capannone Sociale e quello del Coordinamento Studentesco che partecipa alla manifestazione.